Dalla scoperta delle Americhe alla rivoluzione americana

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Iwo Jima 10 a 1

Messaggio  misterred il Gio 23 Feb 2017, 10:39

Per amore della verità bisogna dire che i giapponesi difendevano l'isola con 21.500 soldati (tra marinai, fanti e aviatori).
Erano sotterrati (si, la parola giusta è questa) dentro cunicoli e caverne scavate sotto il suolo dell'isola vulcanica.
Uscivano di notte per colpire e poi rientrare.
Qualcuno ha detto : "i giapponesi combattevano per morire non per vincere".
Non aveva tutti torti, la guerra era ormai perduta e lo sapevano. Ma volevano mostrare al mondo
(caso mai ce ne fosse stato bisogno) il valore del soldato nipponico che non si arrende mai, neppure
di fronte alla strapotere del nemico.
Infatti, di fronte avevano una armata di almeno 150.000 ( o forse 200.000 uomini) tra Marines (71.000)
aviatori, marinai.
Centinaia di aerei, centinaio di navi, decine di portaerei. Sommergibili. Navi cisterna.
Una forza immensa.
L'alto comando americano avevano pianificato la conquista dell'isola in 36 o al massimo 72 ore.
I giapponesi hanno resistito (in condizioni sub-umane, senza cibo né acqua per giorni o forse settimane)
oltre un mese e mezzo.
L'attaccamento alla Patria e al suo Imperatore (Tenno) del soldato giapponese era altissimo.
I pochi che si sono arresi l'hanno fatto loro malgrado perchè feriti, senza munizioni e ormai privi di forze.
Qualche sparuto soldato continuerà a combattere. Un paio saranno ritrovati nel 1951 ancora nascosti
nei sotterranei dell'isola.
A Okinawa sarà ancora peggio (Aprile-giugno 1945).
Proprio su queste spiagge insanguinate, gli americani progetteranno il lancio delle bombe atomiche.
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flag to iwo jima (1945)

Messaggio  misterred il Gio 23 Feb 2017, 10:29

Iwo Jima è un'isoletta vulcanica molto piccola (circa 20 km q.)
A forma di pera. Un cratere sovrasta l'isola, sito alla sua estremità più piccola.
Un rilievo di circa 170 mt. Lo chiamano "Monte Suribachi".
Da quel cratere le batterie giapponesi sparano sulla flottiglia da sbarco.
Il Monte deve essere conquistato.
I Marines si inerpicano sulle ripide e aguzze scogliere e sassi del monte e
il 23 febbraio issano la bandiera a stelle e strisce sulla sommità.
Un fotografo immortala la scena. La foto diverrà famosissima e farà
il giro del mondo.
Il mondo conosce il grande valore dei Marines, la loro audacia e il loro
sprezzo del pericolo.

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Sbarco su Iwo-Jima, 19 febbraio 1945

Messaggio  misterred il Dom 19 Feb 2017, 13:34

Nella mattinata del 19 febbraio le prime ondate di  Marines sbarcano sulla spiaggia di Iwo Jima.
Non li accoglie nessuno. Silenzio e tranquillità.
I giapponesi a differenza degli italiani e tedeschi (fronte occidentale) non sparano.
Attaccheranno soltanto a notte fonda, al grido di Banzai.
Tutta la guarnigione giapponese si immolerà per il Tenno.
Su ventimila soldati, saranno catturati dai Marines soltanto un migliaio, perchè feriti e
impossibilitati a suicidarsi.
La battaglia terminerà un  mese e mezzo dopo.[img][/img]
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Febbraio 1945, battaglia di Iwo Jima

Messaggio  misterred il Sab 18 Feb 2017, 14:55

Una delle più cruente battaglie svoltesi durante la seconda guerra mondiale, in particolare nel teatro del Pacifico.
Circa ventimila giapponesi aspettano lo sbarco di oltre 70.000 Marines.
I soldati giapponesi moriranno tutti per difendere l'isola (compreso il comandante).
I Marines avranno oltre settemila perdite e il doppio di feriti.
Alcuni giapponesi saranno ritrovati, vivi e ancora combattenti, in un anfratto
dell'isola nel 1951.
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Battaglia di Isandlwana : gennaio 1789

