NOTIZIE "ASTRONOMICHE"

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In viaggio verso il Sole

Messaggio  annali il Gio 16 Ago 2018, 16:06

Da Cape Canaveral, storico complesso della base americana in Florida, la sonda Parker Solar Probe ha iniziato il suo viaggio verso il Sole. Il lancio è avvenuto grazie a un potente Delta IV Heavy, il “peso massimo” della United Launch Alliance, alto circa 72 metri. Al lancio ha partecipato anche Eugene Parker, oggi novantenne, che nel 1958 ipotizzò la presenza del vento solare. Parker è il primo a vedere partire una sonda con il proprio nome. La Parker Probe è una nuova sonda interamente dedicata allo studio del Sole che arriverà a lambire la nostra stella immergendosi nelle regioni più interne del vento solare. Si spingerà a poco più di 6 milioni di chilometri dal Sole, dove sarà protetta dal calore grazie a un apposito scudo solare. Arriverà in novembre, dopo una serie di manovre di assist gravitazionale, partendo dal primo incontro con Venere a ottobre e immettersi poi in orbita solare a novembre. Per spingerla verso il Sole, i tecnici della NASA hanno impartito un’accelerazione record alcune decine di volte maggiore di quella necessaria per raggiungere il pianeta rosso. La Parker raggiungerà la velocità record di 700 chilometri l’ora, diventando la sonda più veloce mai costruita dall’uomo. Giunta nei pressi della nostra stella, inizierà una serie di manovre di rallentamento che la porteranno nell'atmosfera solare, dove studierà in dettaglio i meccanismi alla base del vento solare.
 
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TESS: il suo primo "bottino"...

Messaggio  annali il Mer 08 Ago 2018, 17:29

TESS (Transiting Exoplanet Survey Satellite) la missione NASA lanciata lo scorso 18 aprile e dedicata allo studio dei pianeti extrasolari, prima ancora di iniziare la fase di osservazione scientifica, lo scorso 25 luglio, ha infatti, individuato la cometa C/2018 N1, scoperta a fine giugno dal satellite Near-Earth Object Wide-field Infrared Survey Explorer (NEOWISE). Il risultato conferma la capacità di osservare per lungo tempo la stessa porzione di cielo, in modo da identificare le variazioni di luminosità dei corpi celesti presenti nel campo visivo, una caratteristica fondamentale per scoprire nuovi esopianeti.

La cometa è stata “catturata” nel corso di una osservazione lunga 17 ore condotta il 25 luglio, nel corso di una serie di osservazioni di test. La cometa, che in quel momento di trovava a 48 milioni di chilometri nella costellazione del Pesce Australe, è ben visibile nelle immagini di TESS mentre solca il campo inquadrato. Le immagini, raccolte  mostrano solo una frazione del campo di vista di TESS. Nel corso dell’osservazione, è possibile vedere anche il cambio di direzione dell’orbita. Ma la cometa non è l’unico oggetto celeste visibile nel campo inquadrato. E’ anche possibile distinguere alcune stelle variabili e un gruppetto di asteroidi, visibili come puntini bianchi che solcano il cielo.
L’intera sequenza di immagini è stata messa a disposizione dalla NASA.


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TESS: prima immagine di prova

Messaggio  annali il Sab 09 Giu 2018, 22:00

Il successore di Kepler ha appena inviato a terra la prima fotografia di un campo stellare di prova, dopo aver effettuato la delicata manovra di gravity assist con la Luna.
 Lanciato nel mese di aprile, il "Transiting Exoplanet Survey Satellite" (TESS) ha effettuato il suo "giro di boa"  passando a soli 8.000 km dalla Luna e ricevendo così la spinta necessaria a raggiungere la sua orbita definitiva, inclinata di 40° rispetto a quella lunare e con un periodo di rivoluzione che ne è esattamente la metà. Quest'orbita è studiata proprio per garantirne la stabilità futura, senza ulteriori apprezzabili disturbi da parte del satellite naturale.
L’immagine è una esposizione di soli 2 secondi che mostra comunque un gran numero di stelle, oltre 200.000, anche perchè è una regione affollata della Via Lattea nella costellazione del Centauro.

