Poesia quale testimonianza della condizione esistenziale

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Re: Poesia quale testimonianza della condizione esistenziale

Messaggio  Teti il Sab 23 Set 2017, 19:14

Perché la gente fa tanto caso ai miracoli ?
Per quanto mi riguarda io non conosco altro che miracoli,
sia che passeggi per le vie di Manhattan,
o levi il mio sguardo sopra i tetti, verso il cielo,
o sguazzi coi piedi nudi lungo la spiaggia, proprio sul filo dell’acqua,
o mi fermi sotto gli alberi, nei boschi,
o parli, di giorno, con chi amo, o dorma, di notte, accanto a chi amo,
o sieda a pranzare a un tavolo insieme ad altri,
o getti uno sguardo agli estranei che viaggiano in tram di fronte a me,
o spii le api che nei pomeriggi d’estate si affaccendano intorno all’alveare,
o gli animali al pascolo nei campi,
o gli uccelli, o gli straordinari insetti dell’aria,
la meraviglia del tramonto, le stelle che brillano placide e luminose,
o la delicata sottile curva della luna nuova in aprile;
queste cose, e le altre, una e tutte, sono miracoli per me,
a tutto si riferiscono anche se ognuna è distinta dalle altre,
e al suo posto.

E’ un miracolo per me ogni ora di luce e di buio,
è un miracolo ogni centimetro cubo di spazio,
ogni metro della superficie terrestre è impregnato di miracolo,
formicola di miracoli ogni centimetro del sottosuolo.

Il mare è per me un miracolo senza fine,
i pesci che nuotano – gli scogli – il moto delle onde –
le navi che portano gli uomini,
quali i miracoli più strani di questi ?

"Miracoli" di Walt Whitman
Perchè la vita è un miracolo!
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Re: Poesia quale testimonianza della condizione esistenziale

Messaggio  Charade il Mer 08 Mar 2017, 18:41

Re: Autrici ed autori > Azzurra Oggi alle 15:19 Aec-messaggio num#37121
Poesia di Wislawa Szymborska
Le tre parole più strane
Quando pronuncio la parola futuro, la prima sillaba già va nel passato.
Quando pronuncio la parola silenzio, lo distruggo.
Quando pronuncio la parola niente, creo qualche cosa che non entra in alcun nulla.
Con questa logica , credo allora che siano anche più di tre -
Mi ritorna in mente ad esempio l'antica questione ex-maskaffiana della dissimilitudine * del giorno con la notte o dell'ombre con luci generanti … in generale è tutta la vita stessa ad essere bizzarra o tuttalpiù “strana” -



*
il tempo di cercar menzione e si posterà nella sezione passato tal questione ... %
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Quell'espressione un po' così ...

Messaggio  Charade il Lun 27 Feb 2017, 18:53

...

Temibile vicenda , che apre antiche ferite genitoriali mai sopite ...  Sad


Verrà la morte e avrà i tuoi occhi-
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla

Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.
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Re: Poesia quale testimonianza della condizione esistenziale

Messaggio  Charade il Gio 06 Ott 2016, 19:26

Re: qu Azzurra Oggi a 14:56 Aec-messaggio num#35594
Ch. ciao Smile chiedi e ti sarà dato, anzi ..detto da parte mia.
Non ho capito la faccenda delle caravelle agli sconosciuti
Niente , un gioco di parole e di idee , tra caramelle e caravelle , interscambiando il più canonico proverbio ( che non sempre mi riesce nel mio giocoso caratteristico inter-dire)... veicoli entrambi anche se di differenti piaceri o per rimanere in recenti temi di giochi : uno di gusto (quindi solo per se) , l'altro di viaggi (quindi per se e per tutti ) …

