Genti luoghi e paesi ...

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Re: Genti luoghi e paesi ...

Messaggio  misterred il Gio 17 Lug 2014, 18:55

Non c'è bisogno mister, il colore della sabbia è dovuto ai componenti minerali della sabbia.
Stai tranquillo che qua il bagno lo puoi fare tranquillamente (con annesso "gavettone" sulla capa per te, per il dubbio che hai insinuato). afro
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Re: Genti luoghi e paesi ...

Messaggio  Azzurra il Gio 17 Lug 2014, 18:52

la bellissima spiaggia rosa, in Sardegna, dove pare non si possa
più mettere piede perché i cretini "se la sono magnata" un po' alla volta
con la scusa del ricordo.

Vero, i batteri sono anche utili.

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Re: Genti luoghi e paesi ...

Messaggio  Charade il Gio 17 Lug 2014, 18:48

Tara ha scritto:inquietante  ? 
Aho ! nel mio mare non ci sono batteri..
finiscila va... pirat 
Finiscila va?,,, 
Vedo che la lupa perde la daga ma non la fionda ,,, Ti ho conosciuta sempre come una che non le manda a dire ,,, eppure siccome i batteri sono indiscutibilmente ovunque , mi aspettavo che tu da oggi stesso ti fossi messa un camice e occhiali da dottoressa e con alambicchi e pipette di prelievo , ti fossi recata in un laboratorio ambientale dell'isola per confutare tale inquietante eventualità ,,, Fermo rimanendo comunque che non tutti i batteri sono nocivi e che non necessariamente la colorazione sia dovuta ad essi ,,, Ad esempio c'è la famosa caletta della terra dei nuraghi che ha colorazioni rosa -rosse ,,, uno spettacolo ! 
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grafico a torta

Messaggio  misterred il Lun 16 Giu 2014, 19:46

Se facevi un grafico a torta era meglio, più comprensibile.
P.s. anche perchè è quasi ora di cena. bounce
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Istat x comprendere

Messaggio  Charade il Lun 16 Giu 2014, 19:38

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Re: Genti luoghi e paesi ...

Messaggio  Charade il Lun 16 Giu 2014, 19:23

sanvass Wrote 
Il "masculo geloso" di una volta è una figura ormai in via di estinzione anche qui. affraid



Uhmm , dipende molto dalla scolarità media che ancora potrebbe esistere nell'isola (e non solo) ,,,
Per me ci sono larghe fette di popolazione anche nuove leve che sono affette da queste anomalie , cause prime o incubatrici di femminocidi - 
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Galleria Vittorio Emanuele (MI) in Qatar

Messaggio  misterred il Ven 06 Giu 2014, 11:34

leggo dai giornali (C.d.S) che in Qatar stanno o hanno realizzato una copia della galleria Vittorio Emanuele
di Milano. Con marmi di carrara e Siena.
Un'opera monumentale in pieno deserto.
Qui in Italia invece i nostri beni li lasciamo cadere a pezzi e costruiamo palazzoni anonimi e grigi.
A quando un vero rinascimento culturale in Italia?
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Re: Genti luoghi e paesi ...

Messaggio  Teti il Mer 04 Giu 2014, 15:53


"Imaginary World" è una mostra di sculture vegetali organizzata nel giardino botanico di Atlanta (Stati Uniti).
Vengono riprodotti sia animali che personaggi di fantasia,come la dea della terra alta ben 7 mt. (immagine sovrastante)
Sopra uno scheletro di acciaio vengono posti terra e sfagno (una specie di muschio con notevoli proprietà utili per le piante) e una volta messi a giacere i semi di diverse piante (di solito annuali)le stesse si mantengono in vita mediante innaffiamento manuale o tramite sistemi di irrigazioni interne.
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Re: Genti luoghi e paesi ...

Messaggio  annali il Lun 05 Mag 2014, 14:32



Per integrare il precedente "Argentina e Patagonia"
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Re: Genti luoghi e paesi ...