  
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Esplorazione spaziale

Messaggio  annali il Mar 08 Mag 2018, 23:09

InSight (Interior Exploration using Seismic Investigations, Geodesy and Heat Transport), con questa serie di termini inglesi si descrivere il lander della NASA  partito il 5 maggio bordo di un razzo Atlas V-401 della United Launch Alliance e che avrà come obiettivo lo studio l’interno di Marte.
Il viaggio durerà sei mesi giungendo a destinazione il prossimo 26 novembre su Elysium Planitia, una regione vulcanica in prossimità dell’equatore, interessante per molti aspetti tra cui il fatto che si tratta del secondo complesso vulcanico marziano (il picco arriva a 16 chilometri d’altezza). La missione durerà 728 giorni terrestri e dovranno essere sufficienti per studiare la crosta, il mantello e il nucleo di Marte, analizzare l’attività sismica e geodesia e raccogliere indizi sull’evoluzione dei pianeti rocciosi che si sono formati all’interno del Sistema solare 4 miliardi di anni fa. 


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La caccia ai pianeti rocciosi continua con TESS

Messaggio  annali il Lun 23 Apr 2018, 17:59

TESS – il nuovo cacciatore di pianeti

Con la missione Transiting Exoplanet Survey Satellite (TESS) della NASA avremo una nuova sentinella spaziale alla ricerca di pianeti intorno ad altre stelle. È stata, infatti, lanciata con successo nella notte fra il 18 e il 19 aprile (00:51 ora italiana), con un vettore Falcon 9 realizzato dalla SpaceX di Elon Musk, da Cape Canaveral, rientrato come da programma su una “nave drone” di appoggio nell’Atlantico.
La missione di TESS durerà due anni, durante i quali il telescopio osserverà un campione di 350 mila stelle fra le più brillanti del cielo, sfruttando il metodo dei transiti, osservando cioè le deboli fluttuazioni di luce causate dal passaggio degli esopianeti di fronte alla loro stella principale. 
Secondo le stime, nel corso della sua missione principale TESS potrebbe scoprire circa 20 mila nuovi esopianeti, 500 dei quali di dimensioni paragonabili a quelle della Terra, tra i quali possibili gemelli del nostro pianeta.


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uni o multi versi ?

Messaggio  Charade il Mar 17 Apr 2018, 19:01

Se è vero come detto che qualche miliardo di anni orsono (13 % 14 ), ci sia stato un grosso bang , allora più che un progresso tecnologico ci vorrebbe un improbabile atto di fede , in quanto la domanda sarebbe , ma prima di esso cosa c'era ?... Dal nulla non può arrivare il tutto …
Di sicuro , ciò che un “telescopio” di alterna figura potrà arrivare a vedere , sarà tutto ciò che dalla formazione del primo atomo generante i pacchetti quantici d'energia rilevabili , potrà percepire …
Dietro o intorno ai primi momenti del grande bang , si potrà solo ipotizzare …
Le conoscenze attuali ci parlano sempre di nesting in logica frattale , ovvero quando si pensa di aver scoperto un qualcosa , ci sarà sempre un qualcos'altro che le ri-compone e così via forse fino all'infinito …
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La stella più lontana

Messaggio  annali il Sab 14 Apr 2018, 22:18

C'è stato un lungo periodo, nel lontano passato del nostro Universo, in cui di stelle non c'era alcuna traccia, un periodo talmente lontano da essere anche difficile da immaginare: l'alba del Cosmo, quando non c’era altro che un fluido uniforme e indistinto di particelle e idrogeno, senza alcuna struttura oggi a noi conosciuta.
Oggi la tecnologia ha portato oltre l’immaginabile la nostra conoscenza, però non avevamo mai visto una stella così lontana, un oggetto impossibile da vedere anche con gli attuali potenti telescopi. Grazie al fenomeno delle lenti gravitazionali, l’immagine della stella LS1 è stata ingrandita più di duemila volte, rendendo visibile questa stella da record con il telescopio spaziale “Hubble”.
Infatti, un team internazionale di astronomi, nel 2016, utilizzando il telescopio spaziale “Hubble”hanno potuto osservare la supernova “Refsdal”, così soprannominata in onore dell’astronomo norvegese Sjur Refsdal, il primo a proporre (nel 1964) la possibilità di utilizzare la combinazione di supernovae e lenti gravitazionali per studiare l’espansione dell’Universo.
Dopo aver scoperto LS1, gli astronomi ne hanno anche misurato lo spettro, che suggerisce che la stella sia una supergigante blu, molto luminosa, con una temperatura più del doppio di quella del Sole. La luce di LS1 non è stata ingrandita solamente dalla grandissima massa totale dell’ammasso, ma anche da un oggetto compatto di circa tre masse solari al suo interno secondo un effetto chiamato “microlensing gravitazionale".




