Giovannino Guareschi

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rimembrando...

Messaggio  Charade il Mer 22 Giu 2016, 18:35

In quel di ex-maskaf o giù di lì , una volta inseguendo mrs Turquoise , le scrissi codeste cose che ora come allora dirotto così: L'angelo Michele come il Giovannino ideale ?

Anno 2012 : Alla ricerca di una centuriona pseudo-perduta
"Ciao Ronin - Tara , entro dentro l'argomento Bonarroti, con l’intento di acquisire da te , una nuova idea … una nuova conoscenza …
Potrei adeguarmi al tuo “affetto” per il qui presente Angelo-Michele , postando anch’io qualcosa di suo ; ma visto la mia iniziante conoscenza , il farlo , sarebbe prematuro sennonché per il momento artificioso … ed è per questo che vorrei cambiare modalità di approccio sia con lui , che con te …

In quel passato indefinito tra adolescenza e maturità , mi capitava spesso di “infatuarmi” di una generica figura , padre/madre putativa… Di essa arrivavo a conoscere ossessivamente tutto , tanto che riportavo ogni analisi a loro o riferita a loro o partente e finente da loro e per loro … Ancor oggi , in maniera meno frequente , mi succede ancora … L’idea , adesso come allora , era che se tutte le strade portano a … allora per economia di pensiero , una somma grandezza varrebbe sommariamente l’altra -

Premesso tutto questo per me , tu come ti poni con lui ?... Quale è stata la sua genesi , e perché lui e non un altro/a ?...
Scusa se parto così , ma per me , è orientativamente e selettivamente necessario … Bye _"
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La donna ideale seconda parte

Messaggio  lunarossa il Lun 20 Giu 2016, 12:46

LA DONNA IDEALE – seconda parte
(pubblicato da Zia Delina Blogspot.it)
 
La Pasionaria era preoccupatissima:
-          La donna ideale deve sapere anche le date storiche?
-           Quelle essenziali. E oltre a una cultura sobria ma efficiente, deve possedere pure una personalità.
-           Un bel personale, insomma – osservò la Pasionaria.
-           Personalità – ripetei – Il personale non c’entra. La donna ideale deve anche saper parlare con proprietà di linguaggio in modo da evitare per esempio di dire : “ Se stasse in me…”, “Se me ne potrei andare “ e roba del genere.
La Pasionaria si strinse nelle spalle:
-          Una può sapere benissimo il congiuntivo ed essere, magari , una sporcacciona.
-          Non c’entra! La donna ideale sa usare il congiuntivo ed è onestissima. E, oltre a saper usare il congiuntivo, saper cucinare, saper amministrare la casa ed educare i figli, sa ballare, cantare, suonare il pianoforte o la chitarra.
-          Magari è anche campionessa di salto in lungo e lancio del giavellotto – osservò motteggiando la Pasionaria.
-          No ! Non è campionessa di niente – esclamai . Però sa nuotare, andare in bicicletta, fare una passeggiata a piedi.
La Pasionaria ridacchiò:
-          La donna ideale deve essere anche vanitosa? – domandò.
-          No. Niente vanità. Però la donna ideale non gironzola per casa coi capelli dritti in testa, drappeggiata con scialletti e sciarpe, e con un pullover sistemato come grembiale posteriore e annodato per le maniche sul davanti. La donna ideale non offre mai ai familiari questi spettacoli da rivoluzione francese o da eruzione del Vesuvio!
La Pasionaria meditò lungamente sulla faccenda poi trasse la sua conclusione:
-          Me dico che uno, per avere tutta quella roba, dovrebbe sposare dieci o quindici donne!
-          No. Esistono donne che, da sole, sanno fare ed essere tutto quel che ho detto.
-          E quanto si paga d’ingresso per andarle a vedere? – s’informò la Pasionaria con sarcasmo evidente.
-          Non si tratta di fenomeni da baraccone: donne di questo genere, ci sono! – replicai – E le altre donne dovrebbero fare ogni sforzo per imitarle.
La Pasionaria scrollò le spalle.
-          Me non mi interessa di diventare come un’altra donna. Me mi basta di essere me… E poi si fa presto: se una non è una donna ideale, basta che sposi l’ uomo ideale e tutto è a posto lo stesso.
Margherita uscì dal suo riserbo:
-          L’uomo ideale ! – esclamò, con voce lontana. – E dove lo potrai trovare? Ce n’era uno solo, al mondo, e l’ho sposato io.
La Pasionaria considerò il pro e il contro e concluse:
-          Meno male.
La pendolina snocciolò dieci tocchi ed era una fresca mattina. Allora Margherita si alzò e, lentamente, si avviò verso la porta che dà sul corridoio.
Aveva la vestaglia ficcata dentro i pantaloni del pigiama, un pullover verde sistemato a mò di grembiale posteriore e annodato per le maniche sul davanti, una salvietta gialla a mò di sciarpone al collo. Portava uno sciallino azzurro sui capelli. Calzava le mie scarpe da montagna imbottite.
Giunta sulla porta ristette e si volse:
-          Alberto – disse – domani comprami una chitarra.

