Stelle Costellazioni Nebulose Buchi Neri

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Re: Stelle Costellazioni Nebulose Buchi Neri

Messaggio  annali il Sab 30 Giu 2018, 16:22

Non solo polvere.

Nella costellazione del Toro questa polvere non è nota per il suo splendore ma per il potere di assorbimento e opacità. Nella polvere marrone diverse stelle sono visibili con la loro luce blu, altre stelle appaiono stranamente rosse mentre la luce raggiunge fiocamente una colonna di polvere scura. La scena si presenta in una apparente quiete, mentre in realtà, tutt’attorno avvengono continui cicli di tumulti e di rinascite, in ragione dei massicci nodi di gas e polvere che collassano gravitazionalmente per formare nuove stelle, le quali a loro volta, ricreeranno  nuova polvere  distruggendo quella vecchia.
  
  
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Re: Stelle Costellazioni Nebulose Buchi Neri

Messaggio  annali il Dom 10 Giu 2018, 00:27

Una fantastica luminosissima immagine di NGC 7331, la galassia a spirale nella costellazione di Pegaso, a circa 50 milioni di anni luce di distanza.
Spesso considerata una gemella della Via Lattea, ed è, in effetti, simile alla nostra casa galattica in termini di dimensione, forma e massa. Inoltre ha un tasso di formazione stellare analogo, ospita più o meno lo stesso numero di stelle, nel suo cuore si annida un buco nero supermassiccio e i bracci a spirale presentano una conformazione simile.
La bella rappresentazione include diverse galassie molto più lontane.
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Re: Stelle Costellazioni Nebulose Buchi Neri

Messaggio  annali il Dom 10 Giu 2018, 00:11

L’ammasso stellare R136 contiene nove stelle con masse oltre 100 volte superiori a quella del nostro Sole. Si trova nella nebulosa della Tarantola a circa 170.000 anni luce di distanza e contiene anche altre dozzine di stelle molto luminose oltre che massicce. Le sole nove stelle insieme superano di 30 milioni di volte la luminosità del Sole.
 
Il giovane ammasso è stato ripreso utilizzando la camera a bordo del telescopio Hubble nello spettro ultravioletto per la prima volta. 


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Re: Stelle Costellazioni Nebulose Buchi Neri

Messaggio  annali il Ven 04 Mag 2018, 19:01

Nel suo ventottesimo compleanno, Hubble non manca di stupirci con le incredibili immagini che ci regala. In questa che ritrae la Nebulosa Laguna nella costellazione del Sagittario è visibile al centro la brillante stella Herschel 36,  32 volte più grande del Sole e 200.000 volte più luminosa.

 
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Un anello di luce intorno a una stella morta

Messaggio  annali il Mer 11 Apr 2018, 00:11

Il Very Large Telescope dell’ESO in collaborazione con altri telescopi, nel centro di un alone di luce ha ripreso fantastiche immagini di un esclusivo oggetto misterioso. Si tratta del residuo di una stella che un tempo risplendeva a circa 200.000 anni luce dalla Terra, nascosto nell’intrico di filamenti di gas nella Piccola Nube di Magellano, una delle nostre vicine galattiche.
 I dati dell’osservatorio a raggi X Chandra hanno confermato la sua identità di stella di neutroni isolata, la prima trovata di là della nostra galassia.
 
  
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Re: Stelle Costellazioni Nebulose Buchi Neri

Messaggio  Charade il Gio 05 Apr 2018, 20:23

Ahh meno male che ci sono codeste cose belle da ammirare una tantum o una spessum ... anche se certi buchi neri sono pur sempre incomprensibili ...


 Saluti stellari da qui ... 
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Re: Stelle Costellazioni Nebulose Buchi Neri

Messaggio  annali il Gio 05 Apr 2018, 16:37

Un bel panorama di polveri stellari nella costellazione dell’Ariete. Notare a destra dell’immagine la splendente  stella blu Epsilon Arietis, a circa 330 anni luce di distanza.
Le nubi ricche di polveri che riflettono la luce stellare si trovano a circa 1.000 anni luce dalla Terra, un ricco panorama cosmico che si estende per oltre 140 anni luce.