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Re: NOTIZIE "ASTRONOMICHE"

Messaggio  spitfire il Mar 10 Apr 2018, 22:49

Alcuni anni fa' la NASA ha lanciato una sonda chiamata "Lunar Orbiter Reconaissance", il cui scopo era quello d raccogliere dati dalla sua superficie. 
La sonda è stata dotata di una suite di telecamere 4K per documentare la missione come richiesto. La NASA ha utilizzato le immagini catturate per creare un video che ha poi pubblicato sul sito web del governo e su YouTube. È di ottima qualità e presenta molte immagini in anteprima e statistiche molto interessanti sulla Luna.



Ultima modifica di spitfire il Mar 10 Apr 2018, 22:50, modificato 1 volta (Motivazione : refusi :()
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Prima o poi ciò che va su ritorna giù...

Messaggio  annali il Lun 09 Apr 2018, 01:37

È finito il viaggio della Stazione Spaziale Cinese Tiangong 1, (il Palazzo Celeste) lanciata nel 2011, e rientrata sul nostro pianeta impattando con l’atmosfera. Il contatto ha provocato l’esplosione del modulo principale con i detriti che sono precipitati sull’oceano Pacifico, senza causare conseguenze, del resto pronosticato dagli scienziati di tutto il mondo. A dichiarare il momento dell’impatto sono state le autorità americane attraverso il Joint Force Space Component Command (Jfscc) del Comando strategico degli Stati Uniti.


La Stazione Spaziale Cinese, pesante come un autobus di otto tonnellate, programmata per funzionare solo due anni,  è rimasta in attività fino a quando, nel marzo 2016, se n’è perso ogni controllo.

 
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Sempre più lontano...

Messaggio  annali il Gio 05 Apr 2018, 17:30

C'è stato un lungo periodo, nel lontano passato del nostro Universo, in cui di stelle non c'era alcuna traccia, un periodo talmente lontano da essere anche difficile da immaginare: l'alba del Cosmo, quando non c’era altro che un fluido uniforme e indistinto di particelle e idrogeno, senza alcuna struttura oggi a noi conosciuta.
La tecnologia ha portato oltre l’immaginabile la nostra conoscenza, però non avevamo mai visto una stella così lontana, un oggetto impossibile da vedere anche con gli attuali potenti telescopi. Grazie al fenomeno delle lenti gravitazionali, l’immagine della stella LS1 è stata ingrandita più di duemila volte, rendendo visibile questa stella da record con il telescopio spaziale “Hubble”.
Infatti, un team internazionale di astronomi, nel 2016, utilizzando il telescopio spaziale “Hubble” per osservare la supernova “Refsdal”, così soprannominata in onore dell’astronomo norvegese Sjur Refsdal, il primo a proporre (nel 1964) la possibilità di utilizzare la combinazione di supernovae e lenti gravitazionali per studiare l’espansione dell’Universo.
Dopo aver scoperto LS1, gli astronomi ne hanno anche misurato lo spettro, che suggerisce la stella sia una supergigante blu, molto luminosa, con una temperatura più del doppio di quella del Sole. La luce di LS1 non è stata ingrandita solamente dalla grandissima massa totale dell’ammasso, ma anche da un oggetto compatto di circa tre masse solari al suo interno, secondo un effetto chiamato “microlensing gravitazionale".

 
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Il ghiaccio su Marte

Messaggio  annali il Mer 14 Mar 2018, 04:08

Da tempo si conosce, grazie ai rilevamenti della sonda Mars Express, dell’ESA, eseguiti su Marte, che sotto la  crosta superficiale, a pochi metri di profondità, vi sono importanti depositi di ghiaccio d’acqua. In alcune aree l’erosione del vento ha prodotto fratture ed esposto la struttura interna del corpo ghiacciato, permettendo alla sonda di fotografarle.  
Analizzando queste fotografie i ricercatori terrestri hanno concluso che i depositi di ghiaccio d’acqua stratificati, potrebbero avere uno spessore di oltre 100 metri, a circa 2-3 metri sotto la superficie, forse formati da accumulo di nevicate durante i periodi geologici in cui l’asse di rotazione del pianeta  era particolarmente accentuata.