Messaggio  annali il Sab 12 Apr 2014, 21:49


 
ARGENTINA E PATAGONIA
 
L'Argentina è per estensione il secondo paese dell'America del Sud, piena di bellezze naturali: le praterie sconfinate della pampa e i corsi d'acqua, i ghiacciai della Terra del Fuoco e i paradisi ecologici della Patagonia, con le colonie di pinguini, leoni ed elefanti marini e, in certi periodi dell'anno, le balene.
Inizio il viaggio da Buenos Aires. Secondo i suoi abitanti è una delle città più eleganti del mondoe certamente è, di tutta l'America Meridionale, la città più colta e sofisticata. Il quartiere più popolare è il " Boca"( famoso per la squadra di calcio, fucina di grandi campioni), da visitare per le caratteristiche casette colorate, le osterie, gli artistici murales che impreziosiscono numerosi edifici.
Nel quartiere storico di San Telmo, tra palazzi monumentali e antiche chiese, trovo le "tanguerias" locali nei quali il tango , più che un ballo è una mania collettiva.
Tantissimi sono i musei, non potrò visitarli tutti però, ma il Museo di storia Naurale, il Museo d'arte ispano- americano e il Museo nazionale di belle arti, che conserva dipinti di Murillo, Goya e Ribera, non me li voglio perdere.
Raggiungo poi la penisola Valdes, riserva naturale faunistica unica al mondo. Posso ammirare animali in libertà, foche , leoni marini, pinguini.
All'estremo Sud del subcontinente, visito il Parco nazionale della Terra del Fuoco. Un'escursione in catamarano? perchè no?. Mi porta alle isole del gruppo Bridges, popolato da numerose specie di uccelli marini.
Una capatina alla zona del lago Argentino, ricca di boschi e di ghiacciai, tra cui il Perito Moreno, uno dei più grandi del mondo.
Infine, dopo aver attraversato la pampa patagonica fino a Rio Gallegos, ritorno a Benos Aires, per gustare una cena in compagnia dei "Gauchos", consumata sotto le stelle.

Bella L'Argentina, peccato non aver potuto ballare il tango però. Vabbè, sorvolo su questo.....
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Re: Genti luoghi e paesi ...

Messaggio  misterred il Sab 12 Apr 2014, 12:56

Tara ha scritto:La Storia dei Misteri di Trapani
L

Il 2000 - La processione dei Misteri è sempre stata aperta dai membri della Confraternita di San Michele, con casacca rossa e cappuccio bianco.
Nel 2000, il Vescovo di Trapani ne ha vietato la presenza nella processione dei Misteri. E’ scomparsa così dai Misteri una delle figure più tradizionali,quelli che comunemente venivano chiamati " incappucciati.
Si Tara, la processione dei Misteri un tempo cominciava con gli incappucciati (vestiti con tunica rossa e cappuccio bianco).
Purtroppo il vescovo precedente ha tolto questa particolare processione.
I trapanesi sono molto risentiti da ciò e hanno accettato direi loro malgrado questa decisione e aspettano  il ritorno degli "incappucciati".
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Processione dei Misteri e "annacata"

