Poesia quale testimonianza della condizione esistenziale

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Re: Poesia quale testimonianza della condizione esistenziale

Messaggio  Tara il Lun 15 Set 2014, 18:41


Ciao Teti.
Molto bella la poesia di Pessoa.. tutte frasi rivolti al passato.
"Tutto quello che è stato"..bhe  sembra quasi un addio da parte tua..hai visto qualcosa nella sfera di cristallo che ...dovremmo sapere anche noi comuni mortali ?

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Re: Poesia quale testimonianza della condizione esistenziale

Messaggio  Teti il Dom 14 Set 2014, 19:51

AMO TUTTO CIO’ CHE E’ STATO
Fernando Pessoa
 
Amo tutto ciò che è stato,
tutto quello che non è più,
il dolore che ormai non mi duole,
l’antica e erronea fede,
l’ieri che ha lasciato dolore,
quello che ha lasciato allegria
solo perché è stato, è volato
e oggi è già un altro giorno.

Non ho rimpianti




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Re: Poesia quale testimonianza della condizione esistenziale

Messaggio  Azzurra il Mer 06 Ago 2014, 18:52

Ballata delle donne

quando ci penso, che il tempo è passato,
le vecchie madri che ci hanno portato,
poi le ragazze, che furono amore,
e poi le mogli, le figlie e le nuore,
femmina penso, se penso una gioia:
pensarci il maschio, ci penso la noia:

quando ci penso, che il tempo è venuto,
la partigiana che qui ha combattuto,
quella colpita, ferita una volta,
e quella morta, che abbiamo sepolta,
femmina penso, se penso la pace:
pensarci il maschio, pensare non piace:
quando ci penso, che il tempo ritorna,
che arriva il giorno che il giorno raggiorna,
penso che è culla una pancia di donna,
e casa è pancia che tiene una gonna,
e pancia è cassa, che viene al finire,
che arriva il giorno che si va a dormire:

perché la donna non è cielo, è terra,
carne di terra che non vuole guerra:
è questa terra, che io fui seminato,
vita ho vissuto che dentro ho piantato,
qui dentro il caldo che il cuore ci sente,
la lunga notte che divento niente:

femmina penso, se penso l’umano:
la mia compagna, ti prendo per mano:

Edoardo Sanguineti 


Le donne e il tempo tutto in avanti, non si nasce donna ma lo si diventa con impegno e dedizione propria e degli uomini compagni di percorso.
Mi piace molto come quelli della sua corrente e anche le altre sue Ballate.


Ultima modifica di Azzurra il Mer 06 Ago 2014, 18:55, modificato 1 volta (Motivazione : modificato colore)

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Re: Poesia quale testimonianza della condizione esistenziale

Messaggio  Teti il Lun 21 Lug 2014, 19:12

Itaca, di Constantinos Kavafis :" Quando ti metterai in viaggio per Itaca 
devi augurarti che la strada sia lunga 
fertile in avventure e in esperienze. 
I Lestrigoni e i Ciclopi 
o la furia di Nettuno non temere, 
non sarà questo il genere d’incontri
 se il pensiero resta alto e un sentimento
 fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo. 
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo, 
né nell'irato Nettuno incapperai
 se non li porti dentro 
se l’anima non te li mette contro. Devi augurarti che la strada sia lunga. 
 Che i mattini d'estate siano tanti
 quando nei porti – finalmente, e con che gioia -
 toccherai terra tu per la prima volta: 
negli empori fenici indugia e acquista 
madreperle coralli ebano e ambre
 tutta merce fina, anche profumi
 penetranti d'ogni sorta; più profumi inebrianti che puoi, 
va in molte città egizie
 impara una quantità di cose dai dotti. Sempre devi avere in mente Itaca -
 raggiungerla sia il pensiero costante. 
 Soprattutto, non affrettare il viaggio; 
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
 metta piede sull’isola, tu, ricco 
dei tesori accumulati per strada
 senza aspettarti ricchezze da Itaca. 
Itaca ti ha dato il bel viaggio, 
senza di lei mai ti saresti messo
 in viaggio: che cos’altro ti aspetti? E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso. 
 Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
 già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare"
Itaca:uno scopo,lo scopo della nostra vita.
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Re: Poesia quale testimonianza della condizione esistenziale

Messaggio  Teti il Ven 20 Giu 2014, 19:12


ALPHONSE MUCHA - Amants
Col tempo (Con el tiempo) - Poesia attribuita a JORGE LUIS BORGES
 
Con il tempo si impara la sottile differenza
fra sostenere una mano e incatenare un'anima,
 
e si impara che l'amore non significa andare a letto,
e una compagnia non significa sicurezza
 
  e uno comincia a imparare... Che i baci non sono
contratti  e i regali non sono promesse
e uno comincia ad accettare le sue sconfitte
a testa alta e con gli occhi
aperti
 
e uno impara a costruire tutti i suoi cammini nell'oggi,
perché il terreno di domani è troppo insicuro per
 far piani..e i futuri hanno la forma di cadere
a metà.
 