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Hubble: Luci e Colori

Messaggio  annali il Mer 14 Mar 2018, 03:46

Più che per le scoperte scientifiche il telescopio Hubble è più famoso per le immagini che ci rimanda. Infatti, non produce automaticamente immagini attraenti, ma sono rielaborate artisticamente con particolari imitazioni del cosmo e dei suoi fenomeni.  

Scopriamo come con l’aiuto Di Media Inaf
Video ESA/HUbble


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Con Matisse i colori del cielo nell'infrarosso

Messaggio  annali il Ven 09 Mar 2018, 16:10

Il Multi AperTure mid-Infrared SpectroScopic Experiment, abbreviato  in MATISSE, è uno strumento installato su Very Large Telescope (VLT) dell’Osservatorio Australe Europeo (Eso), che permette di realizzare immagini e spettri astronomici in luce infrarossa con  risoluzioni mai ottenute prima. Dopo 12 anni di lavoro da parte di un team di astronomi e ingegneri di Francia, Germania, Austra e Paesi Bassi, MATISSE ha finalmente ottenuto la sua “prima luce”, realizzata combinando osservazioni dai telescopi del VLT, installato all’Osservatorio di Cerro Paranal in Cile.
MATISSE è uno strumento interferometrico, ossia che sfrutta l’interferenza della luce raccolta dai quattro telescopi  realizzando immagini ad altissima risoluzione.
Per le prime osservazioni MATISSE è stato puntato su Betelgeuse, la gigante stella rossa della costellazione di Orione che si suppone potrebbe esplodere come supernova fra alcune centinaia di anni.


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Missioni inter-planetarie... storie in-finite...NASA

Messaggio  annali il Dom 04 Feb 2018, 16:30

La NASA porta a conoscenza quali saranno le missioni interplanetarie del prossimo decennio. 
Una, la missione CAESAR (Comet Astrobiology Exploration Sample Return) scenderà sulla cometa Churyumov-Gerasimenko per raccogliere un campione del suolo e riportarlo a Terra, un’altra studierà la luna Titano con un drone, il Dragonfly, questo il nome del drone che sarà lanciato sul satellite del "Signore degli anelli", alimentato da una sorgente a radioisotopi con la possibilità di spostarsi in diversi luoghi della luna analizzandone la superficie e l'atmosfera. Questa una delle due missioni che lasceranno la Terra dalla prossima metà degli anni venti per esplorare il nostro sistema solare nell’ambito del Progetto New Frontiers.


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Re: NOTIZIE "ASTRONOMICHE"

Messaggio  Charade il Gio 11 Gen 2018, 19:30

Chissà perché , ma questi esperimenti mi sembran già tanti fallimenti in partenza ... Ricreare un ecosistema guardando solo 2 parametri d'atmosfera, risulta essere un po' pochino ... Le micidiali radiazioni cosmiche se non schermate uccidono qualsiasi cellula vivente e questa solo per dirne una ... 

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La Cina va a coltivar patate sulla Luna

Messaggio  annali il Mer 10 Gen 2018, 23:41

Non più la NASA ma la Cina... Shocked

La Cina sta progettando una missione per esplorare l’altra faccia della Luna, quella che da terra non vediamo mai e nel contempo portare organismi viventi per verificare sia possibile la realizzazione di un piccolo sistema che possa sopravvivere in ambienti ostile quanto quello lunare.
La missione “Chang’e-4”, lancerà una prima sonda che entrerà in orbita con il nostro satellite per fare da ponte radio e televisivo a un’altra sonda che seguirà dopo alcuni mesi e che scenderà sulla superficie lunare con a bordo un rover.
 “A bordo della sonda vi saranno delle patate, semi di arabidopsis e uova di bachi da seta. Le uova si schiuderanno dando vita ai bachi da seta che produrranno anidride carbonica, mentre le patate e i semi emetteranno ossigeno attraverso la fotosintesi. Insieme potranno creare un semplice ecosistema sul nostro satellite naturale”. 


