Stefano Hawking ...1000 e non più 1000 ?

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Seduta spiritica per il moto di Urano

Messaggio  annali il Gio 26 Apr 2018, 01:26

Alfred Drayson (1827-1901) figura vittoriana di militare di carriera e astronomo, istruttore di astronomia pratica, eletto alla Royal Astromical Society nel 1869, fu anche un fervente cultore dello spiritismo (attività che al tempo era considerata una seria disciplina scientifica, tanto da meritarsi l’attenzione di noti scienziati astronomi).
Sul problema di Urano e della sua rotazione in senso orario, anziché antiorario come tutti i satelliti e pianeti conosciuti, pensò di usare una seduta spiritica per ottenere spiegazioni “ultraterrene” sulla questione.
Lo scritto che segue è quanto lui stesso affermerà nella lettera che anni dopo pubblicherà nel settimanale della British National Association of Spiritualists “Light”, con il titolo “The Solution of Scientific Problems by Spirits”.
 
“Una sera del 1858, la mia ospite medium con la quale organizzavamo sedute spiritiche, mi informò di vedere al mio fianco una persona che pretendeva di essere stato durante la vita terrestre un astronomo.
Ebbi l'idea di fare a questo sedicente spirito una domanda per provare le sue conoscenze: - "Potete dirmi, gli domandai, perchè i satelliti di Urano fanno la loro rivoluzione dall'est all'ovest e non dall'ovest all'est?" Ricevetti immediatamente la risposta seguente:
"I satelliti di Urano non percorrono le loro orbite dall'oriente all'occidente; girano intorno al loro pianeta dall'occidente all'oriente, nello stesso verso in cui la Luna gira attorno alla Terra. L'errore proviene dal fatto che il polo sud di Urano era rivolto verso la Terra al momento della scoperta di questo pianeta; nello stesso modo che il Sole, visto dall'emisfero australe, sembra fare il suo percorso quotidiano da destra a sinistra e non da sinistra a destra, i satelliti di Urano si muovono da sinistra a destra, ciò che non vuol dire che essi percorrano le loro orbite da oriente ad occidente."
In risposta a un'altra domanda che gli posi, il mio interlocutore aggiunse:
"Mentre il polo sud di Urano era girato verso la Terra, per un osservatore terrestre, i satelliti sembravano spostarsi da sinistra a destra, e si concluse, per errore, che andassero da oriente ad occidente; questo stato di cose ha durato circa 42 anni. Quando il polo nord di Urano è voltato verso Terra, i suoi satelliti percorrono il loro tragitto da destra a sinistra, e sempre da occidente ad oriente." 
In seguito gli domandai come è potuto succedere che l'errore non sia stato riconosciuto 42 anni dopo la scoperta del pianeta Urano da W. Herschel. Mi fu risposto:
"Perchè, nella regola, gli uomini non fanno che ripetere ciò che hanno detto le autorità che li hanno preceduti; abbagliati dai risultati ottenuti dai loro predecessori, essi non si danno la pena di riflettere."
Guidato da queste informazioni mi misi a risolvere il problema geometricamente, e mi resi conto che la spiegazione era esattissima, e la soluzione molto semplice. Pertanto, scrissi su questa questione un trattato che fu pubblicato nel Memorie della Royal Artillery Institution nel 1859. Nel 1862, diedi questa stessa spiegazione del preteso enigma in una piccola opera di astronomia: "The common sights in the heavens, and how to see and known them" (2. ed. 1862) [{bg} p. 151]; ma l'influenza dell'"opinione autorizzata" è così funesta, che dai nostri giorni solamente gli scrittori che si occupano di astronomia cominciano a riconoscere che il mistero dei satelliti di Urano deve probabilmente essere attribuito alla posizione dell'asse del pianeta.
Nella primavera dell'anno 1859, ebbi ancora una volta l'occasione, per mediazione della stessa medium, di conversare con la personalità che si dava per lo stesso spirito; gli domandai se poteva rischiararmi su un altro fatto astronomico ancora sconosciuto. Possedevo allora un telescopio con un obiettivo di 4 pollici ed una distanza ficale di 5 piedi. Appresi che il pianeta Marte aveva due satelliti che nessuno aveva ancora visto e che avrei potuto scoprire, in circostanze favorevoli. Io colsi la prima occasione che si presentò per fare delle osservazioni a questo scopo, ma non scoprii niente. Feci partecipi di questa comunicazione tre o quattro amici con i quali facevo delle esperienze spiritiche, e fu deciso di conservare il silenzio su quello che era successo, perchè non possedevamo alcuna prova in appoggio delle allegazioni del mio interlocutore, e rischiavamo di esporci alla risata generale”.

Diciotto anni più tardi, nel 1877, i due satelliti di Marte (Deimos e Phobos) furono scoperti dall’ astronomo Asaph Hall.

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Re: Stefano Hawking ...1000 e non più 1000 ?

Messaggio  Charade il Mar 24 Apr 2018, 18:28

annali ha scritto:
% Nella mappa dell’isola, in quest’unico spazio, si ripercorre la storia scientifica dell’astronomo, ma anche degli studi che compì sull’alchimia ed esoterismo.
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Chissà perché chi studiava d'astronomia , era anche o spesso cultore di scienze occulte ... anche il Galileo , ovvero il più alto rappresentante del 'metodo' scientifico , mi sembra arrotondasse lo 'stipendio' con oroscopi e bazzecole indicibili ... Si dirà : l'occasione della credulità rende la persona malfattrice ?... 
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Un'isola per Tycho Brahe...

