POLVERE DI LUNA

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POLVERE DI LUNA

Messaggio  annali il Dom 13 Ott 2013, 23:21

 FAVOLA PER UN AMICO
Abitava in uno splendido palazzo, contornato da un giardino lussureggiante e amata da tutti gli abitanti della corte. Si chiamava Celeste e tale nome le si addiceva, tanto per la sua bellezza diafana, quanto per gli occhi che aveva più azzurri del cielo. Non usciva mai dalla sua stanza, situata nell’ala più alta del palazzo. Non aveva il permesso di farlo, essendo i genitori assai timorosi ed eternamente preoccupati dei pericoli che avrebbe potuto incontrare fuori dalle mura protettrici.
Celeste, ogni sera, si poneva alla finestra e sospirava osservando la Luna che, da lassù, in alto, sembrava osservarla a sua volta con un accenno di sorriso sul faccione lattiginoso. Quando era nel pieno della sua fase, era tanto prossima a sfiorare l’alta torre del palazzo, che Celeste tendeva la mano nel fanciullesco tentativo di imprimervi il suo calco. Cosa, che ovviamente, non poteva succedere.
Una sera, un giovane giardiniere, segretamente innamorato di lei, fu scorto  mentre si sporgeva,  incautamente,  dalla siepe in cui, spesso, si appostava per avere una più ampia visione dell’amata.
Subito, Celeste, si ritrasse spaventata, poi ci ripensò e decise d’interpellare il giovane sconosciuto.
“ Chi sei, tu che ti celi tra i rami dell’albero?”
Il giovane fu pieno di timore pensando alla punizione che avrebbe ricevuto per la trasgressione commessa. Per ordine del Signore di palazzo, nessuno poteva, infatti, intrattenersi sotto la finestra della fanciulla. Urgeva lavorare di fantasia, sfruttando a suo vantaggio, l’attrazione che sapeva dell’amata per la Luna.
“ Sono un viaggiatore dello spazio, provengo dalla Luna per recuperare alcuni suoi raggi scivolati e trattenuti nel laghetto”.
Celeste osservò la superficie increspata del lago che s’intravvedeva oltre il giardino e costatò che effettivamente il chiarore lunare lo illuminava con larghi cerchi concentrici.
“Ecco !” esclamò “ Li vedo ora. Ma come farai a riportarli lassù?” chiese non senza una nota di dubbio nella voce.
“ Non mi è difficile farlo, sono impregnato di polvere di Luna che mi agevola nello spostamento, è una polvere speciale che mi permette di muovermi in ogni direzione quando devo seguire l’astro nel suo spostamento nel cielo”.
Celeste sgranò gli occhi a quella rivelazione: “ Polvere di Luna? Oh! Saresti così gentile da donarmene un poco? Vorrei anch’io poter volare fuori da questa stanza dove passo tutto il mio tempo. Vorrei vedere il mondo, la Luna da vicino e magari arrivare  fino a  qualche stella lontana”.
Il giovane, colto di sorpresa, lì per lì non seppe come rispondere, ma poi, essendo dotato di molto spirito inventivo seppe trovare la risposta giusta.
“ Lo farei volentieri anche subito, ma prima devo adempiere il mio compito e se ti donassi un po’ della polvere che mi permette di volare stasera, non sono sicuro di riuscire a raggiungere la Luna, che come ben conosci, è assai distante”.
“Ma poi ritornerai non è vero? Magari potrei accontentarmi di poca polvere, anche se non potrò volare in alto almeno contemplerò e toccherò la lucentezza della Luna.”
“ Lo farò, te lo prometto, alla prossima Luna piena tornerò da te e ti donerò tutta la polvere che riuscirò a trattenere nelle mani.”
Celeste attese che il giovane ritornasse come promesso, ogni sera affacciata alla finestra, aspettando paziente che la Luna si mostrasse di nuovo in tutto il suo splendore.
Infine, una sera, uno schiocco tra i rami nel giardino segnalò la presenza di qualcuno appostato.
Si sporse piena di speranza e lo vide: era proprio lui! Era ritornato per adempiere la promessa.
“ Guarda!” disse mostrando le mani impregnate di polvere bianca, trasparente come cristallo di rocca, quale, in effetti, poteva essere.
“Ora, come faccio a donartela?” Era davvero un problema insormontabile: Lei era lassù, nell’alta torre, dove lui non sarebbe mai potuto salire.
“Scendo io, per una volta posso trasgredire, poiché non oltrepasserò le mura del palazzo.”
Così fece, sorprendendo le guardie che non osarono contrastarla.
Nel giardino trovò il giovane e le loro mani si unirono. La polvere passò nelle mani di Celeste che rimase estasiata a contemplarla con occhi lucenti.
Il rumore di passi affrettati poco distanti, fece dileguare il giovane in un batter d’occhio, per evitare il castigo stabilito per i trasgressori, mentre Celeste si lasciva ricondurre nell’alta torre, sua dimora permanente, nascondendo le mani alla vista di chiunque l’avvicinasse.
Evitò di lavarsi e di toccare ogni cosa, e  notte dopo notte, attese il ritorno del giovane, senza sapere che le guardie lo avevano sorpreso nel giardino e rinchiuso nelle segrete del palazzo.
La Luna poi, era sempre nascosta dietro le nuvole che ogni sera si addensavano nel cielo.
Riapparve molto tempo dopo, giusto la sera  in cui riapparve anche il giovane, avendo  terminato di scontare la sua pena.

 
 
Celeste, piena di felicità, corse a perdifiato giù per le scale per incontrarlo, inseguita dalle grida della sua ancella.
Lui non era più cosparso di polvere di Luna, se n’era andata nei lunghi giorni di prigionia trascorsi nelle segrete buie e umide.
Lei lo toccò con le sue mani ancora cosparse della polvere magica e fu allora che lui si dissolse davanti ai suoi occhi. Sgomenta, alzò gli occhi al cielo cercando una spiegazione. Un brillio improvviso l’accecò per qualche istante. La Luna rifletté il suo splendore nel laghetto, dove riapparve il giovane. Corse verso di lui ed entrò nel lago. L’acqua la ghermì e l’attirò nel cerchio gelido del riflesso lunare. Osservò le mani. Niente più polvere, solo un richiamo lontano proveniente dal fondo. Chiuse gli occhi avvilita e si lasciò sopraffare dal torpore che l’invase.
Si risvegliò con un lungo sospiro, convinta di essere morta.  Accanto a lei c’era il giovane, teneramente in attesa del suo ritorno alla vita.  Non seppe darsi una spiegazione a quanto era accaduto.
“Che cosa è successo?” Chiese non ancora pienamente cosciente. “ E la polvere di Luna? Oh! Povera me! Tutto inutile… se n’è andata.”
Guardando gli occhi innamorati del giovane davanti a sé, capì quanto poco importante fosse qualunque cosa che non sia l’amore. Desiderava la polvere di Luna solo perché, chiusa nella sua solitudine, la giudicava irraggiungibile.
“ Era solamente polvere,” le sussurrò il giovane “ Vieni con me e coronerai ogni sogno. La Luna ci rischiarerà il cammino”.
E la Luna, dall’alto, sorrise osservando la scena, scosse il suo manto e li cosparse di  polvere d’argento.


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