 E dopo col tempo, uno impara che se è troppo
anche il calore del sole brucia. Così uno pianta
il suo giardino e decora la sua anima, al posto
di aspettarsi che qualcuno porti fiori. E uno
impara che realmente può reggere che uno
 
è veramente forte, che uno realmente vale
e uno può imparare. E impara...e ogni giorno
impara.
 
Con il tempo impara che stare con qualcuno
perché ti offre un buon futuro significa presto
o tardi voler ritornare al passato.
 
Con il tempo capisci che solo chi è capace di amarti
con i tuoi difetti, senza pretendere cambiarti,
può offrirti la felicità che desideri.
 
Con il tempo ti accorgi che, se stai a fianco di questa
persona solo per accompagnare la tua solitudine,
 irrimediabilmente finirai per non volere più vederla.
 
Con il tempo ti rendi conto  che gli amici sinceri
valgono molto più di qualsiasi quantità
di denaro.
  
Con il tempo intendi che i veri amici sono contati
e chi non lotta per loro, presto o tardi
sarà circondato da false amicizie.
 
Con il tempo impari che le parole dette
in un momento d'ira possono continuare
a dolere a chi feristi tutta la vita.
 
Con il tempo impari che discolpare chiunque lo fa,
 però perdonare è solo delle anime grandi.
 
 Con il tempo capisci che anche se sei felice
con gli amici, un giorno piangerai
per quelli che lasciasti andare.
 
Con il tempo ti rendi conto che tutta
l'esperienza vissuta con ogni persona è irripetibile.
 
Con il tempo ti rendi conto che colui che umilia
o disprezza un essere umano,
presto o tardi, soffrirà le stesse umiliazioni
o i disprezzi elevati al quadrato.
 
Con il tempo impari a costruire tutti i cammini sull'oggi,
perché il terreno di domani è troppo incerto per fare piani.
 
 Con il tempo capisci che se fai pressione
sulle cose o le forzi in modo che accadano,
come conseguenza alla fine non sono come speravi.
 
 Con il tempo ti rendi conto che in realtà
il meglio non era il futuro, ma il momento
che stavi vivendo proprio in questo istante.
 
Con il tempo vedrai che anche se sei Felice
 con chi ti sta al fianco, ti mancheranno terribilmente quelli  che ieri
stavano con te e ora se ne sono andati.
 
Con il tempo imparerai che cercar di perdonare o chiedere
perdono, dire di amare, di desiderare, di aver bisogno,
dire di voler essere amico, di fronte ad una tomba, non ha più senso.
 
Però, sfortunatamente, solo con il tempo...
fortunatamente o sfortunatamente solo con il tempo...
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Re: Poesia quale testimonianza della condizione esistenziale

Messaggio  annali il Mer 18 Giu 2014, 02:55




Quando ce ne andremo, le idee, le cose dette e scritte continueranno a parlare per noi? Qualcosa sopravvivrà nelle persone che abbiamo conosciuto, con le quali abbiamo scambiato parole e pensieri?
Mi sono sentita osservatrice del mondo, sforzandomi di capirne le regole, il perché della violenza, dell’irrazionalità, la mancanza di comunicabilità tra simili.
Con la speranza che qualcuno o qualcosa, più grande e più in alto di me, riesca a cambiare il mondo, a proteggere i deboli e gli oppressi, a far trionfare la giustizia, a ridare fiducia nel futuro.
 
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Re: Poesia quale testimonianza della condizione esistenziale

Messaggio  Azzurra il Mar 17 Giu 2014, 16:46

In questi giorni, di questi tempi, oserei dire il contrario:

L'angoscia del misterioso dentro, contrapposta al rassicurante conosciuto fuori.

