la regola che regola tutti i giochi

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Giocare ad essere divino …

Messaggio  Charade il Lun 27 Nov 2017, 19:32

Giocare da "Dio"... spitfire Oggi alle 09:55 Aec-messaggio num#40378
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Regole ed eccezioni
La regola che la maggior parte dei cigni sono bianchi... se non esistesse il cigno nero, tale quesito non sarebbe manco messo in discussione... si prenderebbe per tabu' senza dover/voler cercare mai il "nero nel bianco".
Esattamente così , che per quanto detto successivamente , arriviamo a stabilire che le regole non sono tali in quanto incomplete , poiché non comprendono tutti i casi che esse stesse cercano di dover spiegare – Se io dicessi che una retta non è una curva , è una regola che non ammette eccezioni , almeno fino a specificare su quale tipo di geometria (piana) bisognerebbe correttamente applicarla …

La legge stessa va zoppicando, e non da ora... magari ritornassimo ai tempi del legislatore che vuole fare Giustizia... non a scimmiottare la Dea bendandola nei vari fasci o fascicoli... piu' o meno colorati...
A maggior ragione , siccome tutto si baserebbe sulla formulazione di corretta definizione , allora anche questi detti popolani o popolari , contraddittori tra loro andrebbero rivisti -
Pensare che il destino di un robot tecnologico o biologico sia un mero giocar di dadi

si apre le porte solo al dover oscurantistico pensar misterico -

Temo che la realta' odierna contraddice molti principi primari ... che diventano quasi eccezioni per via dell' ammasso informe che si crea e spinge dove lo si vuole (media docent)
Come detto qui sopra , se le contraddizioni esistono , non è detto che lo debbano essere , ma che bisogna quanto meno scoprirle … La legge gravitazionale di Isacco (il Newton) spiegava tanto ad eccezion delle anomalie di Mercurio … Su tali contraddizioni , Alberto (l'Einstein) , determinava l'affinamento delle nuove regole … Più in generale , dietro ogni contraddizione non si nasconde la misterica eccezione , ma una nuova conoscenza in più -


Si, cosi' dovrebbe essere, in un ambiente sano, il principio primario non dovrebbe essere sottopposto (sottopposto-ndr) o sottoponibile alla eccezionalita'.
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Giocare da "Dio"...

Messaggio  spitfire il Lun 27 Nov 2017, 09:55

Charade ha scritto:Re: Spazio personale : Spitfire - spitfire Oggi alle 01:12 Aec-messaggio num#40327
% Distinguere tra affinità elettive
Il paradosso dell'eccezione che conferma la regola e' proprio discutere con chi ragiona ma ugualmente manifesta violenza senza essere "scomodato" dall'interlocutore...
In via teorica , si premette che l'eccezione che conferma la regola” , è una contraddizione in termini... in quanto se io dicessi che un cigno nero è l'eccezione che conferma la regola , giustamente ci si chiederebbe quale regola?...

La regola che la maggior parte dei cigni sono bianchi... se non esistesse il cigno nero, tale quesito non sarebbe manco messo in discussione... si prenderebbe per tabu' senza dover/voler cercare mai il "nero nel bianco".

Se si formulasse una legge che preveda che in una popolazione di cigni bianchi, non possa capitare un evento imprevedibile o imponderabile o impossibile (come nella meccanica quantistica )

, allora è meglio parlare di deficienza nella formulazione delle legge stessa , piuttosto che della eccezionalità dell'evento che la contraddice (cigno nero) -

La legge stessa va zoppicando, e non da ora... magari ritornassimo ai tempi del legislatore che vuole fare Giustizia... non a scimmiottare la Dea bendandola nei vari fasci o fascicoli... piu' o meno colorati...

In ogni caso il principio primario (la non contraddizione) non è sottoponibile ad eccezionalità …
Temo che la realta' odierna contraddice molti principi primari ... che diventano quasi eccezioni per via dell' ammasso informe che si crea e spinge dove lo si vuole (media docent)

Si, cosi' dovrebbe essere, in un ambiente sano, il principio primario non dovrebbe essere sottopposto o sottoponibile alla eccezionalita'.