 
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Una stella preistorica

Messaggio  annali il Mer 04 Apr 2018, 22:51

Circa settantamila anni fa una piccola stella, detta la stella di Scholz, è transitata  vicinissima al nostro Sistema Solare, a circa 0,6 anni luce dal nostro Sole, presumibilmente influenzando, con la sua attrazione gravitazionale,  la traiettoria di asteroidi e comete che si trovavano nella nube di Oort.
La stella di Scholz chiamata anche WISE J072003.20-084651.2, in realtà è un sistema binario, una piccola nana rossa,  accompagnata da una nana bruna. Al momento del transito la stella aveva una luminosità molto bassa, rendendola praticamente invisibile ad occhio nudo
 
È una scoperta, questa, che risale al 2015 e trova ora nuove conferme grazie a uno studio pubblicato da due Università: Madrid e Cambridge.
Oggi che la stella si trova a circa 20 anni luce dai noi è stato possibile, costruendo la sua traiettoria a ritroso, calcolare il periodo e la posizione del suo passaggio ravvicinato. Analizzando 340 oggetti con traiettoria iperbolica (un’orbita aperta a forma di V), ha confermato che un oggetto massiccio ha disturbato le orbite di questi corpi circa settantamila anni fa.

  
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Spettacoli nel cielo

Messaggio  annali il Ven 09 Mar 2018, 17:12

I colori vivaci risplendono in questa nube oscura, ripresa nell’infrarosso dal telescopio Spitzer, rivelando oltre l’oscuramento delle polveri, la nascita di nuove stelle mai osservate in precedenza.
All’interno di questa nebulosa a emissione, IC 1396, nella costellazione di Cefeo, distante circa 2.450 anni luce, s’innalza un globulo oscuro detto, la “Nebulosa Proboscide di Elefante”. Il globulo è un addensamento gassoso che riesce a stento a sopravvivere alle potenti radiazioni ionizzanti di una stella massiccia nelle vicinanze mentre è compresso dal gas ionizzato circostante.
I colori sono una combinazione di emissioni d’idrogeno molecolare (in verde) e idrocarburi policiclici aromatici (in marrone). All’interno del globulo alcune protostelle si presentano di color rosso brillante. I venti e la radiazione della massiccia stella sono i responsabili anche della produzione dello splendido aspetto filamentoso del globulo stesso, verosimilmente somigliante  a un drago volante.
 

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Albero di Natale e Fiocco di Neve

Messaggio  annali il Ven 29 Dic 2017, 02:27

Una pittoresca immagine ripresa dal telescopio spaziale Spitzer in sintonia con le feste natalizie in questa che rappresenta gli ammassi Albero di Natale e Fiocco di Neve. Nome a questo festoso raggruppamento dato per le stelle neonate, in rosa vicino al centro, separate fra loro da intervalli di spazio lungo strutture lineari che nell’aspetto ricordano un fiocco di neve. Sono stelle molto giovani, ancora avvolte nella culla di gas, dell’età di circa centomila anni.
Il Fiocco di neve è inserito nell’estesa regione di NGC 2264, un’area di cielo in continua evoluzione, insieme alle stelle dell’ammasso Albero di Natale, suggestivo nome dovuto alla disposizione triangolare in luce visibile.
In evidenza nella parte inferiore dell’immagine la densa Nebulosa Cono, ricca di polveri brillanti nell’infrarosso e riconoscibile per la sua forma allungata che punta verso l’ammasso di protostelle.
I puntini gialli più grandi vicino alle neonate stelle dell’Ammasso Fiocco di Neve sono stelle che stanno nascendo nella nube stessa, mentre i puntini blu sparsi a varie distanze sono stelle appartenenti alla Via Lattea.
 