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Re: Poesia quale testimonianza della condizione esistenziale

Messaggio  Charade il Mar 17 Giu 2014, 13:51

Teti ha scritto:
Buongiorno felice a tutti!
Questa porta l'ho sognata stanotte...embè..era molto più grande,con dei fiori che scendevano anche degli stipiti,un trionfo di colori e anche di nastri variopinti.
Sto aspettando che quella porta si apra.....non so se sono angosciata,felice,o tramortita...un po' di tutto...che emozioni ragà!
Parafrasando passi liquidi di un oscuro presocratico che tutto muove , invento e trasformo : 
"La porta da cui si esce e la porta da cui si entra sono la stessa cosa "
L'angoscia del misterioso fuori , contrapposta con il rassicurante conosciuto dentro , può essere superata , pensando semplicemente che dentro o fuori siano identici -







 
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Re: Poesia quale testimonianza della condizione esistenziale

Messaggio  annali il Lun 14 Apr 2014, 11:28

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Re: Poesia quale testimonianza della condizione esistenziale

Messaggio  Teti il Lun 14 Apr 2014, 08:21


"Voglio,avrò"
Voglio,avrò
se non qui
in altro luogo che ancora non so
Niente ho perduto
Tutto sarò
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Re: Poesia quale testimonianza della condizione esistenziale

Messaggio  Azzurra il Gio 03 Apr 2014, 13:01

Molta follia è suprema saggezza
per un occhio che capisce -
molta saggezza, la più pura follia.
Anche in questo prevale la maggioranza.
Conformati, e sei saggio -
dissenti, e sei pericoloso.
Un matto da legare.

Emily Dickinson 

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Re: Poesia quale testimonianza della condizione esistenziale

Messaggio  Azzurra il Gio 03 Apr 2014, 12:59

Io non l'ho detto ancora al mio giardino
Per non perdermi d'animo.
E non mi sento ancora tanto forte
Da rivelarlo all'ape.

Non ne farò parola nella strada,
Perfino le botteghe stupirebbero ch'io
Timida ed ignorante come sono,
Abbia l'audacia di morire.

Non devono saperlo le colline
Dove tanto ho vagato,
Né posso dire ai miei boschi diletti
Il giorno dell'addio.
 

Emily Dickinson

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Re: Poesia quale testimonianza della condizione esistenziale

Messaggio  annali il Mer 19 Mar 2014, 19:56

"In Cent'anni di solitudine" ci trovi un condensato di magia, esoterismo, storia, vita dedicata agli ideali. Personaggi paradossali uniti da un destino che iniziato cent'anni prima, finisce come predestinato:dissolto nell'erosione dentro un nulla dirompente fantasmagorico ...
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Re: Poesia quale testimonianza della condizione esistenziale

Messaggio  Teti il Mer 19 Mar 2014, 19:04

Ciao Annalì,anche a me piace Marquez e condivido il tuo giudizio su Cent'anni di solitudine anche se in assoluto non lo ritengo il migliore tra i tanti romanzi letti.
Il primo "contatto" l'ho avuto con Cronaca di una morte annunciata che mi ha lasciato abbastanza disorientata.
L'amore ai tempi del colera (di cui ho visto anche il film alquanto deludente...)ha un protagonista così contorto,una personalità talmente contrastante tra ciò che aspira e ciò che poi in effetti traduce in azioni..che mi è apparso totalmente irreale.
O forse,come sempre,siamo talmente complicati che riusciamo ad essere tutto e il contrario di tutto?
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Re: Poesia quale testimonianza della condizione esistenziale

Messaggio  annali il Mar 18 Mar 2014, 19:25

Mi piace Marquez, un autore che amo molto, ma "Cent'anni di Solitudine", per me rimane il più bel libro abbia mai letto!
"L'amore al tempo del colera" non mi ha ispirato tanto.
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Re: Poesia quale testimonianza della condizione esistenziale

Messaggio  Teti il Mar 18 Mar 2014, 18:55

Capita che sfiori la vita di qualcuno, ti innamori e decidi che la cosa più importante è toccarlo, viverlo, convivere le malinconie e le inquietudini, arrivare a riconoscersi nello sguardo dell’altro, sentire che non ne puoi più fare a meno… e cosa importa se per avere tutto questo devi aspettare cinquantatré anni sette mesi e undici giorni notti comprese?.
G. García Marquez, L’amore ai tempi del colera
Quando l'amore ti scoppia dentro.
Passione
Annullare se stessi anche nel rifiuto ricevuto per 53anni 7 mesi e 11 notti comprese.
Ma questo,è amore?


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Re: Poesia quale testimonianza della condizione esistenziale

Messaggio  Teti il Lun 24 Feb 2014, 12:33

La pioggia nel pineto-G.D'Annunzio
 

Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove sui pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggeri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
t'illuse, che oggi m'illude,
o Ermione.

