LA GRANDE STORIA DEL ROCK

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fax- Strobo-light

Messaggio  Charade il Mer 31 Ago 2016, 19:09

... Ahh ecco . così già risulta più chiaro , è la stesa cosa (luci strobo) che si vedono nelle discoteche , prelevate e riprodotte in ugual forma dalle variazioni digital-soniche -

Il problema sarà dimostrare cosa effettivamente ri-produce un cervello umano … ovvero come distinguere in un passo musicale ascoltato ciò che al momento induce : rabbia , ansia o semplice agitazione ?

Uhmm ritengo che il simpatico Brian , si sia inventato qualcosa di spettacolarmente esoterico ( teoricamente non accessibile ai più) solo per crearsi accalappianti aspettative … commercialmente parlando : ad ognun il suo -

In rete ci sono molti filmati del fai-da-te , su come mettere in piedi dei casalinghi visualizzatori a led … Alcune applicazioni di window-media-player ne danno già una demo alquanto suggestiva (opzioni grafiche = ”alchimia”) -
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Re: LA GRANDE STORIA DEL ROCK

Messaggio  annali il Mer 31 Ago 2016, 00:40

Perfetta, grazie... Penso Ch, non potrà che approvare...
Un verde...
      

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effetto di quantum bioelettrico analizzatore

Messaggio  Azzurra il Mar 30 Ago 2016, 21:02

annali ha scritto:
...
L'autore Brian Eno nella canzone This, con immagini memorizzate all'interno del cervello (???), con un effetto di quantum bioelettrico analizzatore.

Sistema Quantum - analizzatore-> biorisonanza (utilizzato in medicina quantistica computerizzata ma applicabile pure a chi é in buona salute, per esempio x gli effetti speciali di mr. Brian Eco , al fine di stupire pure visivamente).


<Il corpo umano è un conduttore elettrico, pertanto la sua reattività può essere misurata attraverso risposte sull’impedenza, amperaggio, voltaggio, reattanza, induttanza, frequenza, fase, coerenza, polarità, ecc.> 
Quindi: apparecchio che analizza l'elettricità biologica (cervello e non solo!) 






(Ch. eventualmente mi correggerà o chiarirà meglio)

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Re: LA GRANDE STORIA DEL ROCK

Messaggio  Charade il Mar 30 Ago 2016, 19:39

Posso provarci , ma non stasera ... 
A demain madame et monsieurs clown
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Re: LA GRANDE STORIA DEL ROCK

Messaggio  annali il Mar 30 Ago 2016, 19:34

Eh! Nemmeno io c'ho capito, anche avendo cercato di documentarmi   


speravo me lo spiegassi tu!  Twisted Evil

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Re: LA GRANDE STORIA DEL ROCK

Messaggio  Charade il Mar 30 Ago 2016, 19:05

Ci credi che non ho capito cosa in realtà significhi :"quantum bioelettrico analizzatore."
Questa è mera computer grafica applicata ad una song ... che altro ? 

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Re: LA GRANDE STORIA DEL ROCK

Messaggio  annali il Mar 30 Ago 2016, 12:13

Questo non è uno dei miei "chi c'è, c'è" e nemmeno un "ri-pescato" ...Per caso girottolando trovato...
L'autore Brian Eno nella canzone This, con immagini memorizzate all'interno del cervello (???), con un effetto di quantum bioelettrico analizzatore.


Dall’album: Another Day on Earth (2005), This.



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Re: LA GRANDE STORIA DEL ROCK

Messaggio  Charade il Ven 29 Gen 2016, 18:21

Purtroppo ora che non si può difendere ( ammesso che gli interessasse farlo ) stanno facendo uscire i soliti aneddoti dei suoi lazzi privati in pubbliche azioni di re Artù - 

Qui con l'ex moglie pettegola a posteriori  -
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David Bowie

Messaggio  annali il Gio 28 Gen 2016, 22:38

Addio al Duca Bianco.
David Bowie è uscito di scena il 10 di gennaio. Mi piaceva molto il suo stile androgino, la sua capacità d’interpretare il mondo adattandolo a  misura sua.
Per ricordarlo ho scelto questa canzone, dove sembra vi abbia trasfuso tutta l'ineluttabilità della fine.
Triste...