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Un Pianeta quasi come una cometa

Messaggio  annali il Ven 29 Dic 2017, 01:42

La stranezza di un esopianeta extrasolare messa in luce da un gruppo di astronomi dell’Università di Ginevra. 
GJ 436b, a 33 anni luce nella costellazione del Leone sta perdendo la sua atmosfera lasciandosi dietro una coda composta soprattutto d’idrogeno.
Dai dati in possesso dei ricercatori, GJ 436b è un pianeta dalle dimensioni vicine a quelle di Nettuno, impiega meno di tre giorni a completare l’orbita intorno alla sua stella madre, una nana rossa. La perdita dell’atmosfera sembra sia legata all’intensa radiazione emessa dalla stella e il pianeta che le ruota vicinissimo ai poli subisce spaventose forze mareali.
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Pianeti e Intelligenza artificiale

Messaggio  annali il Mar 19 Dic 2017, 01:07

Ora sappiamo che il nostro sistema solare non è l’unico ad avere 8 pianeti e corollario di pianeti nani. Infatti, ad averne otto c’è anche la stella Kepler 90, lontana 2.545 anni luce.
La scoperta, annunciata dalla NASA, è stata possibile non solo grazie all’attività del telescopio spaziale Kepler, ma anche all'intelligenza artificiale di Google, che ha analizzato i dati relativi ai 35.000 potenziali pianeti extrasolari ottenuti dal telescopio stesso.  
L'ultimo esopianeta scoperto, Kepler-90i, ha un diametro del 30% superiore a quello della Terra e occupa il 3° posto per distanza dalla propria stella, il quale, a differenza del nostro pianeta, Kepler-90i è molto vicino a essa e orbita attorno in soli 14,4 giorni. Gli astronomi della Nasa hanno calcolato che la superficie del pianeta abbia una temperatura di più di 400 gradi, troppo calda perché ospiti acqua liquida e dunque la vita.
 Da anni il telescopio Kepler aveva registrato il transito di questi pianeti, trovati 7 di loro anche senza l’ausilio di Google.
È stato per l’ottavo che c’è voluta l'intelligenza “artificiale”, riuscendo a estrarre la sua presenza dall'enorme mole di dati a disposizione. L'intelligenza artificiale di Google aveva fatto esperienza con i dati di 15.000 altri sistemi osservati da Kepler e con i relativi risultati ottenuti dagli astronomi. La collaborazione Nasa-Google ha permesso di scoprire anche un sesto pianeta in un altro sistema, quello della stella Kepler 80.
  
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Resurrezione di una pulsar nella galassia di Andromeda

Messaggio  annali il Mar 12 Dic 2017, 16:16

XBO91D è la pulsar più lontana che si conosca. Si trova in un ammasso globulare di Andromeda, conosciuta con il nome di “Fenice”, sembrando che rinasca, come il mitico uccello, dalle sue ceneri, emettendo getti di raggi .
La sua resurrezione si deve al fatto che risucchia materia da una stella vicina con la quale forma un sistema binario stretto. È una forma di vampirismo cosmico che comporta l’accelerazione del periodo di rotazione della pulsar, mentre fenomeni fisici ad alta energia avvengono nel disco di accrescimento che le sta intorno.
A causa del campo magnetico della pulsar la materia ionizzata del disco cade in prevalenza sui poli della pulsar stessa comportando l’emissione di fasci di raggi X, trasformando la stella di neutroni in una sorta di faro X. In questo modo in sistemi binari possono risorgere “pulsar millisecondo” quando ormai la stella di neutroni ha dissipato gran parte della sua energia di moto,divenendo relativamente lenta.  
Secondo i ricercatori, autori dell'articolo apparso su “The Astrophysical Journal”, la pulsar XB091D è stata scoperta proprio nelle prime fasi del suo “ringiovanimento”. Basandosi su un totale di trentotto osservazioni col satellite XMM-Newton dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), il team è giunto alla conclusione che questa pulsar si è riaccesa da meno di un milione di anni. La sua compagna è una stella un po’ più piccola del Sole, i due astri compiono un’orbita in poco più di trenta ore. Di questo passo, in cinquantamila anni la pulsar accelererà fino a qualche centinaio di rotazioni al secondo.

