MATILDE DI CANOSSA. FRA STORIA E LEGGENDA

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MATILDE DI CANOSSA. FRA STORIA E LEGGENDA

Messaggio  annali il Sab 01 Mar 2014, 14:44


 
 
Tutti i monasteri Trappisti hanno storie interessanti, ma quello di Orval li supera tutti.
Centosessantacinque milioni di anni fa, quando il mare ancora copriva le Ardenne, la pietra giallo-ocra chiamata “pietra di Francia” stava già formandosi nelle profondità delle acque; molto più tardi sarebbe stata usata per costruire il Monastero. Quindicimila anni fa l’ultima glaciazione scavò la Valle che lo avrebbe poi ospitato. Tremila anni dopo cominciarono ad apparire i primi alberi. Pini, betulle e faggi: un’intera foresta che l’uomo iniziò a disboscare tra il 1800 e il 1200 a.c. Sembra che prima dei monaci la zona fosse disabitata. Non ci sono testimonianze archeologiche d’insediamenti umani se si escludono delle tombe Merovinge scoperte nelle vicinanze della sorgente.
Nel 1070, dicono gli annali di Trier, monaci Benedettini provenienti dalla Calabria, stanchi delle guerre che affliggevano l’Italia, lasciarono il loro convento e decisero di cercare un riparo lontano dalla loro terra. Arrivarono in Germania, dove l’Arcivescovo di Trier li indirizzò verso le Ardenne,  facenti  parte della sua immensa diocesi. Il Signore del feudo di cui faceva parte Orval, il Conte Arnoldo II di Chiny, li accolse e offrì loro dei territori di sua proprietà, perché fondassero la prima Comunità benedettina del Belgio.
Fu immediatamente iniziata la costruzione della Chiesa e del Convento, sfruttando in questa fase i proventi dello sfruttamento delle miniere di sale. Arnoldo faceva parte della gerarchia nobiliare del Duca della Bassa Lorena,  Goffredo il Gobbo, marito della bellissima Matilde di Canossa, la Contessa di Toscana (circa 1046-1115), cognata di Goffredo di Buglione, il condottiero della prima crociata. Il matrimonio fu burrascoso e durò solo un paio d’anni prima che Matilde tornasse alla terra natale, nell’autunno del 1071

Nonostante i problemi coniugali, la Contessa fu rattristata alla notizia dell’assassinio di Goffredo, ordinato dal Conte delle Fiandre il 26 Febbraio 1076. A questo si aggiunse la perdita del figlio di otto anni, morto per le conseguenze di una caduta nelle gelide acque del fiume Semois, affluente della Mosa, che scorre nelle vicinanze di Florenville e Chiny.
E’ a questo punto che la storia diventa leggenda. Nel tentativo di alleviare la sua disperazione, il Conte Arnoldo II di Chiny, portò la Contessa Matilde a vedere il lavoro portato avanti presso il neonato Monastero da quelli che oggi sarebbero stati suoi compatrioti.
Come se non avesse già sofferto abbastanza, a Matilde capitò che, immergendo le mani in una sorgente all’interno delle mura del monastero, l’anello nuziale, cui attribuiva un grande valore sentimentale, le scivolò dalle dita e sembrò irrimediabilmente perduto. Turbata implorò la Vergine Maria che glielo facesse ritrovare e una trota emerse in superficie portando in bocca il prezioso anello. Meravigliata, la contessa esclamò: "Questo luogo è veramente la valle dell’oro!", “Aurea vallis”, in francese "val d’Or", che col tempo è diventata Orval. Per gratitudine la Contessa finanziò riccamente i monaci di Orval.
Matilde fu senz’altro la donna più famosa e potente dell’Europa Medioevale: a trent’anni, in seguito a matrimoni e successioni, si trovò a reggere un dominio che si estendeva dal Lazio al lago di Garda! E’ conosciuta soprattutto come ardente sostenitrice di Papa Gregorio VII, che appoggiò durante il conflitto per il diritto sull’investitura dei Vescovi, quando l’Imperatore del Sacro Romano Impero, Enrico IV, invase l’Italia. L’Imperatore, che nel frattempo era stato scomunicato, non riuscendo a espugnare la rocca di Canossa (pressoReggio Emilia), dove era ospitato e protetto il Papa, dopo un colloquio con la stessa Matilde decise di seguire la strada del pentimento e fu costretto ad umiliarsi recandosi personalmente alla Fortezza, scalzo e senza vestiti, nel Gennaio del 1077, a implorare il perdono del Pontefice: da questo evento storico realmente accaduto nasce il detto “andare a Canossa”, proprio col significato di essere costretti ad umiliarsi e chiedere perdono. Solo due settimane dopo, in realtà, Enrico IV riprese la guerra al Papa, che si rifugiò presso i Normanni, ed anche Matilde fu costretta a fuggire e perse molti dei suoi domini. Solo in tarda età, nel 1111, dopo essersi risposata con un giovane rampollo dei Duchi di Baviera, da sempre nemici di Enrico IV, Matilde firmò un trattato di pace con Enrico V, figlio e successore di Enrico IV, e tornò in possesso di tutti i suoi feudi dell’Italia settentrionale esclusa la Toscana.
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