 

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Re: LA GRANDE STORIA DEL ROCK

Messaggio  annali il Dom 07 Dic 2014, 03:44



Ovunque ti giri, da qualche parte ci trovi un "Muro"

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Re: LA GRANDE STORIA DEL ROCK

Messaggio  annali il Mar 13 Mag 2014, 00:25


 
DYLAN 1976: DESIRE
 
Ho ripreso il mio: chi c’è…c’è!
Ritrovato l’album Desire, uscito nel ’76, rivelatosi il disco di maggior successo commerciale della carriera di Dylan. Decisivo per la riuscita fu l’incontro con Jacques Levy, commediografo e autore di testi per i musical di Broadway, una collaborazione che funzionò a meraviglia attratti com’erano entrambi dagli stessi temi come quello del fuorilegge escluso dalla società.  L’album contiene canzoni dalla forte impronta narrativa, quasi vere sceneggiature da film, come “Hurricane”, una canzone dalla ritmica incalzante approdata anche nelle discoteche.
Un testo fiume di oltre otto minuti per descrivere con piglio giornalistico un controverso fatto di cronaca, quello del famoso pugile Rubin “Hurricane” Carter, condannato per omicidio del quale sempre si dichiarò innocente.
Dylan andò a trovarlo in carcere e convinto della sua innocenza organizzò un concerto per raccogliere i fondi a sostegno dell’ex pugile. Due mesi dopo fu liberato su cauzione, la libertà, però durò poco: fu rispedito in carcere fino al suo definitivo scagionamento, avvenuto nel 1985.


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Re: LA GRANDE STORIA DEL ROCK

Messaggio  annali il Mer 07 Mag 2014, 00:04


 
LITTLE RICHARD
 
Certamente il personaggio più appariscente e contradditorio della prima stagione del rock’n’roll, Little Richard inglobava tutti gli elementi della nuova musica degli anni ’50 e tutto il suo contrario. Dopo un apprendistato nei corsi gospel delle chiese del sud, portava al successo “Tutti Frutti”, “Lucilla”, Good Golly Miss Molly, Long Tall Sally, con la sua vocalità isterica unita a un’incontrollabile violenza interpretativa. Pezzi epocali in cui convivevano il tormentato senso religioso unito a un ardore selvaggio.

Quell’urlante personaggio che si agitava come un ossesso, avrebbe poi dato il via alla fine della prima rivoluzione del rock’n’roll, scegliendo di chiudersi in seminario per assecondare la sua vocazione da predicatore. Fu un po’ diavolo un po’ acqua santa, impersonando il dualismo degli opposti di cui è fatto il rock’n’roll.


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Re: LA GRANDE STORIA DEL ROCK

Messaggio  Charade il Lun 14 Apr 2014, 19:30

Un'immagine a me cara di uno degli album "visionari" di chi non ha fatto solo la semplice storia di un solo genere musicale ,,, 
A chi li ama , scoprirne le identità ,,, 





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Re: LA GRANDE STORIA DEL ROCK

Messaggio  annali il Gio 27 Feb 2014, 00:16


 
TIM BUCKLEY (Dream Letter, 1990)
 