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Schrödinger's cat

Messaggio  Charade il Gio 23 Nov 2017, 19:19

Re: Spazio personale : Spitfire - spitfire Oggi alle 01:12 Aec-messaggio num#40327
% Distinguere tra affinità elettive
Il paradosso dell'eccezione che conferma la regola e' proprio discutere con chi ragiona ma ugualmente manifesta violenza senza essere "scomodato" dall'interlocutore...
In via teorica , si premette che l'eccezione che conferma la regola” , è una contraddizione in termini... in quanto se io dicessi che un cigno nero è l'eccezione che conferma la regola , giustamente ci si chiederebbe quale regola?...

Se si formulasse una legge che preveda che in una popolazione di cigni bianchi, non possa capitare un evento imprevedibile o imponderabile o impossibile (come nella meccanica quantistica )

, allora è meglio parlare di deficienza nella formulazione delle legge stessa , piuttosto che della eccezionalità dell'evento che la contraddice (cigno nero) -
In ogni caso il principio primario (la non contraddizione) non è sottoponibile ad eccezionalità …
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Moralia...

Messaggio  Charade il Ven 14 Lug 2017, 19:41

re external forum
Il concetto di morale è sempre stato così? eroil il Sab Giu 17, 2017 6:04 pm
Andiamo a commentar questo secondo passaggio tematico sperando di non commentar le imprese di un altro ...

[...]E così meditiamo sulla pace raggiunta nei ristoranti, ai concerti, nei bar finché qualcuno che della nostra decadenza se ne strafrega entra e spara o si fa esplodere...tanto sa che porgeremo l'altra guancia, nell'errato concetto che così li vinceremo...per sfinimento...

Si può continuare la discussione, partendo dall'inizio di una tua conclusione e la fine di una mia riflessione...

Tra le notizie di palazzi che bruciano con la velocità e facilità di zolfanelli , politici milionari che si picchiano in Parlamento nel dibattito che dovrebbe essere "solo verbale" sullo ius soli, (diritto del suolo) ovvero il diritto
alla cittadinanza come conseguenza di essere nati in Italia. Vi è anche la morte di Erika, per le conseguenze dei traumi riportati la sera del 3 giugno in piazza San Carlo a Torino. E guarda caso solo ora "moralmente" diventa un'inchiesta per omicidio.

Lo so, non sembra l'inizio di un pensiero filosofico su cui discutere una deriva morale, ma come sempre la domanda primaria è a chi addossare le responsabilità?
A tutti/tutte evidentemente , ma in particolare , per come è strutturata la società umana a tutti quei capopopoli che tirano le fila , si spera responsabilmente -

E qui la moralità, (l'insieme dei valori o principali ideali in base ai quali l'individuo o la collettività decidono la scelta del propio comportamento) diventa uno scarica barile collettivo nel caso in cui ci siano delle vittime i politici intervistati mentono sapendo di mentire... (mi prendo le mie responsabilità se per caso un politicante mi vole denunciare)


Ora mi chiedo se dall'antichità ai giorni correnti questo concetto fondamentale, è sempre stato volutamente interpretato e applicato secondo l'interesse del momento?
Di sicuro è il secondo -

Il presupposto laico asserisce che; la morale si fonda sull'indipendenza della ragione da ogni dogmatismo e quindi valorizza il dibattito, il confronto e l'apertura alla libertà delle scelte personali.
Come non essere d'accordo ?

Nell'ambito religioso troviamo l'efficacia della morale come proveniente da Dio. Si pone inevitabilmente la questione:
"La morale è giusta perché è stabilita da Dio, o Dio stabilisce la morale perché di per se è cosa giusta?"
Classica o tipica perifrasi circolare senza alcuna concretezza , poiché del tutto arbitraria , non tanto perché si chiama un soggetto esterno a garanzia della questione , quanto il dover dimostrare la veridicità che provenga da tal presunta entità e non dal furbo mediatore umano di turno , chiamasi : Mosè , califfo o profeta, in genere falso -