Messaggio  misterred il Mar 24 Gen 2017, 14:41

La famosa disfatta delle Red Coats contro i guerrieri ZULU (Gennaio 1879, 22,23)
Nell'intento di occupare quelle pianure l'uomo bianco in tenuta rossa ebbe un celebre
rovescio a causa della sempre ottusità dei comnandanti bianchi che valutavano
inferiori i neri.
Il preponderante numero delle armate Zulu sopraffece una colonna britannica nei
pressi della montagna sacra di Isandlwana (Sud Africa).
Nel mio disegno di 4 anni, un momento della battaglia nella missione di Rorker's Drift,
celebrata da un famoso film (ZULU!)
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Processo di Chicago, 1879

Messaggio  misterred il Sab 15 Ott 2016, 12:42

Processo di Chicago : Reno e Benteen sotto accusa per la sconfitta di Custer.
1879, si apre a Chicago un importante processo.
Il magg. dell'US. Cavalry Marcus Reno e il Cap. F. Benteen vengono processati per il mancato aiuto portato agli uomini del Gen. Custer (in realtà Ten.Col,) e aver quindi lasciato morire i soldati del generale a Little Big Horn.
L'accusatrice è vviamente "Libbie" la vedova del generale Custer, che nutre profondo odio verso il magg.Reno, sospettandolo di codardia e ubriachezza.
Furono sentiti molti testimoni (tra cui il conte-soldato Di Rudio (italiano) e Giovanni Martini (John Martini, italiano, ex camicia rossa).
IL FATTO :
Stato del Montana USA, regione delle Black Hills. Anno Domini 1876, giugno.
Un grosso villaggio indiano minaccia i lavori della ferrovia e assalta minatori che cercano oro sulle "Colline nere" (zona di influsso spirituale per gli indiami).
Viene mandato un reparto di cavalleria (7° Cavarly) con al comando il famoso generale Custer, uomo ambizioso e con fama di massacratore di indiani.
Al reparto di circa 780 cavalleggeri, dovrebbe seguire in supporto un'altra colonna di fanteria al comando dei generali Terry e Gibbon (circa quattromila uomini).
A Custer viene consigliato di non prendere iniziative, ma aspettare la fanteria dei suddetti terry-Gibbon, armati con cannoni e mitragliatrici.
Ovviamente Custer che non vuole dividere il merito della facile vittoria con altri, fa di testa sua e la mattina del 25 giugno 1876, divide il suo reparto in tre gruppi (e sarà la sua fine).
Il primo gruppo, sotto il suo comando, apre le ostilità (giornata di domenica),
e viene massacrato fino all'ultimo uomo (si salverà solo un cavallo).
Benteen e Reno trovano riparo in un boschetto e non si muoveranno da lì fino all'arrivo dei reparti di fanteria di Terry e Gibbon.
CAPO DI IMPUTAZIONE
A Benteen e Reno viene mossa l'accusa di codardia, per essere rimasti al riparo (nel boschetto) e non aver portato soccorso a Custer, nonostante la richiesta del generale (ordine scritto : Bring packs.....portate munizioni).
TESTI
I soldati del 7° Cavalleria partecipanti alla battaglia, gli stessi Marcus Reno e Frederik Benteen e altri.
CORTE
law Court of Chicago, 1879.
SENTENZA
Assoluzione per gli imputati, in quanto, viste le circostanze e sentiti i testi (tra cui John Martin trombettiere di Custer), la Corte ravvisò che era impossobile in quel frangente aiutare gli uomini di Custer, che si erano infilati in una battaglia contro impari numero di indiani.
Anzi, avevano risparmiato la vita a numerosi soldati, che sicuramente sarebbero morti ove fossero usciti dal boschetto per aiutare gli uomini di Custer.
EPILOGO
John Martin continò il militare e poi divenne ferroranviere a New YORK. Morì in seguito ad un incidente stradale, ormai vecchi e stanco dei ricordi di quella battaglia.
Marcus Reno, venne radiato successivamente, orlami alcolizzato e invischiato in risse amorose (morì pochi anni dopo dimenticato da tutti).
Benteen proseguì la carriera.
Elizabeth Bacon Ved.Custer non si risposò più e visse nel ricordo del marito e morì molto anziana. Non andò mai sul luogo della battaglia.
CINEMATOGRAFIA
La battaglia del LIttle big horn divenne la battaglia più celebrata dagli USA e furono tanti i film girati per raccontare la storia.
OGGI
Il ricordo un pò si è perso, e al memorial monument of Little Big Horn non ci va più quasi nessuno (come da noi a Pianto Romano) tant'è che il terreno era stato messo in vendita.
Solo il vento soffia su quelle valli, oggi, come allora.
FINE
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Battaglia del Little Big Horn, luogo della battaglia