Tim è il padre che Jeff aveva praticamente mai conosciuto.
Naturalmente parlo di Jeff Buckley, che dal padre Tim aveva ereditato la sensibilità, il genio creativo e purtroppo anche la tragica sorte, pur se in modo diverso.
Soprattutto la voce, con quella sovrannaturale estensione timbrica.
Tim, visse ventotto anni, tre meno del figlio che conobbe appena, otto anni la sua carriera, ma furono giorni tanto intensi da non poterli sopravvivere, nove dischi e una magia crescente specialmente con quel Goodbye And Hello, il secondo in ordine cronologico, quello che spinse Tim a fare con la voce quanto fece John Coltrane con il sax e Jimi Hendrix con la chitarra.
Dal suo “incanto sospeso”, in Dream Letters, l’ultimo album, uscirono pezzi memorabili. Tim aveva vent’anni quando disse “arrivederci”, al folksinger convenzionale dell’esordio, e “ciao” all’intrepido sperimentatore che già arrivava. Uno che cantava già così a vent’anni non avrebbe potuto vivere a lungo. Infatti, sette anni dopo la droga l’avrebbe strappato per sempre alle miserie di questo mondo.
Con la sua voce tanto duttile quanto dotata di straordinaria estensione, la sua dodici corde e una backing band composta dall’amico chitarrista  Lee Underwood, dal bassista Danny Thompson e dal vibrafonista David Friedman, Buckley allestì un set intensissimo, ricco di cavalli di battaglia. Con The Earth is Broken, Pleasent Street e Wayfaring Stranger, interpretate in totale solitudine e da un canto angelico - malinconico che già osava spingersi verso mondi allora ancora sconosciuti, evocò momenti di profonde suggestioni.
In Dream Letters c’è tutta la magia di un artista che in ogni sua creazione anelava all’immenso, a un "oltre" che si sarebbe rivelato un baratro che alla fine lo avrebbe inghiottito con tutte le sue allucinazioni e i suoi sogni.    


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Re: LA GRANDE STORIA DEL ROCK

Messaggio  annali il Lun 24 Feb 2014, 02:41


 
Dal vivo... Così reale...


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Re: LA GRANDE STORIA DEL ROCK

Messaggio  annali il Lun 24 Feb 2014, 02:38



Un addio precognitivo?


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Re: LA GRANDE STORIA DEL ROCK

Messaggio  annali il Lun 24 Feb 2014, 02:07


 
JEFF BUCKLEY ( GRACE)

Un navigatore delle stelle che ha fatto di questo, suo unico vero album: "Grace” (1994), dove ha trasfuso il genio creativo e un canto capace di spingersi dove nessuno è mai giunto prima, uno straordinario biglietto da visita e uno struggente testamento.
Non ha fatto parte di alcuna corrente e nessuno ha mai avuto il coraggio di provare a seguire la sua scia: è rimasto nella sua orbita solitaria a guardare il mondo dimenarsi e dall’alto ha lasciato cadere poche manciate di canzoni stupende, profondissime, costruite soprattutto su malinconiche policromie, folk - psichedeliche, a tratti anche accese di autentico furore rock’n roll, marchiate dalla sua voce ricca di mille sfumature, dolce nei sussurri e potentissima nei momenti di maggior tensione.
“ Grace” non è dunque rappresentativo di nulla se non di se stesso, uno di quei capolavori che, pur non vendendo milioni di dischi restano nella storia e lì rimangono, inattaccabili dal trascorrere degli anni. Ci sono, in quell’album, dieci splendide gemme, senza tempo nello spirito e sempre moderne nei suoni, con sette composizioni autografe e tre cover, che dipingono affreschi sonori intensamente visionari. Un mix di talento e sentimento, che senza la crudeltà di un fatale destino avrebbe illuminato per chissà quanto la scena Rock.
Jeff trovò la morte annegando nel fiume Wolf River, un affluente del Mississippi, il 29 maggio 1997.
Buckley è fatto segno di un vero e proprio culto da parte dei fans, che vedono in lui la figura dell'artista maledetto e misterioso, come è stato per Jim Morrison o Kurt Cobain.

La rivista musicale Rolling Stone, lo aveva piazzato, nel 2008, al numero 39 nella lista “The Greatest Singers of All Time".