Premetto che questa poesia di un tale Mario brasiliano, la condivido nel senso di non sprecare il mio tempo futuro che, non essendo io più una ragazza, andrebbe speso e vissuto intensamente, nel bene, nel male ma con pochi ripianti e rimorsi. Da giovani ci si può permettere di "buttarlo via" che poi non si butterebbe niente ma varrebbe quale esperienza, ora no. Poi lo stesso lo si spreca ma, se l'obbiettivo é quello, ci si da una regolata.
Il Tipo é molto categorico nei confronti della scelta degli altri e io ho aggiunto infatti che non basta - chiedere - ma é necessario il mio/nostro contributo e cioé - dare -.
Si , l'idea sviluppata è interessante poiché sviluppabile ,,, se devo dirla tutta in inaccettabile pregiudizio ( sapendo che non si fa ) mai mi sono af-fidato a gran parte dei pensatori o scrittori brasiliani (Coelho in testa) … molto romanzosi , poco reali ,,, un principe di banalità pari al nostrano Alberoni … Spero che codesto brasiliano in contesto non sia di medesima pasta .

Aspetto di leggerti e replicare.
Mi spiace , ma dovrai/dovrò attendere , poiché per certi temi saudasici bisogna essere dentro lo spirito giusto , e questo periodo decisamente non lo è …

Buona serata caravellata da qui … 

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Re: Poesia quale testimonianza della condizione esistenziale

Messaggio  Teti il Gio 06 Ott 2016, 19:10

E  poi succede che ci si renda conto che siamo di passaggio,che non siamo padroni del tempo,che non ci sarà concesso di calcare il palcoscenico della vita per la seconda volta,tutto quello che ci ha coinvolto assume  un'altra dimensione,si realizza che non importa più la "quantità" ma la qualità,che è essenziale impiegare quel po' o tanto che ci resta nel vivere consapevolmente la vita: amare,odiare,credere o non credere purchè corrisponda effettivamente alla nostra volontà di amare,odiare,credere o non credere.
Essere padroni di sè stessi.
Dunque lo scrittore ammette che solo arrivati alla soglia di un'età "avanzata" si acquisisca  
coscienza di ciò che è bene per sè stessi mentre prima i "fumi" della giovinezza l'offuscavano.
Dunque è necessario sbagliare essendone consci,subìre,sopportare per arrivare a capire che è possibile evitare di sbagliare,non subìre e non sopportare ed essere liberi di esprimere il proprio io?
Ma gli errori,i soprusi e gli inganni non ci hanno forse forgiato rendendoci poi quello che siamo ora e in loro mancanza trarremmo le stesse conclusioni?
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Re: Poesia quale testimonianza della condizione esistenziale

Messaggio  Azzurra il Gio 06 Ott 2016, 18:36

(ripristinato titolo originale)
zen

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Re: Poesia quale testimonianza della condizione esistenziale

Messaggio  Azzurra il Gio 06 Ott 2016, 14:56

Ch. ciao  Smile chiedi e ti sarà dato, anzi ..detto da parte mia.


Non ho capito la faccenda delle caravelle agli sconosciuti  Question
Premetto che questa poesia di un tale Mario brasiliano, la condivido nel senso di non sprecare il mio tempo futuro che, non essendo io più una ragazza, andrebbe speso e vissuto intensamente, nel bene, nel male ma con pochi ripianti e rimorsi. Da giovani ci si può permettere di "buttarlo via" che poi non si butterebbe niente ma varrebbe quale esperienza, ora no. Poi lo stesso lo si spreca ma, se l'obbiettivo é quello, ci si da una regolata.

Il Tipo é molto categorico nei confronti della scelta degli altri e io ho aggiunto infatti che non basta - chiedere -  ma é necessario il mio/nostro contributo e cioé - dare -.
Aspetto di leggerti e replicare.

