KONSTANTIN TSIOLKOVSKIJ E L’ASCENSORE SPAZIALE

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ascensore spaziale: la conoscenza

Messaggio  annali il Gio 18 Lug 2013, 22:28




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Messaggio  Yellow il Gio 18 Lug 2013, 21:59


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KONSTANTIN TSIOLKOVSKIJ E L’ASCENSORE SPAZIALE

Messaggio  annali il Gio 18 Lug 2013, 21:00


 
 
Costantin Tsiolkovskij, professore russo, fu il primo a ipotizzare fosse possibile volare nello spazio per mezzo di razzi. Esplorare lo spazio, arguì, sarebbe stata grande aspirazione degli anni a venire e fonte di ricerca  ingegneristica spaziale.
Nel 1903 pubblicò libri che avrebbero ispirato a generazioni future il sogno di trovare una via che portasse alle stelle. Le sue teorie del volo spaziale si fecero davvero strada, e quando dalla sua idea nacque quella della costruzione di un ascensore spaziale, servì da stimolo a molti scienziati missilistici.
L’ascensore spaziale di Tsiolkovskij era configurato come una torre simile alla Tour Eiffel, ma molto più alta. Un colossale pozzo per un ascensore alla cui estremità inferiore era agganciato un cavo che giungeva fino a terra.
Con un dispositivo simile, teorizzava, sarebbe stato possibile portare oggetti in un’orbita stabile intorno alla Terra, evitando i razzi, rumorosi, costosi, puzzolenti e poco accoglienti. Durante la salita, questi oggetti avrebbero subito un’accelerazione tangenziale a mano a mano che diminuiva la forza gravitazionale terrestre, finché la loro energia e la loro velocità non sarebbero state sufficienti per raggiungere la meta, oltre i 35 mila chilometri di altezza.
Negli anni 1950 e 60, scienziati europei e statunitensi, sull’onda dei successi dell’Unione Sovietica nel volo spaziale, si diedero seriamente portare alla pratica quanto teorizzato come un sogno di mente fertile del grande russo, anche per l’attenzione calamitata militarmente dal nuovo scenario di guerra fredda istauratisi dalla fine del grande conflitto.
Prima di quegli anni, 50 e 60, il punto debole del progetto Tsiolkovskij era  trovare un materiale abbastanza robusto per una costruzione del genere: la torre era destinata a crollare sotto il suo peso e a disgregarsi a causa delle forze che agivano su di lei.
 
Inizialmente il progetto era spedire un satellite nell’orbita geostazionaria e da lì calare una fune fino a terra.
Dopo aver appurato fosse necessario provvedere a una fune lunga 35.786 chilometri e ancorarla al suolo, la domanda era: quali sollecitazioni doveva sopportare una fune del genere? La tensione maggiore si sarebbe prodotta nel baricentro, quindi nella GEO stessa, che richiedeva una fune più larga o più resistente nel punto più alto.
 
 
 
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Re: KONSTANTIN TSIOLKOVSKIJ E L’ASCENSORE SPAZIALE

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