Da un punto di vista formale la morale è un precetto frutto della coscienza del singolo riguardante un'azione da compiere o da omettere. La sua violazione comporta una sanzione pertinente alla medesima morale per esempio il rimorso.
Io toglierei la coscienza d'azione del singolo a favore di più soggetti , in quanto un'azione morale propriamente detta è in gran parte diretta verso altri/altre -

Platone mostra l'insufficienza della morale ossia il limite in cui essa è rinchiusa, o si è rinchiusa.
Qui siamo già enne passi avanti , rispetto a cosa ancora sia una necessaria definizione di “bene o male” …

Esempio banale: una norma morale, prima ancora che una legge, dice che uccidere non è giusto per cui la morale resa coattiva diventa legge che vieta l'assassinio. Ma se mi trovassi a scegliere fra la mia vita e quella di un altro?
Se si trattasse di legittima difesa? E in caso di guerra?
Semplice : è bene uccidere il proprio nemico , è male uccidere il proprio amico -
Qui in questo definito caso , allora può subentrare l'insufficienza teorizzata prima , ossia un non chiaro limite per il quale queste due categorie si creano e si disfano molto frequentemente , soprattutto nei casi di nemici assegnati per “procura” , (dichiarazione di guerra da parti di governi o pericolose ideologie fisse )

Tale questione nella speculazione moderna si sposta, dunque, dalla validità della morale alla sua efficacia, per mostrare la validità della morale in questo senso basta una buona ragione, che, d'altronde non è sufficiente per rendere la morale stessa efficace. Ne deriva quindi, che conoscere una legge morale (o norma) e osservarla, sono due cose ben diverse.
Senza ingarbugliare antico e moderno , la validità di ogni qualsiasi definizione , inclusa quella etica , preclude il consenso-assenso delle parti in causa -, per cui bene è osservarle , male è trasgredirle , ed il tutto fuori da ogni complicazione anarchica o impositiva dei singoli come dei gruppi -

Concludo questa divagazione sulla morale, prendendo atto che per chi è pubblicamente responsabile, la moralità...non pervenuta!
Concordo , poiché tra le mille-mila regole , non c'è chi controlla il controllore , neanche nel sistema di divisione dei poteri pseudo democratici attuali (potere : legislativo, giuridico, esecutivo)

Volendo si può commentare... Question
Volendo , si è commentato ...

Saluti morali da qui ...
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Re: la regola che regola tutti i giochi

Messaggio  Charade il Gio 13 Lug 2017, 18:47

Re: la regola che regola tutti i giochi Teti Ieri alle 7:45 pm Aec-messaggio num#38435
Ho letto e riletto più volte e,confesso,mi sono persa....
consideralo normale , in quanto possa succedere a tutte/tutti , soprattutto considerando che si vive una vita “schizofrenica” , fatta o divisa tra contingenze di vita spicciola , contrapposte a temi e tematiche meditative-
La ripartizione in tempo tra le due attività essendo di solito sbilanciata in favore della prima , rende apparentemente ostico l'avvicinamento alla seconda -

però ho pensato anch'io che la nostra conoscenza sia limitata al mondo greco,altre civiltà e culture al pari della loro è possibile che abbiano "filosofeggiato" ma non c'è stata divulgazione e studio come nell'altra.
Esattamente come qui pre-detto e da tempo pensato -

Quando i miei figli erano al liceo ho creduto bene acquistare una collana di edizioni filosofiche,ho iniziato a leggere alcuni autori e li ho trovati comprensibili ( temevo di non capirci niente!) e "attuali"...voglio dire che gli scritti qui sotto mi risultano un po' ostici.... pale
C'è una notevole differenza , tra chi presenta in libri ,già di una certa qualitativa fattura , una presumibile e lineare storia cronologica della filosofia e chi della stessa ne ripropone una ri-lettura a salti temporali ( citazioni e riferimenti ) per : saggi monotematici, convegni nel reale o confronti web nel virtuale , su temi o tematiche particolari – Di solito la positività di un agorà nel virtuale ,
http://www.grecia.cc/agora_atene.html

predispone a dover/poter richiedere o scambiare numi e dettagli sui passaggi ritenuti difficili o particolarmente criptici , proprio a causa di quei salti necessari a trovare nuovi e più creativi aspetti sulla parte in oggetto -