CreditNASA/JPL-Caltech/P.S. Teixeira (Harvard-Smithsonian CfA)

  
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Una tempesta cosmica

Messaggio  annali il Ven 29 Dic 2017, 02:18

Colori luci e alti pennacchi che come volute di  fumo si estendono nella galassia  NGC 5256, a circa 350 milioni di anni luce di distanza dalla Terra, nella costellazione dell’Orsa Maggiore.
Nota anche con il nome Markarian 266 è illuminata da gas e polveri turbinanti al suo centro.
In realtà non si tratta di una semplice galassia ma della conseguenza di una collisione galattica fra due distinti oggetti, due galassie a disco i cui nuclei attualmente si trovano alla distanza di 13.000 anni luce.
Il forte effetto mareale fra le due galassie interagenti ha scatenato una tempesta, creando gli imponenti pennacchi di NGC 5256.
Ciascuna delle due galassie che partecipano al processo di fusione contiene un nucleo galattico attivo, dove un enorme buco nero lavora a pieno regime. Oggi la maggior parte delle galassie porta ancora i segni del passato violento dell’universo. La nostra stessa Via Lattea contiene i molti detriti delle piccole galassie  inglobati nel corso della sua evoluzione.
 

Immagine dal telescopio spaziale Hubble.


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astro densità

Messaggio  Charade il Mar 19 Dic 2017, 19:01

MB - Da Hbble immagine natalizia Annali il Dom 17 Dic 2017 - 3:36
Una cascata di astri sfavillanti, stelle simili a pietre preziose in una fitta nevicata stellare nell’ammasso globulare Messier 79, o NGC 1904, per questa immagine natalizia che ci regala il telescopio Hubble.
Localizzato a 41.000 anni luce dalla Terra nella Costellazione della Lepre, a quest’ammasso appartengono circa 150.000 stelle, raggruppate in un’area che abbraccia 118 anni luce in estensione. Età stimata di 11,7 miliardi di anni.
In questa straordinaria immagine appaiono stelle gialle simili al Sole e luminose stelle giganti rossastre che rappresentano gli stadi finali della vita di una stella.
Sparse in tutto l’ammasso vi sono stelle blu ormai invecchiate per aver esaurito l’idrogeno come carburante e stanno fondendo elio nei loro nuclei. Le più deboli stelle blu sono le cosiddette vagabonde blu che si formano in seguito a fusione in un sistema binario o in seguito a collisione fra due stelle non in relazione fra loro.
L’ammasso, individuato nel 1780 da Pierre Méchain, è stato incluso da Charles Messier nel suo famoso catalogo di oggetti. Pochi anni più tardi William Herschel, utilizzando un telescopio più grande, ha descritto M79 come un ammasso stellare globulare, sfavillante apparizione nella profondità del cosmo.


Incuriosito da questa notizia , ho fatto un rapido calcolo o considerazione circa la densità media nel dintorno di questo ammasso o di altri ad esso simile , ebbene , altro che farsi una lampada … Ammesso che possano esistere pianeti vitali come il nostro o similari , una generica “terra” si vedrebbe circondata da tante stelle alla generica distanza Sole-Plutone , ovvero notti senza buio
Qui i calcoli nel dettaglio :

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Cavallo e Drago

Messaggio  annali il Mar 12 Dic 2017, 16:42

La schiera di antenne Alma in Cile hanno rilevato una rara coppia di galassie molto massicce, viste in procinto di fondersi quando l’universo aveva solo un miliardo di anni.

In un primo tempo si era ritenuto che l’oggetto scoperto fosse una sola antica galassia di grande massa, mentre in realtà, dopo più approfondite analisi si scopre trattarsi di due galassie distinte, destinate, nel volgere di qualche centinaia di milioni d’anni a fondersi insieme.

Le due enormi galassie sono state informalmente soprannominate "Il Cavallo e il Drago". 
A renderle uniche è la loro dimensione, da 10 a 100 volte più massicce della maggior parte di galassie della stessa epoca conosciuta dell’universo. Si trovano a circa 30 mila anni luce di distanza fra loro e si muovono una rispetto all’altra a diverse centinaia di chilometri al secondo. La loro interazione gravitazionale le porterà a scontrarsi ripetutamente tra loro prima di fondersi in un’unica galassia ellittica.
Secondo gli autori del nuovo studio, il fatto che due galassie così rare si siano incontrate suggerisce che la regione di spazio in cui si trovano doveva essere, all’epoca molto densa.

