GRANDI MUSICISTI

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28 luglio 1750, all'età di 65 anni, scomparve il grande compositore, organista, clavicembalista e maestro di coro tedesco, Johann Sebastian Bach...


   
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Il valzer simbolo di Johann Strauss
Nella Vienna dell'Ottocento fu la famiglia Straus, padri figli fratelli nipoti, tutti eccellenti compositori, che per decenni organizzò orchestre attive in tutta Europa, con valzer polche quadrighe. 

Quella degli Strauss era una musica da intrattenimento, elegante fantasiosa curata e, come si addiceva a quella particolare civiltà, sempre uguale a se stessa in modo di non turbare mai il piacere dell'ascolto o della danza, con la critica di una forma o la violazione di una qualsiasi regola. 

Il valzer "Sul bel Danubio blu", composto da Johann figlio divenne presto il simbolo di tutto ciò, tanto che ancor oggi, il primo di ogni anno, per la celebrazione della musica di danza viennese, un applauso rituale scatta appena il pubblico lo riconosce alle prime battute degli archi. 

Strauss aveva dato all'Austria il suo secondo inno nazionale, degno di stare al fianco di quello ufficiale composto da Franz Joseph Haydin.
 
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   Christoph Willibald Gluck

La musica creata da Gluck era destinata a diventare una pietra miliare nella storia musicale di ogni epoca, rivelando fin dai primi concerti una sensibilità e una capacità espressiva di gran valore.

Nato nel luglio del 1714 a Erasbach, nel Palatinato, fu condotto ancora bambino, in Boemia dal padre, soldato al servizio di illustri famiglie di nobili. Fu in quel paese slavo che si accostò con entusiasmo al mondo della musica, dimostrando qualità eccellenti.

Il suo primo maestro lo istruì sullo stile delle melodie italiane dell’epoca, e questo ebbe grande influenza nella formazione del giovane Gluck.

Quando andò a vivere a Praga come cantore di chiesa, entrò a far parte di quell’ambiente musicale e presto, per interessamento del principi Melzi fu condotto a Milano, alla scuola del maestro di cappella di Santa Maria Maddalena, dove trascorse quattro anni assimilando contenuti e forme della musica strumentale e dell’opera teatrale della scuola italiana, questa preparazione  musicale fu tale da influenzare  tutta la sua produzione.

Nelle sue opere traspare incomparabile la melodia pura, ricca di passione e al tempo stesso di una dolcezza che nessun altro artista riuscì mai a esprimere.

Nella seconda metà del ‘700 scrisse opere serie, sinfonie e ouverture all’italiana, brevi opere leggere e balletti, miscelati con estrema abilità.

Compose pregevoli opere come l’Orfeo e l’Alceste,  ma furono Ifigenia in Aulide e la nuova Alceste che lo avrebbero consacrato come artista immortale e indimenticabile. 














 







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Ultima modifica di annali il Mar 07 Lug 2020, 00:40, modificato 1 volta
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Il tempo è un grande maestro. Sfortunatamente uccide tutti i suoi allievi. (Louis-Hector Berlioz)
Musicista francese, nato a La Cote-Saint-André nel 1803, ha dovuto affrontare moltissime difficoltà per poter essere apprezzato dal pubblico e vedere realizzate le proprie capacità creative.

Di carattere testardo, con un’ indole battagliera ma dotato di indubbie doti espressive, riuscì, tra mille problemi, angustie e conflitti, a divenire una delle personalità più prestigiose in campo musicale del XIX secolo, tracciando una tappa importante nella storia della musica.



Ancora bambino, senza alcuna istruzione, aveva imparato a suonare un vecchio flauto trovato in casa, mentre a diciotto anni, obbligato a iscriversi a un corso di medicina a Parigi, ascoltando un’audizione dell’Ifigenia in Tauride, sentì l’intima conferma che alla musica avrebbe dedicato la sua vita.
Nonostante le minacce dei famigliari continuò a vivere a Parigi, affrontando anni di miseria vera, ottenendo però, di essere accolto nella scuola di Lesuer al Conservatorio.
Dopo il periodo di nera, per Berlioz le cose iniziarono a migliorare.  Sposò la donna che lo aveva respinto all’inizio e si impose con una serie di concerti a cui assistette Paganini, il quale    ammirò con passione la  musica e soprattutto la caparbietà, di questo musicista.
Appresa la storia delle sue vicissitudini, ormai a conoscenza di tutti, gli mandò un cospicuo assegno per consentirgli di continuare a lavorare e scrivere le sue opere.
Berlioz nella sua prima tournèe in Germania, dove tenne una serie di concerti in diverse città, conseguì i primi, veri, grandi riconoscimenti da parte del pubblico e di altri musicisti, come Mendelssohn e Schumann.
La popolarità presso il grande pubblico si alternò a volte con la critica della stampa, e fece assai più fatica a ottenere una certa stima in Francia, dove spesso, dovette impegnarsi in numerose collaborazioni giornalistiche per sopravvivere.
Accanito avversario di ogni snobismo e pregiudizio, nella vita personale quanto nella sua carriera, combatté con eroismo e coraggio luoghi comuni e ogni genere  di convenzioni, desideroso di esprimersi con una genialità tutta sua, che non si sarebbe mai piegata al gusto tradizionale di allora.
La sua musica comunque era destinata a incontrare il favore e l’incoraggiamento di un grande come Liszt, e divenire una tappa significativa nella storia della musica sinfonica francese.  


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Uomo d’immensa ricchezza artistica, Chopin era aperto all'esperienza che il mondo circostante gli offriva. Nelle sue opere, in particolare quelli derivati ​​da forme di danza, ha dato un’interpretazione in forma poetica della musica popolare polacca. Ammirava grandemente i grandi musicisti, da Bach, Mozart, Beethoven, affascinato dal loro stile. Conosciuto a un concerto di Varsavia, Nicolò Paganini, ne è rimasto tanto ispirato da comporre in seguito uno dei suoi più grandi capolavori. La sua salute cagionevole gli impedì di viaggiare come avrebbe voluto attraverso l’Europa. Dopo la sua morte, la sua musica oltrepassò i confini, conosciuta in tutti i continenti ed eseguita dai pianisti più illustri nei loro concerti in ogni parte del mondo.

Tchaikovsky - Il Lago dei cigni



Tchaikovsky deve la sua fama di compositore alla musica per balletto. La sua bellissima opera”Il lago dei cigni” fu messa in scena la prima volta al teatro Bolshoi di Mosca nel 1877, scritta nei due anni precedenti durante una delle tante estati trascorse  con la famiglia in un angolo di serenità spirituale.
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