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Non dare caravelle ai navigatori sconosciuti -

Messaggio  Charade il Mer 05 Ott 2016, 18:28

Da Spazio Azzurra Le musa mancanti : Spazi personali, ovvero di un cammino proprio-

riflessioni Azzurra Ieri a 09:41 Aec-messaggio num#35558
Ho contato i miei anni ed ho scoperto che ho meno tempo da vivere da qui in avanti di quanto non ne abbia già vissuto.
Mi sento come quel bambino che ha vinto una confezione di caramelle e le prime le ha mangiate velocemente, ma quando si è accorto che ne rimanevano poche ha iniziato ad assaporarle con calma.
Ormai non ho tempo per riunioni interminabili, dove si discute di statuti, norme, procedure e regole interne, sapendo che non si combinerà niente…
Ormai non ho tempo per sopportare persone assurde che nonostante la loro età anagrafica, non sono cresciute.
Ormai non ho tempo per trattare con la mediocrità. Non voglio esserci in riunioni dove sfilano persone gonfie di ego.
Non tollero i manipolatori e gli opportunisti. Mi danno fastidio gli invidiosi, che cercano di screditare quelli più capaci, per appropriarsi dei loro posti, talenti e risultati.
Odio, se mi capita di assistere, i difetti che genera la lotta per un incarico maestoso. Le persone non discutono di contenuti, a malapena dei titoli.
Il mio tempo è troppo scarso per discutere di titoli.
Voglio l’essenza, la mia anima ha fretta…
Senza troppe caramelle nella confezione…
Voglio vivere accanto a della gente umana, molto umana.
Che sappia sorridere dei propri errori.
Che non si gonfi di vittorie.
Che non si consideri eletta, prima ancora di esserlo.
Che non sfugga alle proprie responsabilità.
Che difenda la dignità umana e che desideri soltanto essere dalla parte della verità e l’onestà.
L’essenziale è ciò che fa sì che la vita valga la pena di essere vissuta.
Voglio circondarmi di gente che sappia arrivare al cuore delle persone…
Gente alla quale i duri colpi della vita, hanno insegnato a crescere con sottili tocchi nell’anima.
Sì… ho fretta… di vivere con intensità, che solo la maturità mi può dare.
Pretendo di non sprecare nemmeno una caramella di quelle che mi rimangono…
Sono sicuro che saranno più squisite di quelle che ho mangiato finora.
Il mio obiettivo è arrivare alla fine soddisfatto e in pace con i miei cari e con la mia coscienza. Spero che anche il tuo lo sia, perché in un modo o nell’altro ci arriverai…”
MARIO DE ANDRADE
Questa poesia la faccio mia, soprattutto a questo punto della mia vita. L'unica cosa che, secondo me, é stato tralasciato e non é stato scritto é l'impegno personale, in questo caso il mio verso gli altri, il fuori: fare e dare, non solo chiedere.
Potevi benissimo metterla nella sezione poetica … comunque sia , ora non faccio in tempo a commentare il tutto del Mario A., ma se come dici lo fai anche tuo , allora rispondendo a qualche passaggio che non mi è chiaro , se non lui che chissà dove sia , almeno avremo te …
Fa li stess?...


ps.
ops , fra mezz'ora mi dovrò assentare per alterne-lanterne ragioni ... se non rientrassi in tempo , dove arrivo pianto lo schioppo  ...
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Re: Poesia quale testimonianza della condizione esistenziale

Messaggio  Teti il Dom 01 Nov 2015, 16:19

Autunno. Morire, come le foglie
in attesa di tempi migliori.
La vita sa togliere il fiato se gliene dai modo.
Autunno. Esplodere, di colore
e di pensiero.
Il ricordo ferisce ma è da lì che si rinasce.
Autunno. Spogliarsi, come alberi
dell’identità e della consapevolezza.
Il dubbio è alimento primo della coscienza.
Sono d’autunno una donna
ogni volta nuova.
Muoio e puntualmente rinasco.
Smetto di riconoscermi,
mi odio, mi tormento
e lo faccio fino a ritrovarmi.
Metamorfosi, mutamento, trasformazione, evoluzione.
Ho bisogno dell’autunno,
di questo dolce morire,
di questo smettere di sentire,
per ritornare infine e ancora
….ad Essere.
Anna Pianura
Girovagando tra pensieri ed emozioni in una stanca domenica d'autunno....
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Re: Poesia quale testimonianza della condizione esistenziale