 
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Re: NOTIZIE "ASTRONOMICHE"

Messaggio  annali il Mar 12 Dic 2017, 16:08

"Le cellule immunitarie in assenza di peso"
Tutte le forme di vita sulla Terra si sono evolute sotto l’azione della gravità del nostro pianeta. Anche se non ci pensiamo, in realtà noi siamo “disegnati” dalla forza peso che la massa della Terra ci attribuisce: su di essa è calibrata la resistenza delle ossa, la potenza di pompaggio del cuore, il ritorno nella circolazione dei liquidi biologici, le interazioni tra forze ioniche, di tensione superficiale, osmotiche e così via. Come funzioneranno le cellule del sistema immunitario, così importanti per la nostra vita, in assenza di peso?
Questa domanda è stata oggetto di un esperimento eseguito sulla Stazione Spaziale Internazionale da Samantha Cristoforetti per conto dell’Università di Zurigo. Le cellule immunitarie studiate provenivano da mammiferi. Giunte sulla Stazione Spaziale congelate in azoto liquido, sono state collocate nella centrifuga Biolab dell’Esa e sottoposte a diversi livelli di gravità artificiale, da quella tipica della superficie terrestre fino a gravità zero, o meglio all’assenza di peso.
I risultati della ricerca, elaborati dall’équipe diretta da Oliver Ulrich dell’Università di Zurigo, hanno dimostrato che in assenza di peso le cellule immunitarie di mammifero sono andate in crisi di funzionalità, ma già dopo 42 secondi si erano adattate alla nuova situazione, benché la mancanza di gravità non sia stata mai sperimentata da organismi terrestri in 3,5 miliardi di anni di evoluzione biologica.
'Possiamo nutrire la speranza che le nostre cellule siano in grado di far fronte molto meglio all’assenza di  gravità zero di quanto in precedenza avevamo pensato', ha concluso il professor Ullrich. 

Samantha Cristoforetti durante l'esperimento sulla ISS


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Oumuamua !?

Messaggio  Charade il Mar 21 Nov 2017, 19:08

... che non è un parolaccia o un suono onomatopeico , ma un asteroide che rispetto a quelli del ns sistema locale proviene dallo spazio interstellare e quindi ad orbita calcolata , come è arrivato così se ne andrà ...


La roccia che è stata "vista" dovrebbe avere la forma tipo siluro o sommergibile ... Qui una immagine di fantasia per come dovrebbe essere : 


Sicuramente pane per denti per tutti quei fanciulloni , che di sicuro la vedranno come una nave spaziale camuffata ... Ai savi che perdipiù non credono a 'ste cosette , non resta che augurargli : bon voyage  Like a Star @ heaven
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Anche musica dallo spazio

Messaggio  annali il Sab 18 Nov 2017, 15:46

Raccogliendo le informazioni inviate alla Terra dalla sonda Voyager 1, lanciata nello spazio nel 1977 (giusto quaranta anni fa), due ricercatori e compositori, Domenico Vicinanza e Genevieve Williams, convertendo in note musicali numeri e dati raccolti dalla sonda hanno creato una melodia suonata da un’orchestra vera e propria, con violini, arpa, flauti, ottavini, corni, pianoforte e altri strumenti, per descriverne il viaggio giunto ormai oltre il sistema solare.
 

Intervistato, il compositore Domenico Vicinanza spiega come siano stati scelti gli strumenti e quali legami con i dati raccolti da Voyager 1.
 

«Gli strumenti sono stati scelti in base alla loro capacità di suonare in modo naturale le note generate dalla sonificazione. I dati dal 1977 al 2012 sono suonati dai violini secondi, raddoppiati dai corni e dal pianoforte durante i periodi in cui la sonda ha visitato (è entrata ed è uscita dall’orbita) Giove e Saturno. Nel 2012, Voyager 1 lascia il Sistema solare, le note diventano più acute e i violini secondi lasciano il posto a flauto, ottavino, con accompagnamento di arpa e celesta. La tonalità cambia da do maggiore a mi bemolle maggiore. L’orchestrazione segue, sottolinea, mette in evidenza i cambiamenti, esattamente come i cambi di colore e spessore delle linee rendono porzioni di un grafico più evidenti».