Odi? La pioggia cade
su la solitaria
verdura
con un crepitio che dura
e varia nell'aria secondo le fronde
più rade, men rade.
Ascolta. Risponde
al pianto il canto
delle cicale
che il pianto australe
non impaura,
né il ciel cinerino.
E il pino
ha un suono, e il mirto
altro suono, e il ginepro
altro ancora, stromenti
diversi
sotto innumerevoli dita.
E immensi
noi siam nello spirito
silvestre,
d'arborea vita viventi;
e il tuo volto ebro
è molle di pioggia
come una foglia,
e le tue chiome
auliscono come
le chiare ginestre,
o creatura terrestre
che hai nome
Ermione.

Ascolta, Ascolta. L'accordo
delle aeree cicale
a poco a poco
più sordo
si fa sotto il pianto
che cresce;
ma un canto vi si mesce
più roco
che di laggiù sale,
dall'umida ombra remota.
Più sordo e più fioco
s'allenta, si spegne.
Sola una nota
ancor trema, si spegne,
risorge, trema, si spegne.
Non s'ode su tutta la fronda
crosciare
l'argentea pioggia
che monda,
il croscio che varia
secondo la fronda
più folta, men folta.
Ascolta.
La figlia dell'aria
è muta: ma la figlia
del limo lontana,
la rana,
canta nell'ombra più fonda,
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su le tue ciglia,
Ermione.

Piove su le tue ciglia nere
sì che par tu pianga
ma di piacere; non bianca
ma quasi fatta virente,
par da scorza tu esca.
E tutta la vita è in noi fresca
aulente,
il cuor nel petto è come pesca
intatta,
tra le palpebre gli occhi
son come polle tra l'erbe,
i denti negli alveoli
son come mandorle acerbe.
E andiam di fratta in fratta,
or congiunti or disciolti
( e il verde vigor rude
ci allaccia i melleoli
c'intrica i ginocchi)
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani

ignude,
su i nostri vestimenti
leggeri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
m'illuse, che oggi t'illude,
o Ermione.
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Re: Poesia quale testimonianza della condizione esistenziale

Messaggio  Teti il Lun 24 Feb 2014, 12:07

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Re: Poesia quale testimonianza della condizione esistenziale

Messaggio  Teti il Lun 24 Feb 2014, 11:26

Certo che ti farò del male. Certo che me ne farai.
Certo che ce ne faremo.
Ma questa è la condizione stessa dell’esistenza.
Farsi primavera, significa accettare il rischio dell’inverno.
Farsi presenza, significa accettare il rischio dell’assenza.
Antoine de Saint-Exupéry
Accettare ed amare l'alternarsi delle stagioni come lo scorrere della nostra vita,non ci potrà mai essere un'eterna primavera nè un eterno inverno,nè potremo apprezzare il profumo dell'erba appena tagliata e degli alberi in fiore se non avremo conosciuto l'albero spoglio,solitario e il silenzio candido di un campo innevato.
Non potremo mai sentire il peso  dell'assenza se abbiamo rinunciato a metterci in gioco,rischiando sì l'amarezza del vuoto ma avendo prima gioito della pienezza vitale del profondo altrui contatto umano.
 
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vivere una favola - cosa non farei , cosa non faresti ?

Messaggio  Charade il Dom 16 Feb 2014, 19:47

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Re: Poesia quale testimonianza della condizione esistenziale

Messaggio  Teti il Ven 14 Feb 2014, 19:10

Oh caspiterina..le "e" sono le parentesi quadre con la i e la /i..se le digito così mi viene fuori una "e"...
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Re: Poesia quale testimonianza della condizione esistenziale

Messaggio  Teti il Ven 14 Feb 2014, 19:02

le e che ci fanno lì?
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Re: Poesia quale testimonianza della condizione esistenziale

Messaggio  Teti il Ven 14 Feb 2014, 18:59

memoria minuitur, nisi eam exerceas” (la memoria, se non viene esercitata, diminuisce)
....Chiare,fresche,dolci acque....
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Re: Poesia quale testimonianza della condizione esistenziale

Messaggio  Charade il Ven 14 Feb 2014, 18:42

Urca ,,, quanti ricordi questa poesia ,,, un sacco di ore per impararla a memoria ,,, ma come tante anomalie della scuola non ho mai saputo a cosa servisse ,,, ora è nostalgia dell'adolescenza , ieri era preoccupazione dell'interrogazione ,,, nel mentre tanta acqua sotto i ponti ,,, 





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Re: Poesia quale testimonianza della condizione esistenziale

Messaggio  Teti il Ven 14 Feb 2014, 17:00


Quando S.Valentino era la poesia del Pascoli...i calamai e i pennini a forma di cuore,i banchi di legno e la fantasia che galoppava dietro a quel bambino vestito di primavera ma con i piedi nudi.
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