Qui nel nostro dettaglio , siamo originariamente in due (o 3?) , io , l'altro o un altro ancora , ad aver introdotto questo tema , quindi se vuoi , stringi su chi o su cosa , finché l'ostica ostrica non ti conceda la sua perla -
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Re: la regola che regola tutti i giochi

Messaggio  Teti il Mer 12 Lug 2017, 19:45

Ho letto e riletto più volte e,confesso,mi sono persa....però ho pensato anch'io che la nostra conoscenza sia limitata al mondo greco,altre civiltà e culture al pari della loro è possibile che abbiano "filosofeggiato" ma non c'è stata divulgazione e studio come nell'altra.
Quando i miei figli erano al liceo ho creduto bene acquistare una collana di edizioni filosofiche,ho iniziato a leggere alcuni autori e li ho trovati comprensibili ( temevo di non capirci niente!) e "attuali"...voglio dire che gli scritti qui sotto mi risultano un po' ostici.... pale
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quid est veritas...

Messaggio  Charade il Mer 12 Lug 2017, 18:37

Dopo la fase aristotelica (scolastica) sulla divulgazione della storia degli amanti di Sophie , utile per neofiti lovers , ovvero per utenti che si pensa pendano passivamente dalla ns labbra (ops , dita) per la distribuzione della cultura che qualunque _pedia potrebbe fare meglio e più agevolmente , finalmente si è giunti alla trattazione tematica di quel che si spera siano nostri evolventi pensieri , ossia l'evolversi dai riassuntini della scolastica storico elementare, all'università della ricerca e della conoscenza creativa di nuovi aspetti da concepire ed evolvere …

Per tale ragione , si riporta e si commenta ulteriormente un paio di de-scritti del fu “ero-il” , che se non fosse stato per la sua “sciagurata” scelta esclusiva, forse mediata e pilotata negativamente dalla addiveniente e iperpossessiva Green, sarebbe stato un efficiente evolver di situazioni web-sociali , dovunque e comunque …Sempre che i suoi de-scritti siano farina del suo sacco - 

External forum-mb 
re-Filosoffeggiando (Discussione) UN MAGICO CASSETTO :: Aprendo Cassetti : :: Le cono-scienze
Realtà e verità quale differenza? Eroil 12 lug 17 h21:48
É una grossa domanda questa, un grosso problema filosofico, forse la più fondamentale delle domande filosofiche la soglia tra il senso comune e la verità, i primi pensatori gente come Pitagora, Eraclito e Parmenide in particolare, furono i primi ad avanzare dubbi sul fondamento del senso comune.
Sempre chiestomi invece , quali siano state le condizioni per cui la concentrazione , in luogo e tempi , di tanti raffinatissimi amanti greci di Sophie , sia stata così esclusiva ma soprattutto determinante … A parte i conosciutissimi meccanismi dovuti al benessere od alla concentrazione del sapere (agorà) , che liberando gli umani dalla contingenza di mera sopravvivenza (cibo, territorio e riproduzione) , abbiano potuto sviluppare profondissime tematiche , mi chiedo a parità di condizione , perché non lo abbiano potuto fare i presocratici o i pre-greci …
Forse magari sarà una banale mancanza di fonti e reperti storici , ma possibile che nessun umano prima dei 2500ac , non abbia mai sviluppato le medesime questioni ?

É la domanda fontamentale che ne fa scaturire altre, cos'è la verità?, cos'è reale? cos'è logico?
Semplice :
verità è ciò che segue la regola della non contraddizione ,
reale è tutto ciò che è verità ,
logico è tutto ciò che è conseguenzialmente vero e reale -

E, altra domanda, la scienza di oggi è studio della verità o prodotto culturale?
La scienza è lo strumento per giungere ad una conoscenza oggettiva approssimante alla verità -

