VIRGILIO NOSTRO POETA

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VIRGILIO NOSTRO POETA

Messaggio  annali il Ven 08 Nov 2013, 00:18



Mi è capitato di leggere, tra le righe di un'indagine storica, i cenni riferiti al poeta "romano" Virgilio.
Il riferimento alla "romanità" mi è dispiaciuto un pochino, perché il sommo poeta per noi mantovani è mantovano e basta.
E' pur vero che nacque nella Gallia Cisalpina nel I a.C., provincia romana, ma in tutte le sue opere Virgilio, parlando della terra natia ricorda solo Mantova.
Nell'Eneide accenna a Mantova ricca di antenati discendenti da tre stirpi diverse, probabilmente l'etrusca, la gallica e l'umbra, che vivevano sul territorio nativo. Stirpi divise in quattro popoli.
Il nome Andes, questo il piccolo paesino rurale, alle porte della città, che gli diede i natali, gli ricordava uno di questi popoli: il Celtico o gallico.
Chi ha tentato di trovare l'etimologia di Andes, data per indiscussa la sua origine celtica, l'ha derivata dal sostantivo "and" nel significato di rivo, con il plurale "andes" dovuto ai numerosi corsi d'acqua di cui la terra pare fosse percorsa.
Fu nella seconda metà del V secolo e al principio del  IV a.C. che calarono in Italia i Celti, chiamati dai romani Galli, i quali sottomisero le città etrusche, tra cui Mantova.
Sulla riva sinistra del Po si insediarono i Cenomani, partiti dal territorio dell'odierna Francia occidentale, dove era insediata la tribù celtica degli Andes, assoggettata da Cesare.
Per tutti i biografi di Virgilio, di cui qualcuno vissuto ai tempi di Nerone, ovvero ottanta anni dopo la morte del Poeta, Andes era il villaggio dove nacque, ubicato indubbiamente non lontano da Mantova.
Con lo sfaldamento dell'impero romano d'occidente, l'Italia si popola di Ostrogoti, Bizantini, Longobardi e Franchi.
Nel dominio barbarico scompare dai documenti, rarissimi, il nome Andes quale patria di Virgilio e compare, al principio del basso medioevo, il nome di PLETULE.
Dai documenti notarili del tempo, codici della Commedia di Dante, mutano Pletule in Plectulae, Plectulis, Piettolo.
Infine, si consolida la dizione della lingua volgare parlata, che stabilizzò il nome del borgo in PIETOLE.
Il Poeta morì a Brindisi, al ritorno di un viaggio in Grecia, nell'anno diciannove a.c. Fu sepolto a Napoli.
Visse, quindi cinquantuno anni, trascorsi tra Mantova, Cremona, Milano, Roma, Napoli.
Ha scritto in versi latini le Bucoliche, le Georgiche, L'Eneide.

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