Poi la donna ideale disparve, lasciando dietro di sé un sentore acre di rivoluzione francese e di rovente lava vesuviana.
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La donna ideale prima parte

Messaggio  lunarossa il Lun 20 Giu 2016, 12:44

Legenda
 
La Pasionaria : Carlotta Guareschi, figlia di Giovannino, in alcuni racconti conosciuta anche come “La Fenomena”
 
Alberto o Albertino : figlio di Giovannino
 
Margherita: moglie di Giovannino, protagonista stralunata di diversi racconti di vita familiare di Giovannino. In realtà, la moglie di Giovannino si chiamava Ennia Pallini.


NOTA: Qualche anno fa ho avuto occasione e onore di conoscere personalmente Carlotta e Alberto a Roncole Verdi, sede del club dei 23 (lettori) dedicato al padre e gestito dagli stessi. Carlotta purtroppo è deceduta nell'ottobre scorso, per un male incurabile. Minuta d'aspetto e gentile di modi, insieme al fratello Alberto ci ha fatto compagnia per un intero pomeriggio, mostrandoci materiale inedito di Giovannino e ridendo con noi per alcuni aneddoti legati alla vita col padre e alle riprese dei famosi film di Peppone e Don Camillo con Fernandel e Gino Cervi.


LA DONNA IDEALE – prima parte
(pubblicato da Zia Delina Blogspot.it)
 
 
La Pasionaria interruppe la lettura e levò il capo dal giornale: - Cosa sarebbe questa “ donna ideale” – mi domandò. – C’è scritto lì – risposi – E’ un concorso – Questo lo so – replicò la Pasionaria. – Me domando cosa significa “ donna ideale”. – Cercai di cavarmela:
-          L a donna ideale è quella che possiede tutte le doti che occorrono a una ragazza per diventare la moglie ideale, indi la madre di famiglia ideale.
-          Indi la vedova ideale – ridacchiò Margherita continuando peraltro a interessarsi del fumo della sua sigaretta.
Non la presi in alcuna considerazione : tanto più che la Pasionaria era del tutto insoddisfatta della mia risposta.
-          Per esempio – insistette – cos’è che deve avere questa donna ideale?
 
Bisognava che uscissi dal generico perché la Pasionaria è tenace e, come si suol dire, “non molla l’osso” anche se l’osso è coperto di carne e baffi.
 
-          La donna ideale – spiegai – deve possedere, oltre a un minimun di prestanza fisica, anche quel minimun di prestanza spirituale e morale che le permetta di essere compagna piacevole, madre affettuosa e intelligente, amministratrice oculata e via discorrendo.
La Pasionaria scosse il capo:
 
-        Via discorrendo va bene quando si continua a discorrere. Ma se uno dice “ via discorrendo”e poi non parla più, allora significa che i figli devono andarsi a far spiegare le cose dagli estranei.
Decisi di essere esauriente : l’intervento di estranei nel’educazione dei miei figli  è sempre risultato, per me, intollerabile.
-          La donna ideale – incominciai – deve essere anzitutto sana, robusta e di aspetto piacevole. Quindi deve avere un portamento dignitoso e deve essere di sobria ma sicura eleganza nel vestire.
-          Esistono donne così? – domandò la Pasionaria con ostentato tono di incredulo stupore.
-          Esistono sì – le assicurai mentre Margherita continuava a fumare come se le nostre parole non la interessassero.
-          La donna ideale deve essere autosufficiente, e ciò – continuai – non significa che essa debba limitarsi a riparare un rubinetto o sostituire una lampadina elettrica. Essa deve saper guidare un’automobile, deve saper cucinare, lavare, stirare, cucire, ricamare, tagliare, rammendare, smacchiare, rappezzare, inamidare, lucidare a cera, spolverare, verniciare, tinteggiare pareti. Inoltre deve possedere un mestiere o una professione che costituiranno l’estrema riserva in caso di rovesci finanziari o di sopravvenuta inabilità del marito.
La Pasionaria era molto impressionata.
-          Me non credevo che la donna ideale doveva sapere tante cose! – esclamò.

-          - Da questo si comprende – dissi – che la donna ideale non può identificarsi con la svagata donna di casa che vive ignara del mondo circostante o ha degli avvenimenti che in esso succedono una idea del tutto approssimativa. La donna ideale deve tenersi al corrente degli avvenimenti nazionali ed esteri e, grazie a una cultura modesta ma solida, essere in grado di far il punto della situazione.    segue.....