Se rispondessi darei un'opinione e, forse, questo farebbe scomparire il senso autentico di queste domande che non va perduto, ma continuamente ricercato più della loro risposta più della verità!
Non rispondere sarebbe peggio , poiché senza un gioco di posizione , non ci sarebbe ricerca della stessa verità ; ma se si intendeva dire , che un opinione avrebbe congelato-impedito-canalizzato ogni evoluzione ( logica assertiva ) , beh allora questo vale anche per i precedenti stessi e dipende dalla formulazione dell'opinione , che se è assoluta (dogma) allora risulterebbe il peggio del peggio -

In greco verità si dice in un modo che suona come "ciò che non si nasconde".
Su questo nome ci sarebbe da dire davvero molto, ma anche ci si potrebbe impostare tutta la storia filosofica occidentale in breve:
Il senso greco di verità si può generalmente ascrivere ad un qualcosa che vada ricercato nelle profondità dell'essere nella sua interezza, che si cela fuori dell'esistenza della quale pochi si rendono conto e dalla quale pochissimi possono uscire è un viaggio iniziatico oltre il senso comune oltre l'opinione corrente, nel mondo della perfezione ideale e della spiritualità. Irraggiungibile? Forse!
Nulla da obbiettare , se non che mi riesce difficile distinguere un senso particolarmente greco da quello umano in generale , soprattutto quando gli stessi , ne hanno sempre proposto una versione o visione universale dei loro “principia”... In quanto poi ad entrare od uscire da questi “viaggi” , risulta essere la cosa più frequente a questo mondo … vi si entra facile sotto condizioni d'isolamento e ci si esce immediatamente nel caso opposto -

É stato studiato che questo carattere iniziatico della filosofia può essere definito; una rimanenza del carattere sacrale di culture orali e non alfabetizzate, quali le culture pre-greche.
Come già accennato prima , allora è stato studiato male , poiché per stesso principio andando a ritroso nel tempo ci sarà stato pur sempre il cosiddetto “paziente-zero” cosciente di se stesso e del mondo che lo circonda… più riconducibile a quell'intuizione geniale del cineasta Kubrick , che col suo monolite nero indicava come l'improbabile evoluzione proceda per salti progettuali , più che per casualità di miglioramento di specie (Darwin)-

Già Aristotele contrapponeva a questa cultura greca 'classica' una teoria che potrebbe essere spiegata
dalla celeberrima frase della filosofia medievale, che in Aristotele vedeva il maestro indiscusso:
Più che una teoria , l'Aristos-telos , istituzionalizzò una sua scuola di pensiero che per metodi e concetti influenza tuttora la “scuola” e le accademie moderne … ne più ne meno che un “professore” classificatore -
"la verità è la coincidenza di pensiero e realtà"
Humm non è detto ! Grazie al cielo nel frattempo è nato Galileo -
Difatti in quel parziale detto , manca ancora qualcosa , poiché ad esempio per il matto che pensava di essere Napoleone ciò non era ragione sufficiente a stabilirne verità per quel che per lui era la sua sola realtà -
Idem quando i matti erano quei sofisti che pensavano di spacciar per verità , la diversa realtà di una certa signorina di scaltre vedute , quale che fosse la nipote di un noto politico egiziano -

Per cui da questo "postulato" si possono ascrivere la base del Tomismo, Cartesio, Spinoza,
Hegel, il Positivisimo e anche Kant(forse) il senso greco della verità è da Platone in poi
indiscutibilmente proprio ed unicamente caratteristico di ogni forma di sapere e cultura occidentali.
re-Humm , già nella sezione storica con il sabbatico misterrred , ci fu un approfondimento circa la presunta centralità dei popoli del mediterraneo od occidentali di genere , sulla prevalenza dell'evoluzione del pensiero di ogni tipo … cosa del tutto fasulla , in quanto poco sappiamo (almeno io) o tutto ignoriamo , dei progressi fatta da popolazioni dall'est all'ovest del mondo , visto che i nostri riferimenti sono solo mediterraneo centrici -

Vediamo; dove inizia la realtà e dove finisce la verità, o, viceversa...

1) Cammino per una strada quando all'improvviso un'auto della polizia si ferma al vicino incrocio, mi avvicino ed esterefatto vedo il milite alla guida che guarda inorridito nella via, il suo collega è sceso dall'auto ma si è anche lui bloccato a fissare cosa sta succedendo in quella strada...