Considerando la loro grandissima distanza dalla Terra e la frenetica attività di formazione stellare all’interno di ciascuna, è possibile si tratti della più intensa fusione tra galassie finora conosciuta.


[color:e2a1=rgba(0, 0, 0, 0.870588235294118)]
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"Zombi Star"... La stella che non voleva morire

Messaggio  annali il Ven 10 Nov 2017, 14:49

Freddie Mercury cantava: “Chi vuole vivere per sempre?”come vi fosse chi non importava di vivere o morire… ebbene si scopre che persino alcune stelle non ne vogliono di sapere di morire. È il caso di iPTF14his, una supernova che pone in crisi tutto quanto si pensava di sapere come funzionano questi oggetti.
Una supernova segnala la morte di una stella, il suo crollo dopo aver esaurito tutto il combustibile per la fusione nucleare, producendo una gigantesca esplosione di materia ed energia.
La supernova risplende per alcuni mesi, poi svanisce e tutto ciò che rimane dopo lo spettacolo cosmico della luce, è un nucleo denso e affilato, una stella di neutroni o un buco nero aperto.
Almeno, questo è quello che dovrebbe succedere, ma non è stato il caso, a quanto sembra per questa stella definita “zombi star”.  Esplosa due volte, nel 1954 e di nuovo nel 2014, potrebbe trattarsi del primo esemplare mai osservato.
In qualche modo questa stella è riuscita più volte a sopravvivere a uno degli eventi più potenti e distruttivi noti alla scienza.
La scoperta è stata fatta dagli scienziati che lavorano alla Fabbrica Transitoria Intermediate Palomar, che utilizza un telescopio vicino a San Diego per la ricerca nel cielo notturno di  eventi effimeri come le supernova.
Gli occhi dell'Osservatorio di Las Cumbres, una rete robotica di telescopi posizionati in tutto il mondo, seguirono la supernova mentre si illuminava, sbiadiva e poi si illuminava di nuovo. La nova ha mostrato cinque picchi di luminosità prima di diminuire nell'estate del 2016. Ma ancora, era la più viva supernova mai osservata.
Nel frattempo, si è iniziato a cercare tra gli archivi di astronomia nella speranza che qualcun altro avesse potuto osservare lo stesso fenomeno, scoprendo che il medesimo telescopio di Palomar aveva esaminato due volte questa parte del cielo, nel 1954 e nel 1993.
 
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Collisioni cosmiche

Messaggio  annali il Gio 24 Nov 2016, 03:10

Nel 2013 Hubble aveva dato i via a una serie di tre anni di osservazioni per produrre i più profondi spettacoli mai visti dell'Universo. Gli obiettivi del progetto comprendevano sei ammassi di galassie massicce, enormi collezioni di centinaia o addirittura migliaia di galassie,
uno dei quali è mostrato in questa nuova immagine: MACS J0717.5 + 3745, o MACS J0717 in breve.  Si trova a circa 5,4 miliardi di anni luce di distanza dalla Terra, nella costellazione di Auriga ed è uno degli ammassi più complessi conosciuti, o più realmente, il risultato di quattro ammassi di galassie in collisione.
L’immagine è una combinazione di osservazioni da parte della NASA / ESA Hubble Space Telescope (mostrando le galassie e le stelle), l'osservatorio a raggi X della NASA Chandra (diffusa emissione in blu), e il NRAO Jansky Very Large Array (diffusa emissione in rosa) . Insieme, i tre set di dati producono una nuova vista unica MACS J0717. I dati di Hubble rivelano galassie sia all'interno del cluster e molto indietro, e le osservazioni di Chandra mostrano tasche luminose di gas rovente riscaldato a milioni di gradi. I dati raccolti dal Jansky Very Large Array tracciano l’emissione radio all'interno del cluster, enormi onde d'urto simili a boom sonici attivati ​​dalla fusione violenta.


