CAVALIERI TEUTONICI

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CAVALIERI TEUTONICI

Messaggio  annali il Sab 04 Gen 2014, 02:05


 
La Terza crociata (1189-1191) aveva portato in Terrasanta nobili di quasi tutte le casate europee, insieme con alti carichi d’invidie, di ostilità e rivendicazioni che  finirono per prevalere sullo scopo comune.
Oltre i conflitti dei crociati furono le pestilenze e le innumerevoli malattie indotte dalle condizioni ambientali e igieniche sfavorevoli, a segnare le sorti dell’impresa.
Gli ospedali  gestiti dagli ordini degli Ospitalieri e dei Templari  traboccavano di malati, per cui molte volte, l’accesso alle cure era soggetto a raccomandazioni.  
I cavalieri tedeschi, al seguito dell’imperatore Federico Barbarossa, erano spesso esclusi da tali cure, svantaggiati rispetto agli appartenenti alla comunità anglo-francese che dirigeva i due potenti ordini cavallereschi.
I tedeschi, spinti da necessità di dedicarsi alle cure dei loro conterranei, nel 1190 fondarono l’Ordine dei Cavalieri Teutonici. Non monaci ma frati, dediti a impegno secolare e non claustrale che improvvisarono un ospedale da campo per curare feriti e malati.
Il riconoscimento all’ordine da parte del papa giunto nel 1191, infuse nuovo vigore all’operato dei frati, tanto che quando un nuovo esercito crociato giunse dalla Germania, ne fu costatata la sorprendente efficienza.
Nei pochi anni dalla fondazione nei ranghi dell’ordine erano stati accolti numerosi cavalieri e fu quindi facile ottenere dal papa l’assenso a trasformarsi in ordine militare, cosa che avvenne nel 1198.
Gradatamente l’Ordine Teutonico crebbe sino a ottenere la difesa d’importanti castelli, variando la sua organizzazione e affiancando una struttura militare all’originario apparato d’assistenza. I posti di  comando furono occupati dai fratelli cavalieri di origine nobile tedesca, la cui vita era divisa tra preghiera ed esercizio delle armi, mentre la base era composta di contadini, artigiani, servi, senza distinzione di nazionalità.
Nel 1209 fu nominato Gran maestro dell’Ordine l’uomo che avrebbe condotto alla formazione di un regno: Hermann von Salza, al quale re Andrea d’Ungheria chiese aiuto per difendere la Transilvania dalle incursioni di popolazioni pagane circostanti, in cambio di possedimenti nella zona.  
Dopo la riuscita dell’impresa, i Cavalieri teutonici seppur vittoriosi, dovettero andarsene perché le promesse del re d’Ungheria non furono mantenute.
Fu la volta del duca polacco Corrado di Masovia a chiedere il loro aiuto per risolvere la contesa con i Prussi, altre popolazioni pagane insediate tra i suoi confini settentrionali e le rive del Baltico.
Così i cavalieri, nel 1230 iniziarono una nuova crociata, nordica, per la conquista di quei territori e per la cristianizzazione della popolazione.
I Prussi, popolazione baltica, né slava né germanica, di fiere tradizioni pagane e guerriere, opposero una strenua resistenza che si prolungò per oltre un decennio, ma alla fine, quanti sopravvissero alla lunga serie di guerre e rivolte, se non fuggirono, si convertirono. Furono assimilati dai coloni tedeschi che l’Ordine chiamò per ripopolare quei territori ormai deserti.
La Bolla d’oro del papa del 1234 e quella successiva imperiale, riconobbero all’Ordine il possesso dei territori conquistati e della città di Kulm, sancendo la nascita di uno stato sovrano monastico, alla pari di quello dei Cavalieri Ospitalieri a Rodi e più tardi a Malta.
L’impegno nelle crociate crebbe fino a farli scontrare con i russi ortodossi. Una battaglia sulle rive ghiacciate del lago Peipus, combattuta il 5 aprile 1242, contro le milizie russe guidate da Alexander Nevskij,  finì con una loro sconfitta. Le sottili lastre di ghiaccio si ruppero sotto il peso delle loro corazze.
Caduta Acri in Terrasanta, l’ordine perdeva i suoi castelli in Oriente ma ne edificava altri nelle provincie baltiche.
Costruirono manieri in mattoni rossi, con le alte e poderose torri, trasformando profondamente il paesaggio di regioni costituite soltanto di capanne e villaggi di legno. Erano realizzazioni imponenti che fungevano da guarnigioni, monasteri e centri politici, economici, amministrativi. Il castello di Marienburg, dal 1310 sede del gran maestro, occupava una superficie di oltre venti ettari.
Fu con la sconfitta in Polonia, a Tannenburg nel 1410, che segnò l’inizio del declino dell’Ordine, mentre la caduta definitiva avvenne in seguito alla Riforma luterana e alla conversione del Gran Maestro Alberto di Brandeburgo alla religione protestante, il quale ottenne dallo zio, re Sigismondo I di Polonia, la sovranità ereditaria sul Ducato di Prussia.
Molti possedimenti dei Cavalieri teutonici furono confiscati dai principi protestanti, certificando il completo declino dell’Ordine.
Napoleone lo sciolse definitivamente poi, nel 1809, ponendo fine a sei secoli di gloria ininterrotti.
La fine di una storia segnò l’inizio di una leggenda, perché nel XIX secolo i nascenti movimenti nazionali recuperarono il ricordo dell’Ordine Teutonico, con le figure possenti e nobili dei Cavalieri, con le loro tuniche candide e le croci nere,  per trarne il più espressivo dei propri miti fondativi, reinterpretandolo e distorcendolo alla lente deformante delle ideologie.
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