2) Arrivato all'angolo guardo anch'io e vedo un energumeno che scansata una vecchietta terrorizzata sta correndo verso un signore che tranquillamente cammina lungo il marciapiede mi volto verso i militi ma li vedo allibiti incapaci di qualsiasi reazione...

3) L'energumeno ha raggiunto l'uomo e quasi placcandolo energicamente lo trascina lungo la via sino ad un passo carraio dove si infila con la sua preda...

4) L'istante sucessivo nel punto del marciapiede dove l'uomo stava transitando si schianta un grosso pezzo di intonaco staccatosi da qualche balcone...

Riassumendo; realtà e verità sono presenti in tutti i passaggi, ma, se ci si sofferma solo al primo e al secondo si ha una realtà distorta che impedisce di sapere la verità...il terzo sembra confermare i primi due, ma solo l'insieme di tutti i passaggi realtà e verità coincidono...con buona pace di Aristotele.
Riassumiamo differentemente :
Al Cern per poter stabilire di aver scoperto il bosone di Higgs , hanno dovuto raggiungere una probabilità di errore dovuto al caso e quindi ad una interpretazione errata , con valori percentuali a 4 zeri dopo la virgola …
Ovvero se dopo aver tirato in aria una monetina numerose volte , non raggiungete la quota statistica del 50% tra testa e croce con uno scarto d'errore consentito del +/- 0,00005% , allora dovete continuare a far saltare monetine -
Ovviamente per questioni meno scientifiche e più pratiche , basta il buon senso di non interpretare mai frettolosamente qualsiasi cosa capitasse di dover re-interpretare -

Come sempre...commentabile, se avete tempo e voglia

Si , vorrei sapere chi è l'utente : “ahahahah” che ha scritto la prima parte di questa cosa , circa 6 anni fa in quel di yahoo … cioè non vorrei aver commentato accorgendomene in ritardo , un pezzo copia-incollato dalla sterminata rete e spacciato come proprio (forse) - 
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Re: la regola che regola tutti i giochi

Messaggio  Charade il Mer 19 Nov 2014, 18:31

Il regno della giustizia , oltre che ad essere incomprensibile nei suoi atti il più delle volte 'mbatula , devono fare i conti anche con i degni rappresentanti della loro casta , che oltre i codici e codicilli , non vedono nient'altro - 

Le leggi le fanno gli umani , ma quando parli con questi "esperti" , sembra di parlar con bigotti religiosi che con arroganza e prepotenza , spacciano le loro opinioni come se fossero verità incontrovertibili ,,, Notare bene che il più delle volte ab-usano dei suddetti codici solo per pura convenienza argomentativa - 
Le leggi e le regole in uno stato di diritto sono la base concreta di una società , purtuttavia quando si applica una regola senza valutare  una necessaria "interpretazione" della stessa fatta col buon senso , allora è anarchico-sofismo - ups2
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Re: la regola che regola tutti i giochi

Messaggio  Charade il Mar 18 Nov 2014, 18:41

Tara ha scritto:
Ciao Charade..ciao a tutti.
Nel mondo ipocrita della legge..la giustizia è una chimera.
Perdonate e capitemi , ma in questo periodo di chimere ne sto vedendo parecchie !
E molte di esse non hanno ne sbocco ne sblocco -  Sad

"Ed essi mi stanno portando via gran parte del mio tempo lavorativo normale , più quest'altro tempo che considero preziosamente hobbistico ,,, Ma non vi voglio annoiare con queste mie beghe personali ,,, 
Se serve a sorridere , basta sapere che noi "sauri" abbiamo la pellaccia dura - 

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Re: la regola che regola tutti i giochi

Messaggio  annali il Lun 07 Apr 2014, 14:31

Ritrovata questa considerazione tua, Ch, sulla regola dei giochi, scritta in altro luogo,la ripropopongo qui.