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Asteroide interstellare in visita

Messaggio  annali il Sab 18 Nov 2017, 14:26

Osservato, dopo pianeti, anche il primo asteroide extrasolare nei nostri paraggi, all’interno cioè del nostro Sistema solare, contrassegnato dall’Unione Astronomica Internazionale dalle sigle A/2017 1l/ Oumuamua, dove A sta per asteroide, il numero 1 e la lettera l indicano si tratti del primo oggetto interstellare di questo tipo sino ad ora catalogato, 2017 l’anno della scoperta. Il nome, in lingua locale delle Hawaii significa “esploratore” o “messaggero”, avvistato per la prima volta il 18 ottobre scorso con il telescopio hawaiano Pan-STARRS, seguito poi da altri telescopi.
In base ai dati posseduti è stato possibile determinare che Oumuamua è transitato vicino al Sole il 9 settembre ed arrivato a 24 milioni di chilometri dalla Terra il 14 ottobre.
Al momento della scoperta si muoveva nella costellazione della Lira, entrando nel Sistema Solare a 26 chilometri al secondo e ne sarebbe uscito all’incirca alla stessa velocità, anche dopo la “frustata gravitazionale” ricevuta da Giove. Ora diretto all’esterno del Sistema Solare esterno velocemente, oltre 158.000 chilometri orari.
Tra 10 milioni di anni si troverà a 850 anni luce da noi. Dunque, “toccata e fuga” e addio per sempre  A/2017 1l…



                             
    
                             

      
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I primi nomi ufficiali per la superficie di Plutone

Messaggio  annali il Dom 17 Set 2017, 22:02

Il declassamento di Plutone da pianeta a pianeta nano è ancora argomento di discussione, intanto l’International Astronomical Union ha approvato i primi 14 toponimi ufficiali proposti per le formazioni geologiche individuate dalla sonda “New Horizons” nel suo flyby del 2015. Alcuni sono conferme di nomi provvisori già entrati nell’uso durante la missione, altri rimangono toponimi informali. Questi quelli approvati:
Tombaugh Regio, in onore di Clyde Tombaugh (1906-1997), che scoprì Plutone nel 1930. 1930.
Burney crater in ricordo di Venetia Burney (1918-2009) che suggerì il nome “Plutone” per il pianeta quando era una studentessa di 11 anni.
Sputnik Planitia, dal nome del primo satellite artificiale, lanciato dai russi il 4 ottobre 1957.
Tenzing Montes e Hillary Montes in onore di due scalatori, il nepalese Tenzing Norgay (1914-1986) e il neozelandese Edmund Hillary (1919-2008).
Al-Idrisi Montes, in ricordo del cartografo arabo Ash-Sharif al-Idrisi (1100-1166).
Djanggawul Fossae è il nome assegnato a una complessa rete di canaloni, tratto da un albero il cui nome a sua volta trae origine dalla mitologia australiana.
Sleipnir Fossa, dal nome di un mitologico cavallo cavalcato dal dio Odino.
Virgil Fossae, dal nome del poeta latino che fa da guida a Dante nella “Divina Commedia”.
Adivun Cavus, profonda depressione battezzata con questo nome tratto dalla mitologia Inuit.
Hayabusa Terra, dalla missione giapponese (2003-2010) che per prima portò a terra un campione di asteroide.
Voyager Terra, dalle due sonde della Nasa che visitarono il sistema solare esterno e che ora stanno avventurandosi in un viaggio interstellare.
Tartarus Dorsa è una profonda cavità il cui nome è ispirato al regno degli inferi secondo la mitologia Greca.
Elliot crater, in memoria di James Elliot (1943-2011), ricercatore del MIT che con il metodo delle occultazioni stellari scoprì gli anelli di Urano e ipotizzò l’atmosfera di Plutone.  


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Inanellata ...

Messaggio  Charade il Ven 15 Set 2017, 19:15

Quando un sacrificio è necessario : 
La sonda Cassini mandante cartoline da quel di Saturno, ormai pare che non esista più ... Ha viaggiato per un miliardo e mezzo di chilometri solo per incontrare il suo misterioso "sposo" , il quale si è rivelato ancor più misterioso , in primis quell'esagono polare , che disturba i sonni anche a me , in quanto la natura non produce linee rette o geometricamente dritte - Una missione durata la bellezza di un lungo ventennio e terminato con un abbraccio mortale ...


Solita storia di eros e thanatos in chiave astronomica ... ca c'est la vie ...  cyclops
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Re: NOTIZIE "ASTRONOMICHE"

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