EPOPEA DI GILGAMESH

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Re: EPOPEA DI GILGAMESH

Messaggio  annali il Mar 01 Dic 2015, 22:42

Alcune antiche tavolette recuperate da un museo del Kurdistan iracheno hanno riservato sorprese al momento della traduzione. In una di esse, un blocco d’argilla di 11 centimetri in caratteri cuneiformi, risalente al periodo neo-babilonese, si svelano particolari del viaggio di Gilgamesh, re di Uruk, e del consigliere Enkidu nella foresta dei Cedri (la casa degli dei) e dell’incontro con il feroce guardiano Humbaba. Nel frammento sono descritti anche rumori: versi cacofonici di uccelli, scimmie e cicale. Una descrizione  rara per la tradizione letteraria babilonese.
Enkidu uccide il terribile guardiano e distrugge la meravigliosa foresta, poi a quanto accennato nel reperto, si pente per averlo fatto, non solo pensando al castigo degli dei adirati per il taglio dei cedri sacri,, ma dimostrando anche  tardiva sensibilità ecologica.
La tavoletta, interamente tradotta, si trova ora esposta nel museo. 
             

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Re: EPOPEA DI GILGAMESH

Messaggio  annali il Dom 27 Ott 2013, 21:37


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EPOPEA DI GILGAMESH

Messaggio  annali il Lun 14 Ott 2013, 23:31


 
 
Il racconto degli avvenimenti sul diluvio sostenuto in Genesi, si riflette in molte altre mitologie di ogni parte del mondo, fra le quali l’antica Epopea di Gilgamesh, come pure i miti dell’antica Cina, degli Aztechi, degli Incas e dei Maya.
Nella storia di circa quattromila anni, incontriamo il mito accadico di Gilgamesh. È la storia delle sue gesta, descritto come un semidio, per due terzi dio e per due terzi uomo.
Una delle versioni dell’Epopea inizia così: “ A Uruk costruì una grande fortezza e il tempio per il dio del firmamento Anu e per Ishtar, dea dell’amore.
Essendo egli persona poco gradevole, gli abitanti di Uruk si lamentarono con gli dei perché mettessero fine alla sua brama.
Come provvedimento alla protesta degli uomini gli dei crearono un rivale per Gilgamesh perché potesse combatterlo, crearono così Enkidu.
Gilgamesh ed Enkidu lottarono a lungo fra loro ma alla fine divennero grandi amici.
Quando Enkidu morì, Gilgamesh intraprese un lungo e travagliato viaggio verso l’Isola dei Beati, per intercedere presso il Caronte dell’aldilà e riportare l’amico in vita.
Ogni azione da lui intrapresa fu cancellata perché gli dei non concedono, dopo la morte, il ritorno alla vita.
Costernato,Gilgamesh proruppe in grido” Quando morirò non sarò io come Enkidu? Per timore della morte vago nel nulla”.
 
Volendo scoprire il segreto dell’immortalità si mise alla ricerca di Utnapishtim, il superstite del diluvio che era entrato nella schiera degli dèi divenendo a sua volta immortale.
Quando lo trova ascolta dalla sua voce le istruzioni che ricevette riguardo il diluvio:
“Abbatti questa casa, costruisci una nave, abbandona i possedimenti, trasporta nella nave il seme di tutte le cose viventi”.
Gilgamesh dopo aver ascoltato il racconto rimase deluso di non poter avere da Utnapishtim, il dono dell’immortalità. Tornò a Uruk e la sua vita si concluse nella tristezza per l’ineluttabilità della morte e dell’aldilà.
 
Un qualche legame si risconta tra questo poema epico e la descrizione dell’era antidiluviana contenuta nella Bibbia.

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Re: EPOPEA DI GILGAMESH

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