Messaggio  misterred il Sab 12 Apr 2014, 12:41

Tara ha descritto molto bene la "processione dei misteri" di Trapani. Un rito antico quattrocento anni di chiara origine spagnoleggiante. Infatti molte figure scolpite, specie i soldati più che romani sembrano spagnoli dal tipico elmo.
I "misteri" (o "mistere") sono gruppi scultorei di tela e colla e legno che rappresentano gli episodi salienti della passione e morte di Cristo.
Questi gruppi sono collocati su delle "vare" (basi in legno scolpite) che tramite delle aste, vengono portati a spalla da forzuti "massari" (uomini di fatica di un
tempo, specialmente operanti nei pressi del porto, per lo scarico ed il carico delle merci dalle navi.
Durante la settimana santa poi posterò le foto delle varie processioni che si svolgono e dei riti che si svolgono in città.
Bene, come detto i gruppi vengono portati "a spalla" per circa ventiquattro ore di fila (venerdi pomeriggio, la notte per concludersi il sabato tarda mattinata).
La processione dei misteri è il rito più importante dell'anno e il più sentito dei cittadini trapanesi, secondo solo all'uscita (che da cinquanta anni circa non si fa più) della statua della Madonna di Trapani (quella vera, non del simulacro che esce ogni anno), e che richiama in città trapanesi emigrati nel mondo.
Torniamo alla processione dei misteri. Appena chiusa una processione, dall'indomani si comincia a pensare all'altra.
Bene, brevemente parleremo dell' "annacata", e cioè della caratteristica andatura che assumono i "portatori" durante il tragitto (la processione).
"Annacare" significa "dondolare", "cullare".
Il termine origina da "naca" ovvero culla. Nel gergo popolare può assumere toni negativi o dispregiativi : "voli esseri annacato"?  E cioè prendersi cura di qualcun altro oltremisura.
Nel caso dei misteri il termine "annacata" assume un risvolto quasi liturgico. Il "mistere" viene seguito dalla banda che intona marcie funebri dolenti.
I portatori quindi adeguandosi alla melodia funebre, avanzano lentamente, con la caratteristica andatura ritmica (appunto "annacata"), direi quasi una "danza" dal passo lento svolta in maniera sincrona da tutti i portatori. Lo spettatore che guarda da lontano, avrà quindi l'impressione che il personaggi scultorei si muovano o camminino, le lento allontanarsi del mistere.
In pratica, i portatori "cullano" il Cristo sofferente, come se portassero sulle spalle un feretro.
L'annacata è un rituale, i portatori pur stremati dall'immane fatica che si legge sui loro volti, chiudono gli occhi, consci che la loro non è solo fatica umana,
ma fa parte del mistero liturgico della passione di Cristo. Il portatore, assume su di sè, nel momento dell'annacata, il dolore di Gesù, quasi ad alleviargli la sofferenza.
Come se fosse il Cireneo, che prende lui la croce del Cristo.
L'emozione che si legge sui visi dei portatori, assieme alle smorfie di dolore e di sofferenza fisica, è palpabile e visibile. Ed assieme ad essi, il popolo si imedesima e a volte prega.
Non è facile descrivere "l'annacata", bisognerebbe viverla.
Molta gente sta appresso i misteri e li segue passo passo dall'uscita all'entrata (specie durante la notte, il periodo più mistico della processione).
I segni della fatica e le piaghe rimangono impresse sulle spalle dei portatori, specie del portatore chiamato "a balloncino", cioè il più alto portatore che sostiene il mistere tramite una cinghia di cuoio appoggiata sulle sue spalle e legata da asta ad asta. Quasi fosse il fulcro del mistere.
Il "caporale" è colui che comanda i portatori, e gestisce la "ciaccola" un particolare strumento sonoro fatto in legno dal sono particolare.
Un colpo di ciaccola ('a postooo") chiama i portatori a mettersi sotto l'asta pronti all'alzata del mistere.
Due colpi du ciaccola e uil mistere viene alzato dalle spalle dei portatori. E comincia l'annacata.
A volte il gruppo cammina senza musica e a passo svelto, in questo caso l'andatura viene definita "arrancata".
Poi vi dirò dell'altro.


Ultima modifica di sanvass il Sab 12 Apr 2014, 19:30, modificato 1 volta (Motivazione : aggiunta frase)
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Re: Genti luoghi e paesi ...