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Toothbrush Cluster

Messaggio  annali il Lun 21 Nov 2016, 16:24

“Spazzolino da denti” ecco com’è stato denominato quest’ammasso di galassie (RX J0603.3+4214), per la sua somiglianza con lo strumento che ben conosciamo.
Uno “spazzolino” di circa 6,5 anni luce, situato nella costellazione Auriga, a circa 2,7 miliardi di anni luce dalla Terra.
L’asta dello spazzolino (in verde) deriva dalle onde radio, l’emissione diffusa che rappresenta il dentifricio è prodotta dai raggi X, osservati in viola da Chandra.
Galassie e stelle sono in dati di luce visibile, dal telescopio Subaru, mentre una mappa da lente gravitazionale (in blu) mostra la concentrazione della massa, in gran parte formata di materia oscura.
 

Immagine NASA


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Re: Stelle Costellazioni Nebulose Buchi Neri

Messaggio  Charade il Mer 26 Ott 2016, 19:13

Di solito le sorgenti a raggi "x" , sono derivanti da fonti ad alto tenore massivo , tipicamente stelle massicce che si riducono a stelle di neutroni o in dipendenza della massa , se maggiormente superiore , anche in buchi neri ... 


Qui un ulteriore esempio di "Centaurus A" , che in questa immagine composita mostra i relativi i getti di espulsione...
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Esplosioni di supernove

Messaggio  annali il Mer 26 Ott 2016, 14:53

UGC 5189, una galassia irregolare di circa 36.000 anni luce situata nella costellazione del Leone, a circa 163 milioni di anni luce di distanza dalla Terra, è il sito dove nel novembre 2010 è esplosa una delle supernove più luminose osservate ai raggi X. Alla luce ottica, SN 2010jl (così denominata) era circa dieci volte più luminosa di una supernova tipica derivante dal collasso di una stella massiccia.
I raggi X provenienti dall’onda d'urto dell'esplosione sono stati fortemente assorbiti da un bozzolo di gas denso attorno alla supernova, spazzato fuori dalla stella massiccia prima che esplodesse.
Questa immagine composita, creato da 3 osservazioni tra il 7 dicembre 2010 e il 17  2011, mostra i dati di raggi X da Chandra nei dati viola, e ottici dal telescopio spaziale Hubble in rosso, verde e blu. 

  
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Il pianeta dalla pioggia di vetro

Messaggio  annali il Mer 31 Ago 2016, 03:50

Illustrazione artistica dell’esopianeta blu, HD 189733b,  situato a 63 anni luce da noi. I silicati in sospensione, di cui è ricca la sua atmosfera, disperdono la luce blu. È possibile che queste particelle condensino fino a formare gocce di vetro fuso, ricadendo poi sul pianeta. Il gigante gassoso orbita molto vicino alla sua stella e le temperature, lassù si aggirano intorno ai 1.000 gradi °C. 


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Attrazioni fatali

Messaggio  annali il Mar 30 Ago 2016, 11:49

NGC 4490 è una galassia spirale barrata vista nelle prime fasi di fusione con la galassia più piccola NGC 4485 (in alto a destra). L'attrazione gravitazionale tra le due galassie sta provocando la formazione stellare in entrambe le galassie, visibili come nuvole di colore rosso vivo di gas all'interno e nel tratto fra le due galassie. 


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Immagini dal cielo profondo

Messaggio  annali il Lun 29 Ago 2016, 02:07

NGC 7331 si trova a circa 50 milioni di anni luce di distanza nella costellazione settentrionale Pegaso, ed è simile per dimensioni alla nostra Via Lattea. Riconosciuta inizialmente come nebulosa classificata poi come galassia a spirale, è una delle più luminose e più brillanti del cielo. L'eccezionale struttura a spirale di NGC 7331 splende dietro un numero di stelle appartenenti alla nostra galassia, e di fronte a una splendida isola popolata da grande varietà di galassie lontane.
Le galassie più importanti sono circa un decimo della dimensione apparente di NGC 7331, trovandosi circa dieci volte più lontano.
Il loro stretto allineamento nel cielo con NGC 7331 può verificarsi solo per caso, visto attraverso le nubi diffuse costituite di polvere, molecole organiche complesse e gas, sopra il piano della Via Lattea.
NGC 7331 è stata scoperta dall'astronomo Wilhelm Herschel nel 1784.


