IL CRISTIANESIMO

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ERESIE E MOVIMETI RIFORMATORI

Messaggio  annali il Sab 21 Dic 2013, 02:24


 
La ricchezza della chiesa, la sua commistione con il potere politico e uomini di chiesa privi di sincera vocazione spirituale sono motivo di scandalo per chi, rifacendosi ai vangeli, afferma la povertà di cristo e la spiritualità del suo messaggio. Numerosi movimenti pauperistici chiedono una chiesa più vicina al modello dl suo fondatore e spesso propongono visioni teologiche eterodosse, per questo indicate come eretiche e represse.
I Catari, un movimento d’impronta manichea del sud della Francia (detti anche Albigesi, dalla città di Albi) saranno repressi con una vera crociata, stesso avverrà per i Valdesi, nati a Lione e di dottrina ortodossa, condannati per l’affermazione che anche i laici possono predicare, come nelle chiese protestanti nelle quali poi confluiranno.

Nel XV secolo iniziano a farsi largo movimenti che nel secolo successivo daranno vita alla riforma protestante. John Wyclif, teologo inglese, propone un’opera di riforma indicando come modello la chiesa apostolica e togliendo importanza ai sacramenti e dunque al clero. Afferma inoltre che la presenza di Cristo nel pane e nel vino eucaristici sia solo spirituale. Le sue tesi ispirano il teologo boemo Jan Hus, condannato e bruciato come eretico dal concilio di Costanza nel 1415, tutti questi movimenti riformatori trovano il loro motivo d’essere nello scandalo che desta una chiesa ormai troppo legata al potere e alle lotte dei vari sovrani. Il dissenso sempre più forte verso quest’atteggiamento sfocia nello scisma d’occidente.
All’inizio del XVI secolo l’europa, il potere imperiale si estende solo sui principi tedeschi mentre i grandi regni nazionali di Francia, Inghilterra, Spagna e dell’emergente Russia, iniziano a lottare fra loro e con l’impero per la supremazia e l’autonomia. In un’epoca in cui i sovrani reggono il loro potere sull’idea dell’investitura divina, l’influenza della chiesa di Roma è mal tollerata da diverse corone, tanto che per togliere al Papa ogni voce in capitolo il re Enrico VIII d’Inghilterra, nel 1534 si proclama capo della chiesa della sua nazione, creando di fatto la Chiesa Anglicana. Eventi, questi, che si collegano alle vicende accadute anni prima in Germania, protagonista il monaco agostiniano Martin Lutero.
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IL CRISTIANESIMO

Messaggio  annali il Mar 17 Dic 2013, 00:45



Il Cristianesimo è una delle tre grandi religioni monoteiste e condivide con Ebraismo e Islam la fede nello stesso unico Dio. La religione cristiana però specifica nell’unicità di Dio la suddivisione trinitaria in Padre Figlio e Spirito Santo.
L’origine della dottrina cristiana è legata alla fede nel fatto che Gesù sia il Cristo. L’epoca in cui visse è segnata da un forte messianismo e l’occupazione romana porta i più ad attendere un liberatore che guidi il popolo in una rivolta per la liberazione di Israele (la motivazione finale della condanna di Gesù è proprio essersi proclamato re dei Giudei). Gesù, invece si poneva come liberatore spirituale, soprattutto un liberatore degli uomini dai fardelli imposti dalla religione ebraica, in particolare dal culto esteriore e da un rapporto con dio basato sul timore e non sull’amore verso un essere che nei Vangeli chiama col nome di “padre”. La sua risurrezione è vista come la prova, per i cristiani, del suo essere il Messia: Gesù muore di Venerdì sulla croce, ma la domenica mattina le donne trovano la tomba vuota e nei Vangeli si racconta delle sue apparizioni ai discepoli. La fede della risurrezione di Gesù è fondamento del Cristianesimo. Il concetto di Trinità è il frutto di lunghi dibattiti sulla natura di Gesù e la sua relazione con Dio Padre. In questa dottrina s’inserisce la figura dello Spirito Santo: secondo il credo formulato al Concilio di Nicea, Padre Figlio e Spirito Santo, sono tre persone diverse ma della stessa sostanza, rendendole, di fatto, un unico Dio. Come questo sia possibile è spiegato dalla teologia cristiana come una realtà da sempre esistente, in relazione come amore. Nel Cristianesimo si esprime anche la fede della resurrezione dei morti dopo la fine del mondo e il Giudizio universale. Oltre l’inferno, luogo di dannazione, e al paradiso, riservato ai credenti e ai salvati, è introdotto anche il purgatorio, luogo questo di purificazione. Una concezione derivata dall’idea teologica, introdotta nel periodo medievale, secondo cui il peccato deve essere espiato durante la vita o si potrà fare dopo la morte.
Il Giudizio Universale coinvolgerà tutte le genti di ogni epoca, con Gesù che ne sarà giudice della definitiva dannazione o redenzione.
Secondo la morale cristiana chi compie il bene è predestinato alla salvezza, interpretazione derivata dall’idea che la salvezza avvenga tramite la fede.
Le divisioni interne alla chiesa cristiana iniziano dai primi secoli con le dispute teologiche per accentuarsi con la divisione dell’Impero Romano e la diffusione dell’Islam. Nascono così la Chiesa ortodossa, quella cattolica, i Cristiani copti in Egitto, i Maroniti nel Libano e la Chiesa Armena. La riforma luterana apre la via alle prime chiese riformate che preferiscono definirsi evangeliche, comprendenti, oltre i Luterani, i Calvinisti e Battisti. La riforma viene ripresa da correnti ritenute in precedenza eretiche, quali i Valdesi. In seguito si ramificano nuovi gruppi: i Metodisti, i Quaccheri, gli Avventisti e i Mormoni.
(segue)
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