Messaggio  Tara il Sab 12 Apr 2014, 11:37

La Storia dei Misteri di Trapani
La Processione dei Misteri si svolge a Trapani da circa 400 anni.
Un tempo lunghissimo in cui la Processione dei Misteri ha visto cambiare molte cose: protagonisti, percorsi, maestranze e soprattutto la città attorno, nelle cui vie i gruppi scultorei dei Misteri lentamente si muovono.
Le origini - Il rito dei Misteri, così come lo conosciamo oggi, prese forma nei primi del 1600. Fu opera della “Confraternita religiosa del Preziosissimo Sangue di Cristo e dei Misteri”, poi fusasi con quella di San Michele. La Confraternita “del Preziosissimo Sangue di Cristo e dei Misteri” era già presente in Spagna dalla metà del 1400. Nel 1602 arriva anche a Trapani: siamo nel pieno della dominazione spagnola in Sicilia (durata dal 1412 al 1713).
Nel Medioevo era ovunque pratica molto comune realizzare delle piccole rappresentazioni di carattere “teatrale” per il popolo, per raccontare a chi non sapeva leggere le vicende del Vecchio e Nuovo Testamento.
In particolare, in Spagna, si chiamava “misterio” una rappresentazione drammaturgica, molto diffusa nel Medioevo, che aveva come argomento la Sacra Scrittura.
“Los Misterios” spagnoli erano organizzati dalle Confraternite religiose ed erano piene di angeli, demoni e personaggi divini. Con la dominazione spagnola in Sicilia questi riti arrivarono anche sull’isola. All’inizio del ‘600 però, dopo la morsa restrittiva del Concilio di Trento (1545-1563), le rappresentazioni interpretate da persone vere furono sostituite da statue: per un ritorno a riti più sobri e aderenti alle Sacre Scritture.
L’affidamento alla maestranze - Gia qualche anno dopo l’istituzione dei Misteri a Trapani, la Confraternita del Preziosissimo Sangue, viste le enormi spese che la Processione dei Misteri richiedeva, cominciò a delegare la custodia e la gestione dei singoli gruppi, che componevano la processione, alle corporazioni artigianali: le cosiddette “maestranze”.
Avere un gruppo in affidamento era, per le maestranze, fonte di un grandissimo prestigio sociale e segno di ricchezza. Le maestranze accompagnavano il proprio gruppo indossando sacco, cappello, cotte e mantello e portando in mano torce accese. Ancora oggi, i vari gruppi sono affidati alle antiche maestranze, rimaste sostanzialmente sempre le stesse, ad eccezione dei mestieri ormai scomparsi.
Il primo gruppo ad essere affidato ad un ceto fu “L’ascesa al Calvario”, nel 1612.
Il Settecento: la realizzazione delle opere - Lungo il XVIII secolo, le sculture usate in origine furono sostituite con quelle usate ancora oggi: pregiate opere di artisti trapanesi realizzate con una tecnica molto particolare a base di legno, tela e colla.
Mario Ciotta scolpì i gruppi che oggi aprono la processione: la Separazione e la Lavanda dei piedi.
Il ceto dei Fornai diede ad Antonio Nolfo, rilevante artista trapanese del tempo, l’incarico di realizzare per loro L’incoronazione di Spine. A lui è attribuito anche il Cristo nell’urna.
I suoi figli, Domenico e Francesco Nolfo, sono gli autori della Caduta al Cedron, la Sentenza, la Spoliazione, la Crocifissione.
Giacomo Tartaglia realizzò il Trasporto al sepolcro mentre a Baldassare Pisciotta si devono i gruppi della Negazione, Gesù nell’orto del Getsemani e Gesù dinnanzi ad Erode.
Di Giuseppe Milanti, famoso scultore trapanese del tempo, è il gruppo Ecce Homo e la statua della Madonna Addolorata.
L’Ottocento - Nei primi dell’800, la processione assunse il suo aspetto attuale: ai cantori si sostituì la banda e le maestranze cominciarono a delegare ai massari, dietro apposito compenso, il trasporto a spalla dei gruppi. E, cosa più importante, furono inseriti nella processione i simulacri del Cristo nell’urna e della Madonna Addolorata.
La seconda guerra mondiale – Il bombardamento su Trapani del 1943 purtroppo colpì la Chiesa di San Michele, dove erano conservati i gruppi dei Misteri e ne rovinò alcuni.
In particolare, furono distrutte la Deposizione, che Leopoldo Messina e Antonio Fodale ricostruirono nel 1951, e la Sollevazione della croce realizzata nel 1956 da Domenico Li Muli.
Dal 1959 i Misteri sono conservati nella chiesa del Purgatorio.

Il 2000 - La processione dei Misteri è sempre stata aperta dai membri della Confraternita di San Michele, con casacca rossa e cappuccio bianco.
Nel 2000, il Vescovo di Trapani ne ha vietato la presenza nella processione dei Misteri. E’ scomparsa così dai Misteri una delle figure più tradizionali,quelli che comunemente venivano chiamati " incappucciati.
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Messaggio  Tara il Sab 12 Apr 2014, 11:28

Grazie Tinoo..
Dimmi qualcosa in più della famosa" Annacata"..
Molto emozionante la processione di trapani....l'ho vista un paio di volte..
Bellissimaa.


Ultima modifica di Tara il Sab 12 Apr 2014, 20:03, modificato 1 volta
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Messaggio  misterred il Sab 12 Apr 2014, 11:16

Bravissima Tara, un verde per te (da me).
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Re: Genti luoghi e paesi ...

Messaggio  Tara il Sab 12 Apr 2014, 10:40

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Re: Genti luoghi e paesi ...

Messaggio  annali il Gio 10 Apr 2014, 23:32



VIAGGIARE ATTRAVERSO IL PERÙ
Il Perù è il terzo paese più esteso dell’America del Sud, dopo il Brasile e l’argentina, posizionandosi tra i 20 paesi più estesi del pianeta.
I primi abitanti vi giunsero probabilmente 20.000 anni fa, quando ancora sapevano solo cacciare e raccogliere frutta.
Attraverso la propria storia, il Perù è stato il punto di incontro di differenti razze e culture. Alla popolazione nativa si aggiunsero, circa 500 anni fa, gli spagnoli.
Dal risultato di quell'incontro, cui si aggiunsero poi le migrazioni di africani, asiatici ed europei, emerge l'uomo peruviano, rappresentante di una nazione la cui ricchezza etnica costituisce una delle sue principali caratteristiche.