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Re: LA GRANDE STORIA DEL ROCK

Messaggio  Charade il Gio 13 Feb 2014, 18:43

> Child in time !... Gli archetipi di molti dei gruppi a venire , i capelli cotonati dei figli dei fiori , la ribellione del capello lungo e vaporoso , il loro aspetto quasi pulito , ma fortemente rivoluzionario ; i tratti caratteristici delle loro vocine che poi sono stati copiati in gruppi a venire come i Bee Gees, che furoreggiavano ai tempi della febbre del sabato sera , oppure ripresi dai nostrani cuginetti di campagna ,,,



La caratteristica tipica della musica rock , con quel suo iniziare lento e cacatonico , alternato o culminante con scatti di furore rabbioso e quasi infantile ,,, Hanno fatto scuola , da molti imitati ed anche surclassati - (Iron Maiden - Metallica , in testa !)

Tipico finale disconnesso quasi degno del “grunge” di Cobain , che mi costò 2 decenni addietro una scomunica della mia genetica madre (che non poteva capire) con un lapidario : “ come ti sei ridotto figlio mio” Shocked 

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Re: LA GRANDE STORIA DEL ROCK

Messaggio  annali il Gio 13 Feb 2014, 02:34


DEEP PURPLE
 
Il loro album del 1972, "Made in Japan",  è stato definito a ragione il manifesto dell’hard rock.
Deep Purple, una band dalle qualità tecniche eccezionali, sospese tra il barocchismo classicheggiante di John Lord, le urla lancinanti del vocalist Ian Gillan, le scale cromatiche di Ritchie Blackmore.  
L'album contiene canzoni che prediligono il blues e le sue trasfigurazioni, dove a turno, ciascuno strumento dice la sua.
Child in time, Smoke on the water, Highway star,canzoni nulla hanno a che fare con le registrazioni in studio ma che inducono a scorribande sul palcoscenico.
Peccato non poterne inserire alcuna...


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Re: LA GRANDE STORIA DEL ROCK

Messaggio  annali il Mer 22 Gen 2014, 03:23


 
BRUCE SPRINGSTEEN
 
Darkness On The Edge Of Town, l’ho scelto per rappresentare il punto di massima intensità espressiva del pensiero letterario e musicale di Springsteen, testimoniato nel 1978, dalle copertine di “Time” e “Newsweek”. Nella lotta per ribellarsi ai vincoli di un sistema cattivo, trovò il centro della sua ragione d’artista, comunicatore e simbolo di se stesso. 
L’oscurità che ammanta i bordi della città è il buio dell’anima vagante di ogni cittadino del mondo che abbia coscienza del fatto che nessuno può dirsi veramente felice se tutti non sono felici. Il povero vuole essere ricco e il ricco vuole essere re e il re non è soddisfatto se non regna su ogni cosa: l’homo springsteeniano porta sulle spalle il peso insostenibile del peccato originale, lavora in una fabbrica e vive alla luce dei lampioni, si getta sulla strada con una Chevy del 69 alla ricerca d’una terra promessa che non esiste più, inghiottita dalle tenebre. E l’homo muore, pezzo per pezzo, lentamente. Una parabola potente e drammatica, questo è Darkness On The Edge Of Town.    


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CREAM - SUNSHINE OF YOUR LOVE

Messaggio  annali il Ven 17 Gen 2014, 23:22


 
Il meglio e il peggio del blues-revival inglese in un solo progetto di un supergruppo: Eric Clapton, mano magica già negli Yardbirds, Jack Bruce e Ginger Baker . Elettrificandolo fino alla saturazione i tre spinsero il suono del blues con roboanti effetti musicali e vaghi sapori misticheggianti, segnando l’anticamera dell’hard-rock, preso dal lato più psichedelico. Durarono lo spazio di due anni e quattro dischi, del secondo dei quali propongo “Sunshine of Your Love", che Jack Bruce non esitò a definire il riff più famoso della storia. Lo strepitoso successo ottenuto con quello e pochi altri pezzi memorabili gli danno in parte ragione.  