Messaggio  Teti il Gio 23 Apr 2015, 09:04

PABLO NERUDA - Chiedo silenzio
 
Ora, lasciatemi tranquillo.
Ora, abituatevi senza di me.
Io chiuderò gli occhi
E voglio solo cinque cose,
cinque radici preferite.
Una è l'amore senza fine.
La seconda è vedere l'autunno.
Non posso vivere senza che le foglie
volino e tornino alla terra.
La terza è il grave inverno,
la pioggia che ho amato, la carezza
del fuoco nel freddo silvestre.
La quarta cosa è l'estate
rotonda come un'anguria.
La quinta cosa sono i tuoi occhi.
Matilde mia, beneamata,
non voglio dormire senza i tuoi occhi,
non voglio esistere senza che tu mi guardi:
io muto la primavera
perché tu continui a guardarmi.
Amici, questo è ciò che voglio.
E' quasi nulla e quasi tutto.
Ora se volete andatevene.
Ho vissuto tanto che un giorno
dovrete per forza dimenticarmi,
cancellandomi dalla lavagna:
il mio cuore è stato interminabile.
Ma perché chiedo silenzio
non crediate che io muoia:
mi accade tutto il contrario:
accade che sto per vivere.
Accade che sono e che continuo.
Non sarà dunque che dentro
di me cresceran cereali,
prima i garni che rompono
la terra per vedere la luce,
ma la madre terra è oscura:
e dentro di me sono oscuro:
sono come un pozzo nelle cui acque
la notte lascia le sue stelle
e sola prosegue per i campi.
E' che son vissuto tanto
e che altrettanto voglio vivere.
Mai mi son sentito sé sonoro,
mai ho avuto tanti baci.
Ora, come sempre, è presto.
La luce vola con le sue api.
Lasciatemi solo con il giorno.
Chiedo il permesso di nascere.
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Re: Poesia quale testimonianza della condizione esistenziale

Messaggio  Teti il Mer 22 Apr 2015, 19:26

.....l'amore dall'odio o dall'indifferenza?
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i necessari e complementari opposti nell'esperienza sulla Terra

Messaggio  Azzurra il Mer 22 Apr 2015, 17:16

L'acqua, è insegnata dalla sete.
La terra, dagli oceani attraversati.
La gioia, dal dolore.
La pace, dai racconti di battaglia.
L'amore, da un'impronta di memoria.
Gli uccelli, dalla neve.


(Emily Dickinson)




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Chanson d'automne (Paul Verlaine)

Messaggio  misterred il Sab 18 Apr 2015, 09:40

A volte la storia e la poesia si incontrano.
Gli alleati per avvisare la resistenz francese dell'imminente sbarco, fecero
recitare da Radio Londra (BBC), poche ore prima dell'invasione, una strofa
di paul Verlaine, che io qui trascrivo, e che faccio mia in attesa di questo
mio giorno più lungo (in senso letterario ed artistico Embarassed ):

"Les sanglots longs
des Violons
de l'automne
blessent mon coeur
d'une languer
monoton"
(P.Verlaine)

trad. I lunghi singhiozzi - dei violini - d'autunno - feriscono il mio cuore d'un monotono languore
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Re: Poesia quale testimonianza della condizione esistenziale

Messaggio  Tara il Lun 16 Mar 2015, 19:18

Mìììììììì ! Penna rossa pi mia..
Chissà  cosa stavo pensando...pardon.
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Re: Poesia quale testimonianza della condizione esistenziale

Messaggio  Charade il Lun 16 Mar 2015, 19:06

Un verde al 'Leopardo' o ai classici  ,,, 

Gran maestro e testimone del titolo in questione , sperando che anche noi imparando o lasciandoci ispirare da lui o da loro , possiamo superare il maestro ,,, scopo primo ed ultimo di ogni buon allievo/allieva - 
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Re: Poesia quale testimonianza della condizione esistenziale