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Messaggio  annali il Lun 07 Apr 2014, 22:42


 
Chiese e monasteri della RUSSIA
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Messaggio  annali il Ven 28 Mar 2014, 01:23

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Re: Genti luoghi e paesi ...

Messaggio  Charade il Lun 24 Mar 2014, 19:17

Accantonando per il momento l'approfondimento letterario , risulta curioso l'aspetto dell'instaurarsi del concetto dello stereotipo ,,, cioè citando un'altra frase di un filmetto americano :come fa un clichè a diventare un clichè ? “,,, si capisce che non esiste una sicilianità propriamente detta -

Un popolo o una razza non nasce con certe caratteristiche , ma esse vengono scoperte , conservate e tramandate ,,, di sicuro il fatto di essere isolani ha avuto soprattutto nel passato una azione conservatrice rispetto ai popoli “continentali” ( così come avviene per qualunque “isola” , piccola o grande che sia , dall'isola Australia , all'isola condominiale )

Per cui ciò che diceva Cicerone , oltre che ad essere preso con le pinze ( la globalizzazione rimette in gioco ogni diceria) , sarebbe da verificare direttamente con voi 2 attuali rappresentanti trinacriani ,,, Vi sentite acuti e sospettosi, nati per le controversie ?”

Per quel che riguarda la mia analisi , ritengo che gli influssi “acuti” , vi derivano dalla vicinanza culturale con quella che fu nel passato la magna Grecia , che tanta influenza esercitò anche nel diritto romano e nel proliferare dello stato legislativo italiano - Cioè in Italia abbiamo quasi più avvocati che medici censiti !

Altre cose che mi hanno fatto sorridere , sono state il resto delle caratteristiche (molto comuni ) che hai enunciato ,,, Attaccamento alla famiglia , teatralità nei gesti etc etc ,,, Cioè , chi non è attaccato alla famiglia ? Poi in quanto a gestualità anche i Campani non scherzano mica ,,, Anzi più la scolarità è bassa più una persona tende a far parlar più il corpo che la voce - quindi sono delle non caratteristiche di un popolo , quanto invece di una situazione -
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Messaggio  Tara il Dom 23 Mar 2014, 17:18