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Ultima modifica di lunarossa il Lun 20 Giu 2016, 13:10, modificato 1 volta (Motivazione : aggiunta biografica)
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Giovannino Guareschi

Messaggio  lunarossa il Lun 20 Giu 2016, 12:32

Giovannino Guareschi (Fontanelle di Roccabianca1º maggio 1908 – Cervia,22 luglio 1968) è stato uno scrittoregiornalistaumorista e caricaturista italiano.
È uno degli scrittori italiani più venduti nel mondo: oltre 20 milioni di copie,[1]nonché lo scrittore italiano più tradotto in assoluto[2].
La sua creazione più nota, anche per le trasposizioni cinematografiche, è don Camillo, il "robusto" parroco che parla col Cristo dell'altare maggiore, che ha come antagonista l'agguerrito sindaco Peppone nel paesino di Brescellobassa padana emiliana, fra il Po e la via Emilia[3].
Tratto da Wikipedia
Biografia  Mondo antico
L'ideatore di Peppone e Don Camillo è stato uno dei più importanti intellettuali civili italiani del Novecento, attività che lo ha contraddistinto sia come uomo che come giornalista e scrittore. Nato il primo giorno di maggio del 1908 a Fontanelle di Roccabianca (nel parmense) iniziò giovanissimo a fare il giornalista nella città emiliana, ma emigrò in altrettanta giovane età a Milano.
Giovannino Oliviero Giuseppe Guareschi (questo è il suo nome completo, e spesso scherzava sul fatto che un omone come lui fosse stato battezzato come "Giovannino"), povero e solo, ma dall'animo forte e difficilmente influenzabile, si mette a scrivere per la rivista umoristica dell'epoca, il "Bertoldo" non curandosi affatto delle possibili reazioni del regime fascista allora dominante in Italia (che anzi Guareschi non perde occasione di sbeffeggiare). Sono gli anni trenta, quelli del pieno plebiscito, sul piano popolare, del regime.
Ma gli effetti di questa "militanza" indesiderata si fanno presto sentire.  Scoppia laseconda guerra mondiale, l'Italia adotta, scimmiottando la Germania nazista, una politica espansionista ma anche razzista e sempre più intransigente nei confronti delle voci di dissenso. Lo scrittore subisce quindi una traumatica sorte: catturato e incarcerato, nel 1943 viene deportato in Germania e poi in Polonia.
Dopo due anni di Lager torna in Italia e fonda "Il Candido", un altro settimanale di satira. Malgrado la brutta esperienza della carcerazione e del campo di concentramento, la lingua dello scrittore non si è certo ammorbidita. Sul Candido conduce battaglie antigovernative e "antipolitiche", senza risparmiare però neanche la fazione comunista e di sinistra. Nel 1954 è di nuovo agli arresti, con la scusa di aver pubblicato compromettenti lettere (poi risultate false), dell'allora presidente del Consiglio [url=http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=110&biografia=Alcide De Gasperi]Alcide De Gasperi[/url]. Nel frattempo aveva dato vita con "Mondo Piccolo" alla saga di Don Camillo e Peppone, figure contrapposte di due tipiche anime dell'Italia post bellica. Don Camillo, infatti, rappresenta la figura dell'antifascista furbo e rispettoso dello "status quo", mentre Peppone è un sindaco comunista ortodosso, petulante, ma sostanzialmente buono. Dai romanzi che vedono protagonisti i due personaggi sono stati tratti in seguito anche numerosi film.
Ad ogni modo, a fronte del grande successo popolare, la critica e gli intellettuali tendono a snobbarlo, a causa soprattutto della semplicità di linguaggio utilizzata e di una certa patina di ingenuità un po' "naif" che pervade i suoi scritti. Ma dietro l'umorista si nascondeva un uomo che ha dovuto soffrire disagi, umiliazioni, dolori e tradimenti (girò anche la voce, priva di fondamento, che fosse finanziato dalla Cia). Molti tra i suoi più toccanti racconti sono in realtà trasposizioni di fatti reali che hanno inciso la sua anima fin nel profondo. Successivamente, per fortuna, fu ampiamente "sdoganato". La rivista "Life" riconobbe il suo fondamentale contributo, e lo definì come "il più abile ed efficace propagandista anticomunista in Europa", mentre [url=http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=503&biografia=Indro Montanelli]Indro Montanelli[/url] ha più volte elogiato l'uomo e l'amico, fino ad affermare: "C'è un Guareschi politico cui si deve la salvezza dell'Italia. Se avessero vinto gli altri non so dove saremmo andati a finire, anzi lo so benissimo".
Muore a Cervia il 22 luglio 1968 dopo aver passato gli ultimi anni di attività dietro le quinte e po' dimenticato da lettori e critica. Silente in un mondo in cui si riconosceva sempre meno.
Tratto da Biografieonline
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Re: Giovannino Guareschi

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