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Puwe 1 Nebulosa planetaria

Messaggio  annali il Ven 19 Ago 2016, 01:48

Puwe 1 è una delle più grandi e più deboli nebulose planetarie di cui sia nota l'esistenza. Tuttavia è molto debole a causa della sua grande dimensione.
È stata creata quando una stella gigante rossa ha rigettato gli strati esterni, giunta alla fine della sua vita. Il gas è eccitato dal restante nucleo della stella, divenuta una nana bianca.  
L'immagine è stata ottenuta con la vista a grande campo della telecamera Mosaico sul telescopio di 4 metri Mayall a Kitt Peak National Observatory.
 

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La galassia Frankenstein

Messaggio  annali il Dom 31 Lug 2016, 22:03

È una galassia ritenuta dalle osservazioni di sempre solo una piccola comunissima vecchia galassia ellittica, mentre a un team di ricercatori che l’hanno osservata nell’ultravioletto, è apparsa immersa in una regione vasta di gas idrogeno dieci volte più grande di quanto si fosse mai mostrata.
Si tratta della galassia UGC 1382, subito soprannominata “galassia Frankenstein” perché in essa convivono tre tipi di galassie diverse, ellittica, barrata e a spirale, circondata da anelli di stelle giovani ancora in formazione e stelle vecchissime, situata  a 250 milioni di anni luce dalla Terra.
Nella foto è vista nelle tre versioni che l’anno svelata: la vecchia compatta galassia ellittica a sinistra, in mezzo la galassia spirale sovrapposta con i cerchi di stelle azzurre e a destra l’estesa nube di idrogeno (in verde) che avvolge tutto.
Lavoro svolto grazie al telescopio spaziale Galex, in orbita a 700 chilometri dalla Terra, lanciato dalla NASA nel 2003 per lo studio ultravioletto del cielo.

  
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La nebulosa di Orione

Messaggio  annali il Ven 22 Lug 2016, 17:19

Uno studio recente, condotto utilizzando la camera agli infrarossi montata sul Very Large Telescope dell’ESO, in Cile, ha raccolto l’immagine più profonda e completa della Nebulosa di Orione, mostrando molte stelle di piccole dimensioni, mai viste pima d’ora.
In questa sequenza di immagini è possibile apprezzare le differenze tra ciò che è in grado di vedere uno strumento che lavora nella banda visibile, come la camera montata sul telescopio da 2.2 metri dell’ESO, e ciò che ha visto lo strumento agli infrarossi del Very Large Telescope. Le lunghezze d’onda maggiori dell’infrarosso permettono di inoltrarsi in regioni polverose della nube e di mettere in luce molte stelle altrimenti invisibili. 


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Pulsar in Tucana

Messaggio  annali il Dom 26 Giu 2016, 23:37

SXP 1062 è una pulsar in un resto di supernova di 774 anni luce, a circa 180.000 anni luce di distanza nella costellazione meridionale del Tucano.

Nell’immagine si trova destra, a sinistra invece vediamo una spettacolare formazione di gas e polveri in una regione di formazione stellare. La caratteristica forma di bolla è il resto di supernova che racchiude la pulsar, il bagliore diffuso al centro rappresenta l’emissione di raggi X. Immagini ottiche rivelano che SXP 1062 è parte di un sistema binario e che dalla stella compagna, calda e massiccia, trae l’accrescimento della sua massa.

L'immagine a falsi colori unisce la vista a raggi X, basata su dati provenienti da XMM-Newton (blu), con i dati ottici dall’Osservatorio di Cerro Tololo, ottenuta utilizzando due filtri speciali che rivelano il verde dell’ossigeno e il rosso dell’idrogeno.


Conoscendo che le pulsar rallentano mentre invecchiano, la rotazione lenta che si nota in SXP 1062, sembra implicare si trovi in età avanzata, in contrasto con la relativamente giovane età del resto di supernova (tra i 10.000 ei 40.000 anni) che la circonda.


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Re: Stelle Costellazioni Nebulose Buchi Neri

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