CHICXULUB: STORIA DI UNA SCOPERTA

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COME SCOMPARVERO I DINOSAURI?
 
Nell’era mesozoica, estesa per circa 180 milioni di anni, i veri protagonisti furono i rettili, che conquistarono la terraferma, le acque e l’aria e dominarono la Terra per più di cento milioni di anni.
Erano ricoperti di squame come i serpenti, costruivano nidi come i coccodrilli, deponevano le uova e si occupavano dei loro piccoli come gli uccelli e molti erano, probabilmente, a sangue caldo come i mammiferi.
I primi fossili di questi enormi rettili furono ritrovati negli strati rocciosi dell’Inghilterra meridionale. Venne loro dato il nome di “dinosauri”, cioè “lucertole terribili”, tuttavia, non tutti furono di dimensioni gigantesche.
Per esempio, il Procompsognatus, vissuto circa 225 milioni di anni fa era simile ad un uccello, si muoveva sulle zampe posteriori e la sua altezza era di soli 50 centimetri.
I dinosauri furono comunque i più grandi animali terrestri che il nostro pianeta abbia mai ospitato.
L’apatosauro, conosciuto con il nome di brontosauro, era un erbivoro che raggiungeva la lunghezza di 25 metri e il peso di una trentina di tonnellate. Si cibava di un’enorme quantità di vegetali.
Anche i carnivori, come il tirannosauro, acquisirono enormi dimensioni per poter esercitare la loro attività a spese di prede così gigantesche.
Alla fine dell’era mesozoica, 65 milioni di anni fa, i dinosauri, insieme a molte altre specie viventi, si estinsero completamente, travolti da una delle più grandi catastrofi ecologiche mai avvenute sul nostro pianeta.
Secondo gli scienziati l’avvenimento fu provocato dall’impatto con la terra di un asteroide, la cui caduta diede origine a un grande cratere, individuato nello Yucatan ( Messico) che misura 180 km di larghezza e 300 di lunghezza.
La sua caduta provocò un’enorme massa di polveri che, portate dal vento alle alte quote provocò un improvviso raffreddamento del clima.
L’estinzione di questi grandi rettili, avvenuta circa 65 milioni di anni fa, segnò la fine del Mesozoico.
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Negli anni novanta, uno studente dell’università dell’Arizona, capitò in un piccolo villaggio di montagna nell’isola di Haiti, durante lo studio di alcuni depositi geologici del periodo di passaggio dal Cretaceo all’era Terziaria.
Si trattava di spessi depositi di roccia frammentata e disgregata, forse rimossi da altri luoghi e sparpagliati e collocati ovunque da un gigantesco tsunami, probabilmente provocato dall’impatto di un piccolo corpo celeste contro la Terra.
Nella roccia si scoprì un tipo di ghiaia di colore verde-marrone con forte contenuto di iridio e piccoli granuli di quarzo. L’osservazione al microscopio mostrò anche piccole sfere di tectiti (rocce fuse e vetrificate) segni evidenti di un fortissimo stress termico e di pressione.
La scoperta si rivelò molto interessante, ma, pur non essendo stato rinvenuto nessun cratere di alcun tipo nel bacino dei Caraibi sino a quel momento, i risultati della ricerca furono riportati a una conferenza internazionale di geologia suscitando vivo interesse.
Gli studi eseguiti da altri geologi dei frammenti ritrovati a Haiti mostravano chiaramente essere il risultato di un impatto asteroidale.
I dati raccolti furono talmente convincenti da indurre un gruppo di ricercatori californiani a studiare le immagini satellitari nell’area della penisola dello Yucatan, possibile ubicazione del cratere da impatto, evidenziata da un geofisico, nel 1978, esaminando i dati raccolti dalla scansione geomagnetica nell’area della penisola.
Fu così scoperto che esisteva un anello quasi perfetto di “cenotes” centrato sulla località di Puerto Chixchulub, (“coda del diavolo”) combaciante con i dati geomagnetici segnalati.
Nel corso degli anni si sono accumulati molti indizi che indicano la struttura sia un cratere “multiring” sul tipo di quelli che si osservano sulla Luna, su Mercurio e su alcuni satelliti di Giove.

Il limite Cretaceo-Terziario segna una profonda discontinuità nella storia della Terra, una linea di demarcazione tra le ere fondamentali della storia: quella Mesozoica (Vita Media) e quella Cenozoica (Vita Recente). Dopo l’impatto di Chixchulub, avvenuto 65 milioni di anni fa, la vita sul nostro pianeta cambiò per sempre, scomparvero i dinosauri, si popolò di animali diversi, e i mammiferi, prima insignificanti, riuscirono a sopravvivere e risultare la specie dominante, essendo piccoli e molto numerosi, capaci di adattarsi ai nuovi ambienti dove trovare modi di sfruttare quanto il mondo aveva loro da offrire.

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