Messaggio  Tara il Dom 15 Mar 2015, 20:47

La donzelletta vien dalla campagna 
in sul calar del sole,
col suo fascio dell'erba; e reca in mano
un mazzolin di rose e viole,
onde, siccome suole, ornare ella si appresta
dimani, al dí di festa, il petto e il crine.
Siede con le vicine
su la scala a filar la vecchierella,
incontro là dove si perde il giorno;
e novellando vien del suo buon tempo,
quando ai dí della festa ella si ornava,
ed ancor sana e snella
solea danzar la sera intra di quei
ch'ebbe compagni nell'età piú bella.
Già tutta l'aria imbruna,
torna azzurro il sereno, e tornan l'ombre
giú da' colli e da' tetti,
al biancheggiar della recente luna.
Or la squilla dà segno
della festa che viene;
ed a quel suon diresti
che il cor si riconforta.
I fanciulli gridando
su la piazzuola in frotta,
e qua e là saltando,
fanno un lieto romore;
e intanto riede alla sua parca mensa,
fischiando, il zappatore,
e seco pensa al dí del suo riposo. 

Poi quando intorno è spenta ogni altra face,
e tutto l'altro tace,
odi il martel picchiare, odi la sega
del legnaiuol, che veglia
nella chiusa bottega alla lucerna,
e s'affretta, e s'adopra
di fornir l'opra anzi al chiarir dell'alba.

Questo di sette è il più gradito giorno,
pien di speme e di gioia:
diman tristezza e noia
recheran l'ore, ed al travaglio usato
ciascuno in suo pensier farà ritorno. 

Garzoncello scherzoso,
cotesta età fiorita
è come un giorno d'allegrezza pieno,
giorno chiaro, sereno,
che precorre alla festa di tua vita.
Godi, fanciullo mio; stato soave,
stagion lieta è cotesta.
Altro dirti non vo'; ma la tua festa
ch'anco tardi a venir non ti sia grave.


Giacomo Leopardi_______


Ultima modifica di Tara il Lun 16 Mar 2015, 19:13, modificato 1 volta
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Re: Poesia quale testimonianza della condizione esistenziale

Messaggio  Teti il Mar 24 Feb 2015, 18:19


Per combattere il senso del vuoto,del nulla che ci riempe l'animo.
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Re: Poesia quale testimonianza della condizione esistenziale

Messaggio  Azzurra il Mar 17 Feb 2015, 10:41

ANNETTA
(Diario del '72) - Montale


Perdona Annetta se dove tu sei 
(non certo tra di noi, i sedicenti
vivi) poco ti giunge il mio ricordo.
Le tue apparizioni furono per molti anni
rare e impreviste, non certo da te volute.
Anche i luoghi (la rupe dei doganieri, 
la foce del Bisagno dove ti trasformasti in Dafne)
non avevano senso senza di te.
Di certo resta il gioco delle sciarade incatenate
o incastrate che fossero di cui eri maestra.
Erano veri spettacoli in miniatura.
Vi recitai la parte di Leonardo
(Bistolfi ahimè, non l'altro), mi truccai da leone
per ottenere il 'primo' e quanto al nardo
mi aspersi di profumi. Ma non bastò la barba
che mi aggiunsi prolissa e alquanto sudicia.
Occorreva di più, una statua viva
da me scolpita. E fosti tu a balzare 
su un plinto traballante di dizionari
miracolosa palpitante ed io
a modellarti con non so quale aggeggio.
Fu il mio solo successo di teatrante 
domestico. Ma so che tutti gli occhi
posavano su te. Tuo era il prodigio.

Altra volta salimmo fino alla torre 
dove sovente un passero solitario
modulava il motivo che Massenet
imprestò al suo Des Grieux.
Più tardi ne uccisi uno fermo sull'asta 
della bandiera: il solo mio delitto
che non so perdonarmi. Ma ero pazzo
e non di te, pazzo di gioventù,
pazzo della stagione più ridicola 
della vita. Ora sto
a chiedermi che posto tu hai avuto
in quella mia stagione. Certo un senso 
allora inesprimibile, più tardi
non l'oblio ma una punta che feriva
quasi a sangue. Ma allora eri già morta
e non ho mai saputo dove e come.
Oggi penso che tu sei stata un genio
di pura inesistenza, un'agnizione 
reale perché assurda. Lo stupore
quando s'incarna è lampo che ti abbaglia
e si spenge. Durare potrebbe essere
l'effetto di una droga nel creato, 
in un medium di cui non si ebbe mai 
alcuna prova.


