LUIFI PIRANDELLO - SEI PERSONAGGI IN CERCA D'AUTORE

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LUIFI PIRANDELLO - SEI PERSONAGGI IN CERCA D'AUTORE

Messaggio  annali il Gio 24 Apr 2014, 17:43


 
Chi sono questi sei Personaggi?  Sono un Padre, una Madre, un Figlio, una Figliastra, un Giovinetto, e una Bambina, che si presentano sul palcoscenico di un teatro nel bel mezzo di una prova. Naturalmente il regista cerca di allontanarli senza riuscirci perché i personaggi, non sono persone vere, bensì personaggi di un dramma che un autore  aveva iniziato senza portarlo a termine. Angosciati dalla situazione in cui si trovano  cercano qualcuno che li aiuti a uscire dal limbo delle cose inespresse, all’interno di una storia  con un inizio e una fine.
Quando il regista accetta la loro presenza, vengono alla luce gli antefatti che li riguardano: la Madre, dopo aver messo al mondo il Figlio, ha lasciato il marito per andare a convivere con il suo segretario. Dalla nuova unione nascono tre figli: la Figliastra, il Giovinetto e la Bambina. Il segretario un brutto giorno muore e la famiglia si trova in miseria. La Figliastra trova lavoro in una boutique che in realtà è una casa per appuntamenti ed è qui che la madre la trova un giorno abbracciata al Padre, che non la conosce. L’uomo, rendendosi conto della grave situazione in cui si dibatte la sua ex moglie, la riaccoglie in casa, scatenando l’ira e il disprezzo del Figlio che non perdona alla Madre d’averlo abbandonato. Una situazione di degrado morale e di tragedia incombente nella quale, gli attori veri cercando d’interpretare i sei Personaggi, aumenta la confusione. Ci vanno di mezzo i Personaggi più fragili e psichicamente indifesi: la Bambina che annega nella vasca del giardino e il Giovinetto che si spara dopo aver assistito alla morte della sorella. Sul suicidio termina la rappresentazione, senza aver appurato dove fosse la realtà o l’immaginazione: i Personaggi con i loro drammi e le loro morti disperate, sono creature vere o fantasmi nati dalla fantasia di un autore e destinati a tornare nel nulla?

Luigi Pirandello lavorò al dramma per ben dieci anni, incominciando a pensarci nel 1911 sotto forma di romanzo, per trasformarlo nel 1921 nella forma teatrale.
La prima rappresentazione, per l’anticonformismo e l’originalità della trama, fu ripetutamente interrotta dalle proteste del pubblico che invitava l’autore a chiudersi in manicomio. In effetti, nei primi ‘900 il teatro di Pirandello rappresentava una provocazione continua, con i suoi temi in bilico tra genialità e schizofrenia, con le tante facce di un mondo mai uguale a quello che sembra. Costringeva il pubblico a prendere atto dei grovigli mentali che la neonata psicanalisi stava faticosamente affrontando, scavando a fondo nelle menti degli spettatori, ancora abituati ad assistere ai soliti drammoni strappalacrime.
Gli scontri, durante quella prima rappresentazione al teatro Valle di Roma, furono clamorosi: da una parte chi non comprendeva cosa avvenisse sulla scena, reagiva inferocito reclamando i soldi del biglietto d’ingresso, dal lato opposto, anche se in minoranza, gli estimatori di Pirandello che fecero in modo che la rappresentazione, tra schiamazzi e insulti giungesse alla fine.
Più tardi arrivò, a "Sei personaggi in cerca d’autore", il successo che meritava, l’opera tradotta in molte lingue entrò a far parte del repertorio dei più famosi attori del momento e finì che gli stessi che a Roma l’avevano fischiata cominciarono ad applaudire anche quando non capivano.
Divenne una delle opere più rappresentative di Pirandello, un dramma della difficoltà di vivere in bilico tra il mondo qual è, e quale si vorrebbe che fosse.

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