La sicilianità


Le tradizioni popolari, insieme alla cultura millenaria e all’uso della lingua siciliana, sono tuttora vive, più nei paesi che nelle grandi città. Queste tradizioni, tanto particolari quanto pittoresche, unite al carattere, al mito e all’approccio alla vita del Siciliano ha creato nel corso dei secoli uno stereotipo che è stato tradotto in parole dal termine sicilianità.
Già Cicerone marchiava i siciliani come «gente acuta e sospettosa, nata per le controversie». Ancora oggi molti autori hanno individuato un tratto comune al comportamento dei siciliani, ovviamente soggettivo, ma probabilmente non del tutto falso. Sono molti gli altri aspetti caratteristici dei siciliani: il senso alto della famiglia e dell’onore, il rispetto per la donna e per la femminilità, ma anche l’attaccamento alla propria terra, la teatralità dei gesti e degli atti, il senso dell’accoglienza, la diffidenza, ecc. tutto ciò ha fatto sì che alcuni studiosi considerassero il popolo siciliano come un’etnia a parte, tenendo in considerazione la cultura e gli aspetti della vita quotidiana tanto diversi dal resto d’Italia.
La famiglia siciliana, di solito nella tradizione sociale, forma un gruppo molto allargato che include anche i cugini più lontani, ma raramente essa è chiusa su se stessa. È molto diffusa l’abitudine di fare grandi tavolate per pranzo o per cena, soprattutto d’estate. Gli orari sono spostati un po’ più avanti rispetto al nord, arrivando a pranzare anche alle due di pomeriggio e cenare verso le nove-dieci nella bella stagione. Si tende a trattenersi un po’ di più a tavola anche dopo avere consumato la cena.
Gesualdo Bufalino definiva la Sicilia la terra della “luce e del lutto”, un luogo di contraddizioni di estremi che si uniscono: così nell’immaginario il siciliano appare come un uomo solare e accogliente ma anche losco e sospettoso, convinto che il suo modo d’essere sia il migliore e il più giusto. Con questi contenuti Tomasi di Lampedusa dichiarava nel suo famoso romanzo Il Gattopardo che in “Sicilia tutto cambia affinché nulla cambi”, perché sono gli stessi siciliani a ricercare il cambiamento ma nello stesso tempo a frenarlo, timorosi che esso possa spodestare le secolari abitudini e i privilegi acquisiti.
Una terra e un luogo antropologicamente complesso e nello stesso tempo affascinante da scoprire: nel cinema, nella letteratura e nelle arti in genere. Il senso a volte tragico del destino e ma anche dell’orgoglioso attaccamento alla propria terra e alle proprie radici è testimoniato anche nella letteratura. Notevole è il ritratto lasciatoci da Giovanni Verga, capofila del verismo, nel cosiddetto Ciclo dei vinti, raccolta che include I Malavoglia. Mentre al culto della “roba”, il bene materiale ricavato dalla terra e dal lavoro si deve adeguare anche il senso pur così sacro della famiglia, i personaggi che vogliono cambiare il mondo vengono puniti dalla mala sorte che li obbliga a tornare al punto di partenza, alla loro terra e alle loro radici.
L’intraprendenza commerciale dei Malavoglia, colpevoli di volersi allontanare dal proprio paese, è punita col naufragio della barca che trasporta il carico di lupini, e ciò li condanna a una povertà ancora maggiore di quella da cui cercavano di fuggire. Mastro Don Gesualdo diventa sì un famoso imprenditore edile dal nulla ma non arriva a godersi il frutto del suo lavoro che alla fine va in eredità ai parenti. Riflessione amara del Verga sulla vita: anche lui, una volta raggiunto il benessere, si rifugerà dal Nord nella sua amata Catania dove, disincantato dalla vita, passerà i suoi ultimi anni.
Singolarità d’atteggiamenti si riscontrano, in altri siciliani: Mario Rapisardi e Giuseppe Aurelio Costanzo, poeti colpevoli, secondo la critica di Benedetto Croce, per aver trasformato il poema in “saggio sociologico”. Nei poemi, i due poeti, la denuncia che fanno non è fine a se stessa ma si congiunge a grandi ideali: giustizia sociale, necessità di cambiamento, ribellione contro un ordine sociale ingiusto, che simbolicamente rappresenta la classe degli umili e degli oppressi che nell’opera degli altri scrittori siciliani è solo capace di rinunce.







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Messaggio  Tara il Dom 23 Mar 2014, 17:00

Ha detto bene..mister Ch !
Ti avrei tagliuzzato un pò per volta...poi ti avrei gettato in mare..grande bacchetto per gli squali..urca che goduria !
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Messaggio  Teti il Ven 21 Mar 2014, 19:24

Oh..se è per questo sapessi come chiamano i pallets (pancali)...non ci vuole tanta immaginazione....
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Messaggio  Charade il Ven 21 Mar 2014, 19:02

Urca Mrs Blue , ma sei una temeraria  Razz 

L'avessi fatto io , a quest'ora come minimo mi avrebbe fatto fare il giro di chiglia ,,, come massimo mi avrebbe tagliuzzato a pezzi fini così che gli squali non avrebbero trovato difficoltà  pirat ...

Comunque ho sempre ritenuto il dialetto come fonte di ricchezza del linguaggio ,,, una sorta di analogica evoluzione darwiniana basata però non sulla consapevole volontà di creare nuovi termini , ma sugli "errori" di dizione della cultura popolana ,,,

Un aneddotto esplicativo rende chiaro il possibile meccanismo : 

in ambienti operai , una volta osservai alcune persone che scaricavano delle merci dai camion giù nei piazzali dei capannoni , e per denominare il "transpallet" , "l'ignorante" cultura operaia usava indicarlo col nome "trespalle" ,,, operando una sorta di sintesi serio-comica , tra la funzione di quello strumento e l'assonanza del termine straniero ,,, 

Come questo molti altri --- 



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Messaggio  Teti il Ven 21 Mar 2014, 18:08

Oh accipicchia...scusa Tara...mi sono confusa..il venerdì mi fa questi scherzi!
Mi correggo: oh brava Tara,10 e lode!!!
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