STRUMENTI MUSICALI NELLA STORIA DELL'UOMO

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STRUMENTI MUSICALI NELLA STORIA DELL'UOMO

Messaggio  annali il Gio 08 Ago 2013, 01:40


 
 
Partendo da un semplice paragone tra le invenzioni strumentali che le culture primitive ricavarono da zucche e bambù, e il complicato meccanismo che contraddistingue pianoforti e organi moderni, si potrebbe essere indotti a credere che gli strumenti musicali si siano evoluti da modelli semplici ad altri sempre più complessi e perfezionati.
Ripercorrere all’indietro i vari stadi di sviluppo sino alla sua forma più semplice sarebbe, oltre che superficiale, alquanto fuorviante. Risulterebbe più comodo classificare, nell’impossibilità di stabilire una cronologia discriminando fatture semplici da tecniche complicate, popoli e tribù secondo il loro maggiore o minor grado di civilizzazione, sistemando i loro strumenti nel quadro risultante.
 
Classificazione che potrebbe risultare comoda sì, per l’apprendimento, ma in teoria impraticabile, poiché non tutti i popoli si sono evoluti allo stesso livello culturale, con le stesse mentalità, organizzazione sociale e con la possibilità di reperire materie prime simili in tutte le regioni. Ogni popolo reagisce in maniera differente alle emozioni, reagendo a stimoli emozionali in maniera differente, indipendentemente dal livello culturale.
 
La ricchezza e varietà degli strumenti musicali sono le conseguenze di tutte le condizioni ambientali di un popolo, del suo habitat.  Vi è un netto contrasto tra  il suono terrificante di rombi e trombe, tra le note dei primi sonagli e i piedi pestati a terra.
 
La cultura musicale ai tropici, per esempio, può essere stata facilitata dalla  presenza  in quei luoghi di grosse noci di cocco e zucche, oltre a gigantesche canne di bambù che forniscono materiale per strumenti a percussione e a fiato. Il potere magico della tromba è stato spesso accentuato con il colore rosso o con ornamenti di stoffa rossa. Ancora oggi gli eserciti dell’Europa ripongono le loro trombe avvolgendole in feltri rossi; rosso è pure il colore distintivo di molte bande militari, esempio persistente e tenace di un’antica tradizione.
 
La tromba era comune tra gli indiani del Sud America e i gli africani, che la ricavavano da corna di antilope o da zanne d’elefanti.
 
Gli uomini primitivi, oltre che delle loro trombe tubolari, si servivano anche di grosse conchiglie, la cui apertura naturale sostituiva il padiglione. Come una vera tromba aveva un potere magico, accresciuto quando veniva recitata una formula sacra dentro la conchiglia. Erano impiegate nei rituali del raccolto e del matrimonio, negli incantesimi per attirare la pioggia e nella presentazione di doni particolari.
Derivando da un animale acquatico, alla conchiglia si conferiva il potere di agire sulle acque e di conseguenza sulle maree e sulla luna. Per il suo legame con l’acqua, per antica credenza, era ritenuta capace di attirare la pioggia o di arrestarla quando troppo abbondante.
 
Possiamo ritenere che l’uomo ad un certo stadio del suo sviluppo possa aver  inventato strumenti e attrezzi  simili ad altri popoli dislocati in altre aree della terra abitata, o invece la assonanza e distribuzione sia dovuta a migrazioni partite da pochi centri d’ispirazione?


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