Messaggio  misterred il Dom 26 Giu 2016, 13:28

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Battaglia delLittle Big Horn

Messaggio  misterred il Sab 25 Giu 2016, 09:54

Storia del west :
25 giugno 1876, Battaglia del Little Big Horn.
Ne parlerò più dettagliatamente domenica, dato che la battaglia si svolse appunto di domenica.
Per ora dirò:
1. George Armstrong Custer comandava una colonna doi circa 700 uomini, alla ricerca e caccia di Indiani Sioux;
2. Luogo della battaglia : il Big Horn e little Big Horn (un affluente), sito nello stato del Montana (ai confini col canada);
3. Col generale (anzi ten.Colonnello) vi erano alcuni suoi familiari, e giornalisti (tutti morti nella battaglia)
4. Custer, ambiva alla Casa Bianca, e quell'anno si festeggiava il 100° anniversario della Rivoluzione Americana (4 luglio 1776); per quella data Custer avrebbe voluto portare al Congresso la sua strabiliante vittoria, ecco il perchè della sua fretta;
5. Custer considerava gli indiani inferiori (10 indiani per un bianco);
6. Non ascoltò i consigli di nessuno, né dei suoi superiori (che lo invitavano alla prudenza), né degli scout indiani (lo avvisarono che al campo indiano c'erano migliaia di guerrieri pronti alla battaglia);
7. per arrivare primo ed essere l'artefice della vittoria, divise la sua colonna in 3 parti (Custer,Reno,Benteen);
8. Accelerò l'attacco, invece di aspettare la fanteria di Terry-Gibbon (circa quattromila soldati); ciò per non dover spartire il merito della vittoria con altri;
9. Otto anni prima al Wachita aveva riportato una grande vittoria, massacrando donne e bambini inermi; pensava di ripetere la stessa azione.
10. Sperando di sorprendere gli indiani, divise, come abbiamo già detto il suo reparto in tre tronconi, però sganciandosi dagli altri due (magg.Reno e cap.Benteen;
11. Possiamo dire tutto e il contrario di tutto del tel.Col. G.A.Custer (di origine tedesca, vero nome Kuster), ma morì insieme ai suoi uomini, su quella collina dove si era inerpicato per resistere in attesa dei riforzi che non giunsero mai.
La battaglia terminò intorno alle 5 p.m. del 25 giugno 1876.
Segue.......
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La repubblica (o Regno?) di Masaniello.

Messaggio  misterred il Dom 01 Mag 2016, 14:53

Storia : La repubblica di Masaniello
Napoli, 1647.
Tommaso Aniello (D'Amalfi), pescivendolo e popolano di Napoli, incita alla rivolta il popolo partenopeo.
La diatriba nasce dalle nuove tasse imposte dal viceregno di Napoli, specilamente sul pane e sui pesci del mercato.
La gente napoletana è esasperata, si muore di fame e le tasse aumentano.
Masaniello si pone alla testa di un pugno di rivoltosi, che col tempo si incrementa di numero fino a diventare una vera e propria riviluzione.
I notabili napoletani sono costretti alla fuga.
Masaniello riesce a far eliminare i dazi e le imposte. Il popolo lo acclama Re di Napoli.
Regno di brevissima durata, solo una manciata di giorni.
Tutto cambia in fretta, accusato di pazzia fu incarcerato e ucciso a archibuigate da guardie pagate apposta dai nobili.
Non sapremo mai la pazzia di masamiello da dove derivò. Forse da un intruglio fattogli bere apposta, o forse la salita al potere cossì repentina gli diede alla testa, tanto da progettare ponti tra napoli e la Spagna.
Insomma, una figura controversa di cui non sapremo mai l'esatta connotazione politico-sociale.
I suoi resti dapprima venerati poi eliminati.
Di lui restano i nomi di Piazze e strade a napoli e una memoria storica come detto controverso e a volte ridondante.
Un antesignano dell'Illilluminismo francese? Un antesignano degli ideali risorgimentali italiani? O forse un politico illiminato?
Thomaso Aniello, Vico Rotto, Napoli, 1647
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Dalla scoperta delle Americhe alla rivoluzione americana

Messaggio  misterred il Sab 02 Ago 2014, 14:48

Questa sezione accoglierà tutti gli avvenimenti dalla scoperta dell'America anzi delle Americhe (1492)  fino alla Rivoluzione americana (fine 1700) e far west.
Chi vuole può scrivere.
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