I MACCHIAIOLI

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Re: I MACCHIAIOLI

Messaggio  annali il Gio 03 Mar 2016, 23:36

Telemaco Signorini (Firenze 1835- 1901) è stato uno dei più importanti pittori macchiaioli. La sua pittura era indirizzata verso la ricerca di una forte luminosità. Per questo motivo i macchiaioli dipingevano sotto il sole direttamente sulla tela o sulla tavoletta, studiando i contrasti di luce e d’ombra, ossia il chiaroscuro, anche servendosi di un espediente appreso dalla pittura francese: il motivo da dipingere osservato riflesso in uno specchio nero che poneva in risalto i contrasti tra parti chiare e parti scure eliminando la linea di contorno. Ecco quindi la definizione di “macchia”, pittura direttamente ispirata alle impressioni visive suscitate dalla realtà.

 

 Silvestro Lega – (Modigliana 1826- Firenze 1895)
Toscano di adozione, è uno dei massimi esponenti dei macchiaioli, con il suo naturalismo poetico, la freschezza della pennellata con cui raccontava attimi di vita quotidiana. Dipinse soprattutto le figure in primo piano o nell’ambiente. La macchia costruisce la forma senza bisogno di contorni, ma soltanto con le variazioni di tono e i contrasti di colore.

 
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I MACCHIAIOLI

Messaggio  annali il Mar 24 Giu 2014, 01:44


Giovanni Fattori - La battaglia di Magenta
 
Da “macchia”, tecnica pittorica basata sugli effetti della macchia di colore deriva il nome di macchiaioli, dato a un gruppo di pittori in prevalenza toscana.
Innovatori, insofferenti dello studio accademico, questi artisti rifiutarono di dipingere soggetti storici e allegorici, che andavano di moda nella prima metà del XIX secolo, dedicando tutti i loro sforzi allo studio della natura e della realtà di tutti i giorni.
Dipingevano all’aperto con il cavalletto portatile e la valigetta con colori e pennelli, osservando con attenzione il gioco della luce sulle cose direttamente dal vero.
I pittori più importanti furono Giovanni Fattori, Silvestro lega, Telemaco Signorini, Giovanni Boldini, Raffaello Sernesi, Vito d’Ancona, Vincenzo Cabianca. Il periodo più fecondo della loro attività fu dal 1860 al 1880.
I macchiaioli, nonostante fossero respinti alle mostre ufficiali, essendo la loro pittura incompresa da pubblico e dalla maggior parte dei critici d’arte, portarono avanti la loro ricerca con coraggio e grandi sacrifici.
In generale, il linguaggio pittorico dei macchiaioli è basato sugli accostamenti di macchie di colore, che, creando contrasti di chiaro e di scuro, di pallido e di vivace, definiscono alberi, figure, boschi, animali, le forme semplificate, i particolari ridotti all’essenziale.
I soggetti prediletti furono la campagna toscana, la vita semplice contadina, i militari, e ogni figura che appare quotidianamente nelle strade.
Caposcuola del movimento fu considerato Giovanni Fattori (Livorno, 1825- Firenze, 1908).
Nei suoi quadri descrisse l’aspra bellezza della sua terra, i guardiani di mandrie, i cavalli, la vita militare.
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