...28/06/2012

"....Da questa mia panoramica , la tua successiva osservazione sul “rischio” di confondere il virtuale col reale ( o viceversa?), non lo riesco a focalizzare molto bene … Quale è questo rischio?... Un azzardo per noi stessi ? … per altri?... per tutto l’insieme?...

Non penso che il solo rimettersi in gioco personale , sia di garanzia contro qualsiasi incognita , quanto invece lo è , lo stabilire e rispettare le regole del gioco stesso in un gioco comune …

Già in un topico luogo e religioso .... ad un personaggio avevo lasciato la medesima domanda , che qui ripropongo poiché disattesa :

…se ogni “gioco” ha le sue regole , quale è la regola che regola tutti i giochi?..."


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Il problema delle regole nella democrazia

Messaggio  Charade il Gio 27 Mar 2014, 18:46

Perchè il leone è tale , come anche la tartaruga lo è , la scimmia idem , etc etc ? 

Le differenze o la non omogenità è la vera questione che affligge tutte le democrazie dall'antichità ad oggi ! 
Ma neanche in un ambiente di tutti leoni , o tuttte scimmie , o tutte tartarughe la cosa funzionerebbe , poichè una sola caratteristica di comunanza non è sufficiente a garantire la democrazia ,,, e quindi ci sarà sempre una maggioranza che legifera e decide , ed una minoranza che accetta e subisce --- Il sale della democrazia è anche il suo veleno , e purtroppo è il meglio che si possa avere - 
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Re: la regola che regola tutti i giochi

Messaggio  annali il Mer 26 Mar 2014, 18:40

sanvass ha scritto:No, Annalì non cancellare niente. Anzi, sottolineo ancora come da una semplice storiella si è aperto un dibattito molto interessante con ognuno di noi
che esprime il proprio punto di vista.
La barzelletta sta riuscendo ad animare la discussione più di un argomento serio.
Però ti replico pure io, e cioè : se tu fossi un animale della foresta e il tuo re (leone) indiscusso capo assoluto degli animali dettasse le regole del gioco,
avresti il coraggio di opporti?
Così come gli altri animali hanno accettato le regole imposte dal Re leone.
Tino

Forse che sì, Tino! Non mi conosci abbastanza da sapere che non esito a esporre il mio dissenso in situazioni insolite o che danneggino persone alle quali tengo.
Vorrei si manifestasse altrettanta foga in argomenti più meritevoli di una barzelletta...
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la regola che regola tutti i giochi

Messaggio  Mr Fehér il Mer 26 Mar 2014, 18:27

...



Proviene da Sezione buonumore 
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Re: la regola che regola tutti i giochi

Messaggio  misterred il Mer 26 Mar 2014, 15:31

Aggiungo :
Vero, il fine delle barzellette è far ridere, naturale.
Però qualcun altro ha detto : "castigat ridendo mores". No?
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Re: la regola che regola tutti i giochi

Messaggio  misterred il Mer 26 Mar 2014, 15:22

No, Annalì non cancellare niente. Anzi, sottolineo ancora come da una semplice storiella si è aperto un dibattito molto interessante con ognuno di noi
che esprime il proprio punto di vista.
La barzelletta sta riuscendo ad animare la discussione più di un argomento serio.
Però ti replico pure io, e cioè : se tu fossi un animale della foresta e il tuo re (leone) indiscusso capo assoluto degli animali dettasse le regole del gioco,
avresti il coraggio di opporti?
Così come gli altri animali hanno accettato le regole imposte dal Re leone.
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Re: la regola che regola tutti i giochi

Messaggio  Azzurra il Mer 26 Mar 2014, 15:06

Annali 
ti assicuro che quella barzelletta/storiella non ha urtato la mia sensibilità.
Uno/a legge, ragiona ed esprime la propria opinione pacificamente, tutto qui.
Piuttosto forse siamo andati fuori tema? Spero saremo scusati, in quanto un discorso tira l'altro...
Ciao  Smile

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Re: la regola che regola tutti i giochi

Messaggio  annali il Mer 26 Mar 2014, 14:56

Okkey, Azzurra! Se vuoi la posso pure cancellare quella barzelletta e la facciamo fuori!
Non era mia intenzione urtare la sensibilità di alcuno.
Si tratta di una barzelletta, che tra l'altro mica l'ho inventata io, ma l'ho trovata, come quasi tutte le altre,  bella confezionata indovina dove? : Nelle barzellette di Geronimo Stilton! per gentile concessione della mia nipotina accesa fan del topino abitante di Topazia...
barzellette per bambini...