Messaggio  annali il Mar 24 Apr 2018, 13:18

Ven, oggi non più sotto la corona danese, ma svedese, è la famosa isola dell’astronomo del seicento, Tycho Brahe, dove in passato furono installati gli strumenti astronomici più all’avanguardia della loro epoca e furono condotte osservazioni fondamentali per la storia.
Per la fama acquisita da Brahe in campo astronomico s’interessò tanto il re di Danimarca, Ferdinando II, da invitare lo studioso a tenere un corso d’astronomia all’Università di Copenaghen. Gli assegnò una rendita annuale e un’intera isola lunga circa 5 chilometri, chiamata Hven, dove fu eretto il famoso castello-osservatorio di Uraniborg, cioè la Città d’Urania e l’osservatorio Stjarneborg che significa“Città delle stelle”.
Brahe fu il primo astronomo europeo a effettuare osservazioni regolari e a lungo termine di stelle fisse e pianeti tramite sestanti, quadranti, sfere armillari e strumenti da lui stesso ideati e perfezionati. 
Il telescopio non era stato ancora inventato ma sulla base delle sue osservazioni Tycho redasse un catalogo di oltre 1.000 stelle fisse con una precisione inimmaginabile per l’epoca, osservazioni che consideravano anche l’effetto della rifrazione atmosferica. Recentemente ricercatori britannici hanno confrontato le mappe stellari di Brahe con quelle attuali, scoprendo che i calcoli erano persino più precisi di quanto non si credesse.
Il castello non esiste più, perché quando Tycho non fu più sostenuto dal nuovo sovrano e fu costretto a lasciare l’isola gli abitanti del luogo usarono le pietre e i mattoni del castello per lo loro costruzioni.
Nel 2005 fra quanto sopravvissuto dell’Osservatorio è stato creato un museo sotto il livello stradale, esattamente dove era collocata parte della strumentazione più all’avanguardia dell’epoca.
 Nella mappa dell’isola, in quest’unico spazio, si ripercorre la storia scientifica dell’astronomo, ma anche degli studi che compì sull’alchimia ed esoterismo.



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Addio a Stephen Hawking

Messaggio  annali il Mer 14 Mar 2018, 20:58

Stephen Hawking, uno dei cosmologi più celebri degli ultimi decenni per le sue teorie sui buchi neri, la cosmica quantistica e l'origine dell'universo, è morto nelle prime ore del mattino del 14 marzo 2018 all'età di 76 anni nella sua casa a Cambridge. 
Nato a Oxford l'8 gennaio 1942, descrisse se stesso come un bambino disordinato e svogliato, che non voleva neppure imparare a leggere fino all’età di otto anni.
Quando gli è stata diagnosticata la malattia degenerativa, la Sla, secondo i medici Stephen Hawking era destinato a morire in pochi anni, appena 21enne, e invece ha convissuto con la sclerosi laterale amiotrofica fino a 55 anni dopo, facendo scoperte straordinarie, continuando a insegnare, simbolo straordinario del potere della mente.
 
 Uno dei suoi contributi scientifici più importanti, che lo ha reso celebre è stato il lavoro sui buchi neri e sulla radiazione che prende il suo nome, “La radiazione di Hawking”. 
Nei suoi lavori affronta il tema di un creatore o di un atto creativo per l'origine dell'universo, dichiarandosi agnostico e sostenendo che non è necessario un creatore per spiegare la nascita del cosmo, pur tuttavia ponendosi ugualmente il problema.

Su di lui, anche un film...


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Re: Stefano Hawking ...1000 e non più 1000 ?

Messaggio  annali il Lun 21 Nov 2016, 19:41

E c'ha ragione... da qualunque parte potessimo andare... il pericolo ci seguirà sempre... essendo noi stessi il primo pericolo nostro...
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Stefano Hawking ...1000 e non più 1000 ?

Messaggio  Charade il Lun 21 Nov 2016, 19:26

Questo signore : 


astrofisico dalla tempra invincibile , nonostante la grave malattia che matrigna natura gli ha consegnato , non smette di indicare con ammirabile lungimiranza quale sia il destino di noi umani in seno ad una globo terracqueo che molti di noi danno per scontato , ma che tale non è ... 

Molti pericoli , alcuni causati da "noi" stessi , ( esaurimento delle risorse ed avvelenamento generalizzato di aria , acqua , terreno ) , altri proveniente dall'esterno , statisticamente accadenti nel prossimo futuro ( da qui a 1000 e più anni ) quali distruttivi asteroidi collidenti , flare da raggi cosmici o gamma , indicano come il ns futuro come razza umana sia a serio anche se non "immediato" rischio ... 

Pensare di risolvere con un tecnologico esodo da questa "astronave" terrestre è un dato di fatto che prima o poi dovrà essere realizzato , sempre che i moti autodistruttivi non prendano il sopravvento ... 

A fronte di tutte queste premurose sue raccomandazioni però , ritiene che la medesima tecnologia (IA) che ci permetterà di fuggire nella prossima ns "arca" , rappresenti un ulteriore pericolo ...  pazzo
Cioè , ma così non se ne esce ... Forse il suo pessimismo leopardiano starà prendendo il sopravvento sulla sua fertile mente ? 
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Re: Stefano Hawking ...1000 e non più 1000 ?

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