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LA STORIA DEL ROCK - RAY CHARLES

Messaggio  annali il Ven 17 Gen 2014, 04:40




Ray Charles

Per certi critici svelti abituati a tagliare con l’accetta le carriere degli artisti, l’unico vero Ray Charles è quello degli anni ’50. Quello venuto dopo secondo l’opinione di taluni luminari, s è compromesso troppo con lo show –business, barattando l’originalità e il feeling con un remunerativo status di icona pop. Standard immortali come Georgia On My Mind, Can’t stop Loving You ecc… per non parlare degli audaci tentativi di fondere country e soul dei primi ’60, bastano per confutare la loro teoria.
Resta cmq innegabile che è il periodo dal 1952 al ’59, quello in cui Ray ha ridisegnato le strutture portanti  della black music, gettando le basi del soul a venire. Un contributo della musica veramente gigantesco, attraverso un ventaglio di canzoni epocali. Ha compiuto la definitiva trasfigurazione laica del gospel che usciva dalle chiese e incrociava sulla sua strada, complice un memorabile piano elettrico, lo spirito del rock’n’roll. È nel percorso dell’avvicinamento di questo risultato che si coglie il genio all’opera.


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Re: LA GRANDE STORIA DEL ROCK

Messaggio  annali il Ven 10 Gen 2014, 23:37



Eccovi come promesso, un altro "gioiello! contenuto nell'album di Bob, la canzone "Like a Rolling Stone".

Nel 1995 “Highway 61 Revisited”, ritenuto uno dei migliori dischi di Bob Dylan fu nominato il quinto fra i migliori dischi di sempre, da allora rimase sempre nelle più alte vette delle classifiche dei dischi. Nel 2003 la rivista Rolling Stone lo pose al quarto posto nella sua lista dei 500 migliori album di tutti i tempi, mettendo la canzone “Like a Rolling Stone”, uno dei brani contenuti, al primo posto.
]


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LA STORIA DEL ROCK- BOB DYLAN

Messaggio  annali il Dom 05 Gen 2014, 02:31




Dylan, genio capace di creare canzoni che dal 1965 arrivano ai giorni nostri senza nulla perdere della loro forza penetrativa. È il caso dell’album “ Highway 61 Revisited”, del quale una canzone sto ascoltando: Desolation Row.  Quel giorno, creandolo, scolpì un monumento all’epopea americana come simbolo dell’avventura degli uomini, dell’impossibilità di essere felici, dell’ambiguità delle strutture sociali e della forza redentrice delle parole..
La capacità di sublimare le vicende umane trasponendole in un messaggio letterario di straordinaria ispirazione, ha mostrato tutta la sua potenza in quella giornata del '65. Il suo estro musicale, concentrato nel nascente folk - rock, se da una parte inorridì i puristi, rese i progressisti eccitati, perché conteneva l’applicazione adulta del mezzo comunicativo sino allora ritenuto esclusivamente adolescenziale.
Aveva offerto al rock una chance per crescere ed equipararsi ad altre espressioni artistiche considerate alte. Il primo disco di rock’n’ roll adulto resterà anche uno dei migliori di sempre, resistendo al tempo con una smagliante forma sonora e una spettacolare forma di auto-aggiornamento.
Delle altre canzoni incluse nell’album, mi farò cura di prendermi il tempo per ascoltarle insieme.




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LA STORIA DEL ROCK - SYD BARRETT

Messaggio  annali il Mer 01 Gen 2014, 23:04


 
Un musicista geniale, il lisergico Syd Barrett nel 1970 emette il suo ultimo dispaccio leggibile con l’album “Barrett”. Perduto nel proprio labirinto di paranoia, nell’album, il secondo dopo i Pink Floyd, con Rick Wright alle tastiere e Jerry Shirley alla batteria, Sid è ancora ricco d’intuizioni brillanti. Contiene “Gigolo Aunt” “Baby Lemonade” “Effervescente Elephant”, messe insieme da una band che, in equilibrio assai precario, cuce arrangiamenti su misura, discreti e tenui, canzoni che forse nella fragilità trovano la dimensione ideale, o quantomeno l’unica possibile.
Barrett, per l’ultima volta, ha regalato le sue filastrocche dal sorriso beffardo, sospese fra stupore infantile e nonsense, che dimostrano, sia nel bene sia nel male, la grandezza del suo autore.  


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