Ultima modifica di annali il Mer 26 Mar 2014, 15:06, modificato 1 volta
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Re: la regola che regola tutti i giochi

Messaggio  Azzurra il Mer 26 Mar 2014, 14:34


(piccolo intermezzo)

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Re: la regola che regola tutti i giochi

Messaggio  Azzurra il Mer 26 Mar 2014, 14:21

Annali, quel re leone non mi piace dall'inizio del suo agire, già quando ha fatto la legge/regola di usare una tartaruga lenta che per forza avrebbe fatto morire un animale (scimmia o altro) innocente. Ha fatto in modo che un innocente uccidesse un altro innocente, come ponzio pilato.
Innocente la tartaruga e tutti gli altri, unico colpevole questo re leone ma non tutti sono cosi.
Le leggi/regole accettate magari per forza ma le regole si possono modificare e poi evviva c'é la protesta e la ribellione del mondo animale.
ciao_

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Re: la regola che regola tutti i giochi

Messaggio  annali il Mer 26 Mar 2014, 13:59

Ti replico, Tino, evidenziando che in quel caso non si trattava di legge, ma di una regola posta a un gioco, che a quanto pare, tutti gli animali avevano accettato. Le regole quando ci sono, e nell'accettazione di esse, chiunque è tenuto a rispettarle.  Rolling Eyes 
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Re: la regola che regola tutti i giochi

Messaggio  misterred il Mer 26 Mar 2014, 12:52

Vedo che l'argomento-barzelletta di Annalì sta prendendo piede. Infatti, si può leggere in tanti modi.
Ad annalì dico:
Vero, Re Leone ha fatto rispettare la legge, però quale? La sua! Più che Re un Tiranno direi. Ma poichè siamo nella savana, nella savana comanda il più forte.
Ad Azzurra dico:
Si da un Re ci si aspetterebbe Giustizia e lealtà. Ma purtroppo, la storia ci insegna che non sempre i Re sono giusti e saggi. Anzi, a volte l'opposto.
Tino Red
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Re: la regola che regola tutti i giochi

Messaggio  annali il Mer 26 Mar 2014, 12:08

Ciao Azzurra. Direi che il re leone si è comportato in modo esemplare: avendo posto una regola al gioco, l'ha fatta rispettare.
Quanti re e capi di Stato, attualmente si comportano con tale coerenza? fanno le leggi ma sono quasi sempre i primi a disconoscerle o a non perletterne l'attuazione...  No 
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Re: la regola che regola tutti i giochi

Messaggio  Azzurra il Mer 26 Mar 2014, 11:57

Tino scrive...Vero.
Però il leone è un predatore, e cosa ci si può aspettare da un predatore?



Tino, però nella storia/metafora eccetera... il leone é anche "un Re" e da un re/capo meritevole di questo ruolo mi aspetterei anche altro...


Ciao Annali, io se posso, leggo tutto e poi ci penso su.  Smile 

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Re: la regola che regola tutti i giochi

Messaggio  annali il Mer 26 Mar 2014, 11:54

Dalle barzellette all'etica e alla morale! Si scoprono motivi di dibattere che magari mai si sarebbero evoluti altrove!
Sarà bene non dimenticare che nelle barzellette ciò che emerge è quasi sempre il lato comico-grottesco, fine ultimo delle stesse.
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Re: la regola che regola tutti i giochi

Messaggio  annali il Mer 26 Mar 2014, 11:35

Tino, oltre che ottimo fotografo e divulgatore, sei pure attento a cogliere, all'interno di una semplice battuta umoristica, precise connotazioni di carattere socio-problematiche.

E naturalmente mi è gradevole scoprire che c'è chi legge le mie amene barzellette notturne!  Smile 
Buongiorno, da qui, a tutte/i.
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