... la spiegazione di questa poesia si trova nei libri di testo e ampiamente nel web.
Perché invece mi colpisce più di altre? Perché lui, Montale, é speciale per me e qui esprime quello che qualcuna di noi - donne -ora o ieri ha magari inconsciamente fatto: é stata vitale e determinante per un uomo o un altro/a, pur rimanendo in certo senso fuori  ma in effetti dentro, in sostanza e per sempre. 
Chiaro che mi ci riconosco, senza presunzione ma ne ho avuto conferma -


Ultima modifica di Azzurra il Mar 17 Feb 2015, 13:29, modificato 1 volta (Motivazione : aggiunta)

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Re: Poesia quale testimonianza della condizione esistenziale

Messaggio  Teti il Lun 16 Feb 2015, 16:32

Forse un mattino andando in un'aria di vetro

Forse un mattino andando in un'aria di vetro,
arida, rivolgendomi, vedrò compirsi il miracolo:
il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro
di me, con un terrore di ubriaco.

Poi come s'uno schermo, s'accamperanno di gitto
alberi case colli per l'inganno consueto.
Ma sarà troppo tardi; ed io me n'andrò zitto
tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto.
Montale

Incomunicabilità
Perchè?
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Re: Poesia quale testimonianza della condizione esistenziale

Messaggio  Charade il Lun 09 Feb 2015, 19:32

Azzurra ha scritto:
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi
..ripensando ai due Ragazzi.. ora riposino in pace. 
Mi sfugge chi siano i 2 ragassuoli ,,, 
Ma non mi sfuggono i numerosi simbolismi dell'Amico Cesare , uno di essi sono gli occhi che sono lo specchio dell'anima , la stessa che presuppongo era esattamente quella in cui lui credeva poco ,,, 

Ed in questo gorgo anch'io per stasera mi dileguo - au-revoir _ 
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Re: Poesia quale testimonianza della condizione esistenziale

Messaggio  Teti il Lun 09 Feb 2015, 10:14


..e ancora amore e sempre amore....
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Re: Poesia quale testimonianza della condizione esistenziale

Messaggio  Azzurra il Gio 18 Set 2014, 22:33

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi -
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla
Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.

..ripensando ai due Ragazzi.. ora riposino in pace. 

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Re: Poesia quale testimonianza della condizione esistenziale

Messaggio  Teti il Lun 15 Set 2014, 19:11

Ciao Tara,ma no..che vai a pensare!!!
A volte mi prende la nostalgia del passato...di tutto ciò che mi ha resa oggi quella che sono..niente di più!
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Re: Poesia quale testimonianza della condizione esistenziale

Messaggio  Tara il Lun 15 Set 2014, 18:41


Ciao Teti.
Molto bella la poesia di Pessoa.. tutte frasi rivolti al passato.
"Tutto quello che è stato"..bhe  sembra quasi un addio da parte tua..hai visto qualcosa nella sfera di cristallo che ...dovremmo sapere anche noi comuni mortali ?
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Re: Poesia quale testimonianza della condizione esistenziale

Messaggio  Teti il Dom 14 Set 2014, 19:51

AMO TUTTO CIO’ CHE E’ STATO
Fernando Pessoa
 
Amo tutto ciò che è stato,
tutto quello che non è più,
il dolore che ormai non mi duole,
l’antica e erronea fede,
l’ieri che ha lasciato dolore,
quello che ha lasciato allegria
solo perché è stato, è volato
e oggi è già un altro giorno.

Non ho rimpianti




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Re: Poesia quale testimonianza della condizione esistenziale

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